Sandro Mazzola è morto a 83 anni e i funerali si sono svolti il 21 settembre nella basilica di Sant’Ambrogio a Milano.
La scomparsa della leggenda nerazzurra ha mobilitato club, istituzioni e protagonisti del calcio nazionale ed internazionale, testimoniando l’impatto duraturo della sua carriera.
Perché la sua morte è stata percepita come un evento nazionale
Sandro Mazzola è stato uno dei volti principali della Grande Inter vincendo quattro Scudetti due Coppe dei Campioni e due Coppe Intercontinentali.
Con la maglia nerazzurra aveva realizzato 162 reti e si era imposto come giocatore polivalente, capace di agire sia in attacco che a centrocampo; il suo nome è legato anche alla famiglia Mazzola, con il padre Valentino Mazzola evocato dalle immagini che hanno circolato dopo l’annuncio.
Reazioni di club e istituzioni
L’Inter ha definito Mazzola una “bandiera eterna” e ha espresso le più sentite condoglianze alla famiglia e a tutto il Paese.
Il Milan ha pubblicato un messaggio di rispetto, definendo il campione come “rival storico e leale”. Il Como club con cui Mazzola ebbe un rapporto nelle giovanili, ha ricordato il suo legame con il mondo del calcio fin dall’infanzia.
Tributi di ex compagni, allenatori e dirigenti
Diverse figure storiche del calcio hanno ricordato la carriera e l’uomo. Dino Zoff ha richiamato la rivalità sportiva che li ha contraddistinti in nazionale, mentre Beppe Bergomi ha sottolineato il ruolo avuto da Mazzola nel favorirne il debutto giovanile.
Massimiliano Allegri ha definito la perdita “un grande uomo” e ha espresso vicinanza alla famiglia. Maurizio Sarri ha detto che la scomparsa di Mazzola “cancella una fetta della nostra vita”.
Riconoscimenti internazionali e omaggi
Il presidente della FIFA, Gianni Infantino ha pubblicato un messaggio accompagnato da un’immagine storica, definendo Mazzola con le parole: “figlio di Valentino, figlio del calcio, poesia più dolce”.
Una foto in bianco e nero che ritraeva Valentino Mazzola mentre allacciava le scarpette del figlio è stata diffusa e ha rafforzato il richiamo alla continuità generazionale nel calcio italiano.
Cifre della carriera e palmarès
In 17 stagioni con l’Inter Mazzola ha conquistato quattro Scudetti (tra cui il 1963 e il 1965) e ha vinto due Coppe dei Campioni e due Coppe Intercontinentali.
Nel corso della sua carriera è stato capocannoniere in Serie A nel 1965 e nella Coppa dei Campioni nello stesso periodo; con la nazionale italiana ha contribuito al successo dell’Europeo 1968 e al secondo posto nel Mondiale del 1970.
Funerali e cerimonie
I funerali di Sandro Mazzola si sono tenuti il 21 settembre nella basilica di Sant’Ambrogio a Milano con la partecipazione di familiari, rappresentanti delle istituzioni sportive e numerosi ex compagni e avversari.
Il sindaco di Milano ha dichiarato il lutto cittadino e disposto l’esposizione della bandiera civica a mezz’asta; la FIGC e la LND hanno previsto gesti ufficiali di omaggio, tra cui un minuto di silenzio nelle competizioni del weekend.
Ricordi personali e testimonianze
Alessandro Altobelli ha dichiarato che fu Mazzola a favorire il suo ingresso nell’Inter, definendolo “uno dei simboli più grandi della Grande Inter”.
Piero Ausilio, ex direttore sportivo dell’Inter, ha evidenziato come Mazzola avrebbe potuto adattarsi anche al calcio moderno grazie a qualità tecniche e umane, sottolineando la dimensione educativa della sua eredità.
Ultimo aggiornamento: 20 settembre 2026



