Il Napoli sta attraversando una delle stagioni più complicate della sua storia recente. Dopo la sconfitta per 1-0 contro il Venezia, la squadra di Massimiliano Allegri conta cinque sconfitte nelle prime nove gare, includendo tre risultati negativi in campionato e due nelle competizioni europee. Il giornalista Raffaele Mignano ha condiviso le sue osservazioni in una trasmissione radiofonica, evidenziando non solo le carenze tattiche ma anche problemi più strutturali legati alla dirigenza e al mercato.
Le radici della crisi: scelte tattiche e mancata sintonia
Secondo Mignano, la principale difficoltà è la carenza di empatia tra Allegri e i giocatori. L’allenatore, arrivato in estate, non conosce a fondo la rosa costruita da antonio conte nello scorso anno e ha dovuto far fronte a una mediazione complicata con la dirigenza. Le sue idee tattiche, seppur comprovate, non sembrano adeguarsi alle caratteristiche dei calciatori a disposizione, creando un clima di incertezza in campo. Il risultato è una squadra spesso “svogliata” e poco reattiva nei momenti decisivi.
Allenatore in fase di conoscenza della rosa
Mignano ricorda che altri allenatori avevano rifiutato l’incarico perché prevedevano una stagione senza vere operazioni di mercato. Allegri, tuttavia, si è trovato a dover gestire un gruppo di giocatori a cui non era ancora familiare, cercando di imporre un modello di gioco che non sempre ha avuto riscontri. Questa situazione è stata accentuata da una stagione segnata da numerosi infortuni e dalla mancanza di rinforzi di qualità.
Problemi di programmazione societaria e calendario serrato
Il presidente Aurelio De Laurentiis ha dichiarato che l’obiettivo del centenario era quello di eccellere in Europa; però le recenti vittorie nel campionato non hanno compensato le sconfitte contro avversari come il Frosinone o il Villarreal. In aggiunta, il calendario da ottobre a novembre è particolarmente impegnativo: Bodø/GlimtRomaMonzaJuventusPortoLazioTorino e Manchester City. Un fitto susseguirsi di impegni rende difficile fermare la spirale negativa, soprattutto se la disputa interna tra squadra e dirigenza persiste.
Prospettive e possibili interventi: ritiro, mercato e coesione
Mignano propone un ritiro non punitivo ma conoscitivo, per ristabilire la fiducia tra allenatore e giocatori. Un simile momento potrebbe offrire a Allegri l’opportunità di comprendere le dinamiche interne e di impostare una nuova strada tattica. Sul fronte societario, l’autore sottolinea l’urgenza di un club manager capace di fungere da ponte tra la squadra, la dirigenza e i tifosi, oltre a gestire in modo più trasparente rinnovi contrattuali e trattative di mercato. Senza questi aggiustamenti, la squadra rischia di perdere la serenità necessaria per competere in Serie A e in champions league.



