La premier italiana Giorgia Meloni ha espresso critiche all’iniziativa degli E3, composta da Francia, Germania e Regno Unito, con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Secondo Meloni, la presenza di formati variabili crea debolezza nel processo negoziale e ha sottolineato la necessità di inviare un rappresentante dell’Unione Europea per facilitare i negoziati.
In un discorso in vista del Consiglio europeo del 18-19 giugno, Meloni ha ribadito l’importanza di un approccio unificato e coordinato da parte dell’Unione Europea. Ha criticato l’assenza di un formato unico e coerente nei negoziati, sostenendo che ciò indebolisce la posizione europea e complica il raggiungimento di una soluzione duratura.
Critiche all’asse franco-tedesco e proposta di un inviato Ue
Meloni ha affermato che l’asse franco-tedesco, sebbene importante, non è sufficiente per affrontare la complessità del conflitto ucraino. Ha sottolineato la necessità di un rappresentante Ue che possa coordinare gli sforzi diplomatici e garantire una posizione unitaria. Questo inviato dovrebbe lavorare a stretto contatto con le parti coinvolte per facilitare il dialogo e promuovere una soluzione pacifica.
La premier italiana ha anche ribadito l’importanza del rispetto del principio del merito e della parità di trattamento tra tutti i Paesi candidati all’adesione all’Unione Europea, inclusi la Moldova e i Paesi dei Balcani occidentali. Ha sottolineato che l’Ucraina dovrà continuare nel percorso di riforme, in particolare nel rafforzamento dello Stato di diritto e nella lotta alla corruzione.
La situazione in Medio Oriente e il ruolo dell’Italia
Sul fronte del Medio Oriente, Meloni ha osservato che il negoziato in corso con l’Iran è fragile e ha ribadito che l’Italia non è parte del conflitto e non intende diventarlo. Ha rivendicato gli sforzi per mettere in sicurezza i connazionali nella regione e il lavoro per il pieno ripristino della libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz.
La premier ha dichiarato che l’Italia è disponibile a contribuire agli sforzi internazionali necessari per il ripristino del traffico marittimo, ma sempre in un quadro post-conflitto, con finalità esclusivamente difensive e nel rispetto della Costituzione e delle prerogative del Parlamento.
Il G7 e il confronto con Trump
In vista del G7 che si aprirà a Evian, Meloni ha definito l’evento un’occasione importante per confrontarsi con i partner internazionali, a partire dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump, sulle prospettive delle crisi in Ucraina e in Medio Oriente. Ha sottolineato la necessità di consolidare ogni possibile progresso diplomatico e di lavorare per una posizione comune e credibile dell’Unione Europea.
Meloni ha ricordato gli strumenti in campo, come l’alleggerimento delle sanzioni graduale e reversibile se Teheran si convincerà a tornare al tavolo con un percorso serio, e nuove misure mirate in caso contrario. Il messaggio dell’Italia è chiaro: la strada della cooperazione può produrre benefici, mentre la strada della destabilizzazione produce conseguenze.
La situazione in Libano e il sostegno alle forze armate
Meloni ha affrontato la questione del Libano, definendo inaccettabili gli attacchi all’Unifil. Ha sottolineato la priorità di sostenere il percorso politico avviato con il contributo degli Stati Uniti e la scelta coraggiosa del presidente Aoun di accogliere l’invito a svolgere negoziati diretti con Israele.
La premier ha ribadito la necessità di un disarmo di Hezbollah e del ritiro di Israele da tutto il Sud del Libano, considerati passaggi essenziali per costruire un’architettura di sicurezza duratura. Ha annunciato il sostegno alle forze armate libanesi e aiuti ai civili, con un recente pacchetto da 15 milioni di euro sbloccato.
Rapporti con Israele e sanzioni mirate
Sui rapporti con Israele, Meloni ha auspicato un confronto capace di andare oltre l’enfasi della polemica facile. Ha chiarito che il governo sosterrà misure mirate contro i coloni violenti e contro il ministro Ben Gvir per il suo comportamento inaccettabile nei confronti di cittadini italiani e per le dichiarazioni sull’Italia.
La premier ha ricordato di essere in attesa di ricevere le proposte della Commissione europea sulle possibili restrizioni ai prodotti provenienti dagli insediamenti, che valuterà nel merito. Ha avvertito che l’isolamento di Israele è un fenomeno pericoloso che allontana la pace e rafforza le posizioni più estremiste. Ha quindi escluso l’ipotesi di sospensione dell’accordo di associazione Ue-Israele, definendola sbagliata e controproducente.



