Nel pomeriggio di ieri, il Castello Sforzesco ha ospitato una serata di gala che ha segnato la prima rivelazione ufficiale del nuovo stadio di San Siro. A un anno dalla cessione dell’area comunale a Milan e Inter, le archistar Norman Foster e David Manica hanno mostrato le prime anteprime di un impianto da 71.500 posti, caratterizzato da due anelli concentrici. Tra i presenti vi erano il presidente del Diavolo Paolo Scaroni, quello del Biscione Beppe Marotta, il sindaco Giuseppe Sala, il presidente della Regione Attilio Fontana e il commissario della FIGC Giovanni Malagò.
Protagonisti dell’evento e motivazioni istituzionali
Oltre ai vertici dei due club, la cerimonia ha riunito personalità politiche e sportive di rilievo: il vicepresidente UEFA Gabriele Gravina, l’ex dirigente Adriano Galliani, e i capigruppo del Consiglio comunale Beatrice Uguccioni (Pd) e Riccardo Truppo (FdI). L’unico assente è stato Enrico Fedrighini, appartenente al Gruppo Misto, che ha declinato l’invito per motivi legati alla trasformazione urbana dell’area, non tanto per la qualità del progetto, considerata eccellente grazie alla reputazione di Foster e Manica.
Obiettivi dichiarati dei club e della città
Secondo gli organizzatori, l’incontro è stato progettato per illustrare un piano strategico a lungo termine che possa rafforzare la competitività del calcio italiano, favorire lo sviluppo territoriale e offrire una infrastruttura moderna capace di ospitare gli Europei del 2032. L’ambizione è trasformare l’area di San Siro in un polo sportivo, culturale e commerciale, valorizzando il territorio milanese e creando nuovi posti di lavoro.
Caratteristiche del progetto e cronoprogramma dei lavori
Il nuovo impianto sarà costruito accanto allo storico Meazza, occupando l’attuale parcheggio dell’impianto e il Parco dei Capitani. I lavori di cimentazione dovrebbero partire a giugno e concludersi entro il 2031, in tempo per gli ultimi collaudi UEFA richiesti per l’autorizzazione definitiva alle partite degli Europei 2032. Durante la fase di transizione, il vecchio stadio rimarrà operativo fino al completamento del nuovo edificio, garantendo così l’assenza di interruzioni per Milan e Inter.
Una volta terminato il nuovo complesso, è prevista la quasi totale demolizione della Scala del Calcio. Resterebbero in piedi solo la Curva Sud e la tribuna arancione, mentre l’intera area sarà rifunzionalizzata entro il 2035, trasformandola in un nuovo hub urbano con spazi commerciali, aree verdi e strutture pubbliche.
Iter giudiziario e prossimi ostacoli
Prima dell’avvio dei cantieri, la vicenda deve superare gli ultimi ricorsi legali. Il 16 ottobre, gli avvocati dei comitati di opposizione hanno presentato un appello urgente contro la vendita dell’area al valore di 197 milioni di euro, stabilito dall’Agenzia delle Entrate. Il Consiglio di Stato ha fissato l’udienza per il 4 maggio 2027, data in cui verranno esaminate le delibere che hanno sancito la transazione. La decisione di questa corte sarà decisiva per confermare o meno le tempistiche attuali.
Fino a quel momento, i lavori preliminari – studi di impatto ambientale, autorizzazioni urbanistiche e definizione dei contratti di costruzione – continueranno sotto stretta supervisione delle autorità comunali e regionali. In caso di esito favorevole, la prima pietra verrà posata entro la fine dell’estate, aprendo la strada a un progetto che potrebbe diventare il simbolo della rinascita sportiva di Milano negli anni vinti.



