La tranquillità di Belfast è stata spezzata da un brutale attacco che ha scatenato una serie di proteste violente in Irlanda del Nord e nel Regno Unito. Un rifugiato sudanese ha tentato di decapitare un uomo di circa 40 anni, scatenando la rabbia della popolazione e portando a scene di caos e distruzione. Le strade della città sono state teatro di scontri, con auto in fiamme e edifici evacuati.
L’aggressione e l’intervento dei passanti
L’attacco è avvenuto su Kinnaird Avenue, davanti a un complesso residenziale. La vittima, un uomo sulla quarantina, è stata ricoverata in condizioni critiche con gravi ferite al volto, al collo e alla schiena. L’aggressore, un uomo di origine sudanese, è stato arrestato con l’accusa di tentato omicidio. Video diffusi sui social mostrano il sospetto in piedi sopra la vittima insanguinata mentre impugna un coltello, compiendo movimenti che diversi testimoni hanno interpretato come un tentativo di decapitazione.
L’aggressione è stata interrotta dall’intervento di alcuni residenti, uno dei quali ha colpito l’assalitore con una mazza da hurling, fermandolo fino all’arrivo della polizia. Gli agenti hanno recuperato sul posto un coltello da cucina. La polizia nordirlandese (Psni) ha precisato di non ritenere, allo stato attuale delle indagini, che si tratti di un episodio legato al terrorismo, ma ha comunque classificato il caso come ‘critical incident’, una procedura riservata agli eventi di particolare gravità e impatto sulla sicurezza pubblica.
Le proteste e la risposta delle autorità
L’aggressione ha rapidamente assunto una dimensione politica, alimentando il dibattito sull’immigrazione nel Regno Unito. Centinaia di dimostranti, molti con il volto coperto, si sono radunati in diverse parti della città per partecipare alle proteste anti-immigranti. Un autobus e altri veicoli sono stati dati alle fiamme, mentre i dimostranti hanno bloccato alcune strade principali della città.
Il capo della Psni, Jon Boutcher, ha riferito che l’uomo sarebbe arrivato in Europa dal Sudan passando per Parigi e successivamente per Dublino, prima di raggiungere Belfast in autobus nel febbraio del 2026. Una volta arrivato in Irlanda del Nord avrebbe presentato domanda di asilo e, nel settembre dello stesso anno, avrebbe ottenuto il permesso di soggiorno nel Regno Unito.
La rivelazione ha immediatamente innescato polemiche politiche. Il leader di Reform Uk, Nigel Farage, ha chiesto al governo di rendere pubblici ulteriori dettagli sullo status dell’arrestato, sostenendo che i cittadini ‘hanno diritto alla verità’. Farage ha accusato le autorità britanniche di concedere permessi di soggiorno con eccessiva facilità, affermando che il ‘leave to remain’ viene distribuito ‘come fossero caramelle’.
La risposta politica e gli appelli alla calma
Sulla stessa linea la leader Tory Kemi Badenoch, che ha chiesto chiarezza sull’identità dell’aggressore e sull’eventuale esistenza di falle nel sistema di controllo delle frontiere. Anche il miliardario Elon Musk è intervenuto nel dibattito attraverso il suo social X, commentando con un secco ‘enough’, ‘abbastanza’, alcuni messaggi che collegavano l’episodio alle politiche migratorie britanniche.
L’aggressione ha provocato forte allarme a Belfast, dove gruppi anti-immigrazione hanno lanciato appelli per manifestazioni di protesta. Alcuni messaggi diffusi online invitavano a radunarsi in città indossando abiti scuri e preparandosi a possibili scontri, circostanza che ha spinto le autorità ad aumentare le misure di sicurezza e a rafforzare la presenza delle forze dell’ordine.
Boutcher ha invitato la popolazione a mantenere la calma e a lasciare che la polizia conduca le indagini senza interferenze. Anche Downing Street ha lanciato un appello alla moderazione. Il primo ministro britannico, Keir Starmer, ha definito l’accaduto ‘agghiacciante’ e ‘ripugnante’. ‘I miei pensieri vanno anzitutto alla vittima’, ha dichiarato, ringraziando i soccorritori e i cittadini che sono intervenuti per fermare l’assalitore.



