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16 Maggio 2026

PGA Championship: Potgieter protagonista, Scheffler e McIlroy in rimonta

A Aronimink il giovane Aldrich Potgieter emerge come protagonista: condizioni difficili, leader provvisori in clubhouse e la battaglia di McIlroy per passare il taglio tengono aperta la competizione

PGA Championship: Potgieter protagonista, Scheffler e McIlroy in rimonta

La seconda giornata al PGA Championship ad Aronimink ha visto il vento aumentare e con esso salire la media dei punteggi, ma il racconto del campo è stato dominato dalla figura di Aldrich Potgieter. Il 21enne sudafricano ha risposto alla pressione con gioco consistente: attraverso 14 buche del suo secondo turno non ha ancora registrato bogey e si è portato fino a cinque sotto par, una posizione che testimonia come la gestione mentale sia diventata una delle chiavi decisive nei major.

Il pomeriggio è stato caratterizzato da un continuo rimescolamento della classifica: alcuni giocatori hanno già consegnato i loro score in clubhouse mentre l’onda pomeridiana avanzava. Le raffiche hanno messo alla prova tanto il gioco lungo quanto il touch sull’approccio, accentuando il divario tra chi ha sfruttato le buone scelte tattiche e chi, invece, ha sofferto con il driver. Nel frattempo la sfida per il weekend resta aperta con nomi di peso che stanno recuperando terreno.

La scalata di Aldrich Potgieter

Il comportamento di Potgieter sul percorso è stato sinonimo di compostezza: dopo un avvio prudente nel secondo giro, ha annullato ogni errore, riuscendo anche a salvare un par prezioso al 13° quando un tee shot minacciava l’out. Questo episodio ha messo in luce la sua capacità di esecuzione nei momenti caldi, un tratto spesso decisivo nei major. La combinazione tra solidità dal tee, precisione con gli iron e freddezza sui putt gli ha permesso di mantenere un card senza bogey fino alla quattordicesima buca, una strada che lo porta idealmente a giocarsi la vittoria.

La gestione delle condizioni

Le condizioni di vento a Aronimink hanno reso fondamentale la scelta dei ferri e delle traiettorie: i giocatori in testa hanno saputo adattare il piano di gioco riducendo i rischi sui par 4 più delicati e capitalizzando le opportunità sui par 5. Per Potgieter, la capacità di modulare la distanza e mantenere la pallina in gioco è stata determinante per trasformare le occasioni in punteggi utili, mentre chi ha insistentemente forzato ha pagato in termini di errori.

Chi è in clubhouse e le prestazioni notevoli

Tra i giocatori che hanno già completato il secondo giro, Hideki Matsuyama e Chris Gotterup condividono il comando provvisorio in clubhouse a tre sotto par. Matsuyama ha firmato un 67 con quattro birdie e un bogey, mostrando una precisione con gli iron che gli ha consentito di rimanere competitivo nei momenti chiave. Gotterup, invece, ha realizzato il miglior punteggio della giornata con un 65 in mattinata, in condizioni particolarmente ostiche con raffiche sostenute.

Altri nomi da tenere d’occhio

Nel gruppo dei contendenti emergono anche Maverick McNealy, Alex Smalley e Cameron Young, con quest’ultimo autore di un 67 che lo ha portato a due sotto par. La presenza di round bassi in mattinata obbliga i giocatori del pomeriggio a non abbassare l’attenzione: il vento, variabile nell’intensità, può ribaltare situazioni in apparenza solide e creare opportunità per chi attacca il campo con calma.

Scheffler, McIlroy e la lotta per il weekend

Il percorso non ha risparmiato neppure il numero uno del mondo: Scottie Scheffler ha faticato con il driver e ha iniziato il secondo giro senza centrare le sei prime buche dal fairway, incassando tre bogey nelle fasi iniziali. Nonostante ciò, ha saputo riorganizzarsi, limitare i danni e costruire il recupero necessario per chiudere con un 71 e presentarsi a due sotto par complessivi. La sua reazione è la dimostrazione di come anche i top player debbano adattare strategia e sangue freddo in condizioni difficili.

La storia più seguita rimane però quella di Rory McIlroy, reduce da un primo giro complicato chiuso con un 74 che lo aveva estromesso dalla fascia alta della classifica. Nel secondo turno il nordirlandese ha risposto con due birdie sulle prime buche, portandosi a +2 totale e posizionandosi vicino alla linea del taglio, che al momento proiettata si aggira intorno al +4. Con il ritorno in campo per il back nine della sua seconda giornata, McIlroy ha mantenuto la carta senza bogey nella prima parte, dimostrando intenzione di lottare per il weekend.

Con l’onda pomeridiana ancora in corso, la classifica rimane fluida: il PGA Championship ad Aronimink è in piena evoluzione e ogni buca può ribaltare gerarchie e ambizioni, rendendo la prova di questo major una sfida di adattamento oltre che di tecnica.

Autore

Camilla Bellini

Camilla Bellini, ex guida turistica fiorentina, trasformò la visita a Santa Maria Novella in un progetto multimediale: ora dirige approfondimenti su patrimoni locali. In redazione sostiene itinerari slow, firma dossier sulle piccole botteghe e conserva il primo badge di guida della città come ricordo unico.