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19 Settembre 2026

Mazzola, icona dell’Inter, salutato da club, politici e FIGC

Mazzola, simbolo eterno dell’Inter, salutato da club, rivali e istituzioni: ecco le dichiarazioni più sentite.

Mazzola, icona dell’Inter, salutato da club, politici e FIGC

Il calcio italiano ha perso una delle sue figure più emblematiche: Sandro Mazzola, simbolo perenne dell’Inter e della nazionale, è venuto a mancare all’età di 83 anni. La notizia ha subito scatenato una ondata di omaggi da parte di allenatori, ex compagni, club avversari e le più alte cariche dello Stato, tutti accomunati dal desiderio di ricordare non solo il talento tecnico, ma anche l’uomo di grande dignità che ha attraversato più generazioni.

Tributi dell’Inter e dei suoi ex compagni

L’Inter ha pubblicato un commovente messaggio, sottolineando come Mazzola fosse “colui che è entrato nella storia del club e ne è diventato parte integrante”. Il post ufficiale ha evidenziato il desiderio del campione di essere ricordato come “un uomo buono che ha dato sempre il massimo, anche quando tutto sembrava impossibile”, un motto che aveva condiviso più volte in interviste. Il vicepresidente del club, Javier Zanetti, ha aggiunto che Mazzola era per lui “un signore, un punto di riferimento e un fuoriclasse sia in campo che nella vita”, ricordandolo come “un regalo per chi, da ragazzo, sognava l’Inter”.

Messaggi dei club rivali e della Serie A

Il rispetto si è manifestato anche da parte dei tradizionali avversari. Juventus ha definito Mazzola “un gentleman del calcio italiano, simbolo di classe, stile e passione”; Milan lo ha ricordato come “un rivale leale e storico, bandiera della Nazionale, grande campione di un’epoca indimenticabile”. Napoli, tramite il suo presidente Aurelio De Laurentiis, ha espresso un profondo cordoglio riconoscendo l’importanza di Mazzola per il calcio nazionale. La Lega Serie A, rappresentata da Ezio Simonelli, ha sottolineato che il campione “rappresenta una delle figure più autentiche della storia del calcio italiano” e che il suo contributo rimarrà impresso nella memoria collettiva dello sport.

Il cordoglio delle istituzioni politiche e della FIGC

Le più alte cariche dello Stato hanno omaggiato Mazzola con parole di grande rispetto. La premier Giorgia Meloni ha ricordato il campione come “uno dei volti più amati del calcio italiano, capace di far vibrare intere generazioni”. Il presidente della Camera, Lorenzo Fontana, lo ha definito “uno dei grandi del calcio italiano, nerazzurro nel cuore e nazionale che ha regalato emozioni a tutto il Paese”. Antonio Tajani ha evidenziato il suo ruolo di “volto romantico” del calcio, mentre Matteo Piantedosi lo ha definito “un campione elegante di un’altra epoca, capace di far sognare milioni di italiani”. Il presidente della FIGC, Giovanni Malagò, ha commentato la scomparsa definendola “una perdita profonda per il calcio italiano” e ha collocato Mazzola nel “pantheon dei più grandi” calciatori, sottolineando il legame unico con suo padre Valentino, capitano del Grande Torino.

Il ricordo di Mazzola è stato inoltre condiviso da esponenti regionali. Il presidente della Lombardia, Attilio Fontana, ha ricordato le sue 17 stagioni nerazzurre, i quattro scudetti, le due Coppe dei Campioni e le due Coppe Intercontinentali, descrivendolo come “uno dei protagonisti assoluti della Grande Inter di Helenio Herrera”. Il senatore Ignazio La Russa ha sottolineato come la scomparsa di una “bandiera eterna” lascii un vuoto profondo e ha ricordato le sue qualità tecniche e il suo attaccamento ai colori nerazzurri.

Nel complesso, la risposta emotiva ha mostrato quanto Sandro Mazzola fosse più di un semplice calciatore: un simbolo di eleganza, coraggio e passione che ha influenzato non solo le tattiche di gioco ma anche i valori della società italiana. I messaggi di addio, sparsi tra club, ex compagni e politici, hanno evidenziato una convergenza di rispetto e gratitudine, confermando il suo ruolo di pilastro storico del calcio nazionale.

Autore

Francesca Lombardi

Francesca Lombardi, fiorentina, prese appunti tecnici dal primo box di un circuito toscano e da allora firma approfondimenti sui motori. In redazione sostiene un approccio metodico alle prove su pista, cura il format 'tecnica e cronaca' e conserva i fogli di appunti del debutto tecnico in autodromo.