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11 Giugno 2026

Violenze anti-migranti a Belfast: case bruciate e caccia agli stranieri

Belfast è teatro di violenze anti-migranti senza precedenti. Scopri come è iniziato tutto e quali sono le conseguenze.

Violenze anti-migranti a Belfast: case bruciate e caccia agli stranieri

Belfast è diventata teatro di una violenza senza precedenti. Nella notte tra martedì e mercoledì, gruppi di uomini col volto coperto hanno sfondato porte, appiccato incendi e dato la caccia agli stranieri, intimando loro di andarsene. Questi atti di violenza sono seguiti all’accoltellamento di Stephen Ogilvie, un tecnico radiologo del servizio sanitario pubblico, da parte del rifugiato sudanese Hadi Alodid.

La situazione è esplosa dopo che Alodid, comparso davanti al tribunale di Belfast con l’accusa di tentato omicidio, ha ferito gravemente Ogilvie, che ha perso un occhio. Le immagini scioccanti e le testimonianze diffuse sui media mostrano persone portate in salvo dalla polizia su veicoli blindati mentre le abitazioni bruciano alle loro spalle. Teppisti organizzati in gruppi hanno lanciato molotov contro auto, mezzi pubblici ed edifici, prendendo di mira cittadini di origine africana e stranieri in generale.

Le violenze e le conseguenze

I numeri dell’ondata di violenza sono allarmanti: due agenti feriti, almeno tre uomini arrestati, di cui uno già incriminato per vandalismo e aggressione di un poliziotto, otto famiglie rimaste senza casa e 62 interventi dei pompieri per spegnere gli incendi. La situazione è così grave che le scuole di Belfast sono rimaste chiuse per precauzione.

Il premier laburista Keir Starmer ha promesso che i responsabili “pagheranno” per i disordini “scioccanti e del tutto inaccettabili”, in cui sono state prese di mira le persone per il colore della pelle e la loro origine. Il comandante della polizia dell’Irlanda del Nord, Jon Boutcher, ha lanciato un appello per fermare immediatamente le “ingiustificabili” proteste violente, invitando la popolazione a non dare ascolto agli “idioti” che istigano a scendere in strada.

Il ruolo dei social media

Le proteste sono state alimentate sui social media da gruppi dell’ultradestra, tra cui l’estremista di destra Tommy Robinson, spalleggiato anche da Elon Musk. L’Autorità delle Comunicazioni, l’Ofcom, si è mossa contro chi fomenta online la violenza. Intanto, i familiari di Ogilvie hanno invitato alla calma e a non colpire gli immigrati, ricordando il loro grande contributo al Paese.

La paura è palpabile a Belfast, con i cittadini stranieri terrorizzati, mentre il tam-tam sui social dei gruppi xenofobi continua a incitare alla protesta violenta. L’esecutivo dell’Irlanda del Nord, guidato dalla first minister Michelle O’Neill, è stato convocato d’emergenza per cercare di dare segno di unità nella provincia del Regno segnata dal passato di sangue dei Troubles.

Le polemiche politiche

Non sono mancate le polemiche legate a quell’epoca. La leader dello Sinn Fein, Mary Lou McDonald, ha detto che i disordini sono stati “orchestrati da teppisti lealisti e dell’estrema destra”. Del resto, si sono effettivamente concentrati nei quartieri a maggioranza protestante. Il rischio è che lo scontro sull’immigrazione riapra le ferite del passato mentre si infiamma il dibattito politico a Londra.

Starmer ha accusato Nigel Farage, leader del trumpiano Reform Uk, di aver alimentato gli scontri con la sua retorica anti-migranti. Farage ha risposto dicendo che la maggior parte delle persone scese in strada “non era formata da estremisti”, limitandosi a una condanna generica delle violenze. Per poi attaccare il sistema di accoglienza britannico affermando che il trentenne Alodid – arrivato dall’Europa attraverso l’Irlanda a Belfast dove ha ottenuto nel 2026 lo status di rifugiato – è “entrato illegalmente nel nostro Paese e non doveva arrivarci”.

Si temono non solo altri scontri a Belfast ma nel resto del Regno, dopo le proteste anti-migranti avvenute anche in Scozia e Inghilterra.

Autore

Ilaria Mauri

Ilaria Mauri, bolognese, decise di seguire il giornalismo sportivo dopo una notte al Dall'Ara durante una partita decisiva: oggi coordina le pagine di competizioni e commenti. In redazione predilige reportage sul campo e conserva il biglietto di quella partita come prova della svolta.