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19 Ottobre 2026

Serbi e Lazio: i cinque protagonisti che hanno fatto la differenza

Un ritratto dei cinque serbi che hanno lasciato tracce indelebili nella Lazio, tra scudetto, gol da ricordare e carisma dentro e fuori dal campo.

Serbi e Lazio: i cinque protagonisti che hanno fatto la differenza

La storia recente e passata della Lazio è intrecciata a percorsi di calciatori balcanici che hanno conquistato i tifosi con carattere e qualità. Tra questi emergono cinque profili serbi che, pur con ruoli e temperamenti diversi, hanno contribuito a trasformare stagioni e a imprimere ricordi indelebili: Siniša MihajlovićDejan StankovićSergej Milinković-SavićAleksandar Kolarov e Dušan Basta. Il loro impatto è fatto di trofei, momenti tecnici esaltanti e di scelte personali che hanno radicato ciascuno nella memoria dei tifosi.

Questo articolo ricostruisce i tratti principali di ciascuna esperienza romana, mettendo in evidenza risultati concreti, statistiche e aneddoti che spiegano perché questi giocatori sono ancora oggi evocati quando si parla di Lazio e delle sue stagioni più significative.

Siniša Mihajlović e Dejan Stanković: i pilastri dello scudetto del 2000

Siniša Mihajlović rappresenta un caso emblematico: arrivato in Italia dopo esperienze alla Stella Rossa, ha conosciuto anche la Roma prima di trovare la propria dimensione tra Sampdoria e Lazio. Con la maglia biancoceleste, dal suo arrivo voluto da Sven-Göran Eriksson nel 1998, ha conquistato lo scudetto del 2000 insieme a numerosi titoli nazionali e internazionali, tra cui due Coppe Italia, due Supercoppe italiane, una Coppa delle Coppe e una Supercoppa Europea. Sul piano tecnico è celebre per il calcio piazzato: resta famoso il primato di tre gol su punizione in una sola partita e il valore complessivo delle sue realizzazioni da fermo, che lo inseriscono nella storia italiana del ruolo.

Il legame umano e l’eredità tecnica

Oltre ai numeri (33 gol in 193 presenze con la Lazio), ciò che rimane è il legame con la città: Roma è stata il luogo dove ha consolidato la propria famiglia e dove ha cercato ritorni anche in veste di allenatore. La sua figura è spesso ricordata per la combinazione tra carattere combattivo e raffinatezza tecnica nelle situazioni di palla ferma.

Dejan Stanković: crescita e versatilità

Dejan Stanković è arrivato a Roma nella stessa finestra di mercato e ha condiviso con Mihajlović non solo affetto ma anche esperienze sportive formanti. Con la Lazio ha accumulato presenze e gol utili al cammino verso lo scudetto del 2000 e alla conquista di coppe internazionali. Entrato nella rosa di campioni dell’epoca, ha saputo ritagliarsi un ruolo sempre più influente, ampliando poi il proprio raggio d’azione con diversi allenatori e mettendo in mostra una caratteristica fondamentale: la disponibilità a sacrificarsi per la squadra, sintetizzata in aneddoti sulla sua adattabilità in campo.

Milinković-Savić, Kolarov e Basta: talento, continuità e momenti decisivi

Sergej Milinković-Savić soprannominato il Sergente, ha incarnato per otto stagioni la fusione tra fisicità imponente e tecnica elegante. Cresciuto nel vivaio serbo del Vojvodina e lanciato dal passaggio al Genk, si è imposto rapidamente in Europa e in nazionale giovanile, costruendo poi la propria storia a Roma. Con la Lazio ha totalizzato numeri di rilievo — tra cui 69 gol e 58 assist in oltre 300 presenze — e ha contribuito a vincere una Coppa Italia e due Supercoppe italiane; la sua capacità di creare giocate decisive lo ha reso una figura imprescindibile del centrocampo biancoceleste.

Il trasferimento e l’addio

La storia del suo acquisto contiene un episodio curioso: un confronto di mercato che lo vide quasi approdare alla Fiorentina prima di scegliere la Lazio, decisione che ha poi definito la sua carriera in Serie A fino alla cessione successiva verso un altro campionato.

Aleksandar Kolarov è ricordato per il piede educato, i tiri potenti e la personalità: arrivato a Roma grazie a un lavoro di scouting nel 2007, ha fornito prestazioni di alto livello sulle fasce. Tra i momenti che rimangono indelebili c’è un gol segnato nel derby, simbolo della sua capacità di incidere nelle partite ad alta tensione. La sua parabola è complessa: apprezzato a Roma, in seguito ha vestito anche la maglia della diretta rivale cittadina, elemento che ha aggiunto sfumature al rapporto con i tifosi.

Dušan Basta ha portato invece continuità e solidità nelle stagioni in cui ha militato nella squadra: meno appariscente rispetto ad altri nomi, ma fondamentale per la struttura difensiva e per la regolarità delle prestazioni in campionato e in coppe.

Nel complesso, questi cinque giocatori serbi raccontano una doppia anima: da un lato la capacità di mettersi al servizio del collettivo ottenendo titoli e traguardi, dall’altro l’impronta tecnica che ha offerto ai tifosi momenti indimenticabili, dalle punizioni magistrali ai gol nei derby e agli inserimenti vincenti. La loro permanenza nella memoria biancoceleste non è solo statistica, ma anche emotiva: ciascuno ha contribuito a costruire capitoli importanti della storia della Lazio.

Autore

Francesca Lombardi

Francesca Lombardi, fiorentina, prese appunti tecnici dal primo box di un circuito toscano e da allora firma approfondimenti sui motori. In redazione sostiene un approccio metodico alle prove su pista, cura il format 'tecnica e cronaca' e conserva i fogli di appunti del debutto tecnico in autodromo.