Nel giugno scorso il Giovanni Malagò ha conquistato la presidenza della Federazione Italiana Giuoco Calcio con il 68,58% dei voti, grazie anche al tradizionale sostegno di calciatori e allenatori. All’epoca, quell’appoggio era stato considerato un elemento di stabilità, un segnale di consenso del mondo diretto del gioco.
Oggi, però, la situazione si è capovolta: la stessa coalizione di giocatori e tecnici ha iniziato a muoversi verso Adriano Galliani, ex presidente del Milan e del Monza. Questa inversione di posizione sta facendo vibrare le dinamiche elettorali della FIGC, perché il gruppo dei calciatori e allenatori rappresenta un terzo del peso decisionale.
Firme dei giocatori e degli allenatori a vantaggio di Galliani
Negli ultimi giorni, le firme necessarie per lanciare ufficialmente la candidatura di Galliani hanno superato il quorum, con dieci club della Serie A già in borsa al suo favore. Un’ulteriore firma è attesa dal Como, che in realtà aveva già espresso sostegno. Il risultato è un pacchetto di firme che supera le otto richieste minime e che, una volta formalizzato, conferirà a Galliani una base solida nella componente che pesa per il 30% delle elezioni.
L’importanza di questo segnale non può essere sottovalutata: calciatori e allenatori sono chiamati a votare direttamente attraverso i delegati, e il loro consenso può ribaltare le aspettative di chi, come Malagò, contava sulla loro fedeltà. La mossa è stata descritta come una risposta a decisioni recenti di Malagò, che hanno suscitato perplessità tra gli Assocalciatori.
Il quadro elettorale della FIGC: chi conta davvero
Le elezioni del 14 dicembre si svolgeranno secondo una struttura di voto complessa. La Serie A partecipa con un peso del 18%, la Lega Pro incide per il 12%, la Serie B (definita “B” nei documenti) per il 6%, mentre le realtà dilettantistiche rappresentano il 34% del totale. A questo si aggiunge la voce già citata dei calciatori e allenatori, che detiene il 30%, rendendo il loro orientamento decisivo.
In questa composizione, Assocalciatori e la Lega Pro, guidata da Abete, si sono mostrati critici verso alcune scelte del commissario Malagò negli ultimi mesi. La riunione prevista su Zoom tra i presidenti delle leghe, convocata da Abete, è finalizzata a definire una linea comune prima della chiusura della fase di raccolta firme, fissata al 4 novembre.
Scenari possibile per le elezioni del 14 dicembre
Se Galliani riuscirà a consolidare il sostegno dei calciatori e allenatori e a conquistare una parte dei voti dilettantistici, potrebbe superare Malagò, che attualmente ha il supporto di undici club di Serie A. Tuttavia, la strada verso la vittoria resta complessa: il candidato dovrà assicurarsi anche l’appoggio di almeno una parte dei delegati della Lega Pro e dei rappresentanti dilettantistici per raggiungere la maggioranza assoluta.
Il prossimo passo sarà la formalizzazione del sostegno, prevista con una nota ufficiale entro le prossime ore, seguita da una serie di incontri strategici fra i vari gruppi elettorali. Con la scadenza per le candidature fissata al 4 novembre e il voto definitivo il 14 dicembre, il panorama è ancora in continua evoluzione, e ogni alleanza potrà fare la differenza tra una vittoria stabile per Malagò e un nuovo capitolo guidato da Galliani.



