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20 Settembre 2026

Addio al mito interista Sandro Mazzola, 83 anni

Il calcio italiano ricorda Sandro Mazzola, icona nerazzurra, con un minuto di silenzio in tutte le competizioni.

Addio al mito interista Sandro Mazzola, 83 anni

Il calcio nazionale è avvolto da un senso di profonda tristezza: Sandro Mazzola simbolo della Grande Inter e uno dei protagonisti più amati della storia del pallone, è venuto a mancare nella notte all’età di ottantatré anni. L’annuncio della sua scomparsa ha subito richiesto una risposta istituzionale, con il presidente della FIGC Giovanni Malagò, e la Lega Nazionale Dilettanti (LND) che hanno espresso il loro cordoglio a nome di tutti i tesserati.

Il funerale si svolgerà lunedì 21 settembre alle 14.45 nella basilica di Sant’Ambrogio a Milano, la stessa chiesa dove, pochi mesi fa, avevano detto addio a Franco Baresi. Oltre ai familiari, saranno presenti rappresentanti di FIGC, CONI, LND e, naturalmente, numerosi esponenti del mondo del calcio che celebreranno la vita e la carriera del grande campione.

Il tributo della Lega Nazionale Dilettanti e della FIGC

Giancarlo Abete, presidente della LND, ha sottolineato che Sandro Mazzola è stato “un modello di lealtà sportiva e una fonte d’ispirazione per generazioni di dilettanti”. In accordo con le direttive della FIGC, tutte le competizioni in programma durante il fine settimana – includendo anche gli eventuali posticipi del lunedì – osservano un minuto di silenzio. Le bandiere resteranno a mezz’asta nella sede di Roma e al Centro Tecnico Federale di Coverciano, segno tangibile di rispetto nazionale.

Il percorso di vita di Sandro Mazzola

Dalle origini alla maglia nerazzurra

Figlio del leggendario Valentino Mazzola, tragicamente scomparso nella strage di Superga, Sandro nacque in una famiglia già destinata al calcio. A soli otto anni indossò per la prima volta la maglia dell’Inter, una squadra che avrebbe amato per tutta la vita. La sua prima apparizione in prima squadra avvenne il 10 giugno 1961, in una epica sfida contro la Juventus, dove a 18 anni segnò il suo primo gol su rigore, segnando l’inizio di una carriera brillante.

I successi in maglia nerazzurra

Sotto la guida tattica di Helenio Herrera, Mazzola divenne il cuore pulsante della squadra di “catenaccio”. Nei suoi 17 anni con l’Inter conquistò quattro Scudetti (1963, 1965, 1966, 1971), due Coppe dei Campioni (1964, 1965) e due Coppe Intercontinentali (1964, 1965). Fu capocannoniere in Serie A nel 1965 con 17 reti e nella Coppa dei Campioni nello stesso anno con 7 gol. La sua capacità di segnare e di creare gioco lo portò al secondo posto al Pallone d’Oro del 1971, dietro a Johan Cruyff.

Con la nazionale italiana collezionò 70 presenze e 22 reti, partecipando alla vittoria dell’Europeo 1968 e al secondo posto al Mondiale 1970, contribuendo a consolidare la sua fama a livello internazionale.

Funerali, ricordi istituzionali e la partita di addio

Il presidente del CONI, Luciano Buonfiglio, ha invitato tutte le federazioni sportive a osservare un minuto di silenzio durante le manifestazioni sportive del weekend, sottolineando il valore storico e umano di Sandro Mazzola. Anche la FIGC ha confermato l’intenzione di onorare il ricordo del campione con il gesto simbolico in tutte le gare.

Nel frattempo, l’Inter, che onora il suo capitano per ben 17 stagioni, scenderà in campo alle 18:00 allo Stadio Olimpico di Roma per la sfida contro la Roma, partita che rappresenta un’ulteriore occasione di rendere omaggio al mito nerazzurro. Il club ha dichiarato che la squadra giocherà “con il cuore”, ricordando il desiderio di Mazzola di essere ricordato “come un bravo uomo, che si gioca anche quando è impossibile vincere”.

Il calcio italiano, dal dilettantismo alla massima Serie, si stringe in un unico momento di rispetto: le bandiere al mezz’asta, il silenzio condiviso e i ricordi dei compagni, allenatori e dirigenti. La scomparsa di Sandro Mazzola chiude un capitolo storico, ma il suo nome continuerà a risuonare nei cori delle tifoserie, nei libri di storia e nei cuori di chi, come lui, ha dato tutto per il calcio.

Autore

Ilaria Mauri

Ilaria Mauri, bolognese, decise di seguire il giornalismo sportivo dopo una notte al Dall'Ara durante una partita decisiva: oggi coordina le pagine di competizioni e commenti. In redazione predilige reportage sul campo e conserva il biglietto di quella partita come prova della svolta.