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22 Maggio 2026

Politano: compattezza, infortuni e l’ultimo atto contro l’Udinese

Matteo Politano riflette sulla stagione, elogia il gruppo nonostante gli infortuni e punta a concludere bene contro l'Udinese

Politano: compattezza, infortuni e l'ultimo atto contro l'Udinese

Il 22 maggio 2026 Matteo Politano è tornato a parlare della stagione ai microfoni di Radio CRC, offrendo un bilancio sincero tra luci e ombre. Il contesto è quello dell’ultima giornata di campionato: davanti al pubblico del Maradona c’è la sfida contro Udinese che può consacrare il secondo posto. Politano ha insistito sul valore del gruppo e sull’importanza di chiudere il campionato con una prova positiva, dopo un’annata segnata da numerosi problemi fisici e da qualche passo falso casalingo.

Preparazione all’ultimo impegno e obiettivi di squadra

Di fronte all’Udinese, squadra che Politano descrive come molto fisica e formata da elementi alti e robusti, il Napoli punterà sulla cura dei dettagli e su una concentrazione massima. Il giocatore ha spiegato che la squadra andrà in ritiro per arrivare al match nel modo migliore: l’intento è quello di offrire una prestazione solida davanti ai propri tifosi e di mettere in cassaforte il secondo posto. La volontà, ha sottolineato, è anche di offrire una risposta alle due recenti sconfitte interne che hanno lasciato qualche rammarico nel gruppo.

Ruoli, tattica e adattabilità

Nel discorso è emerso anche il tema della versatilità tattica: Politano ha ribadito la propria disponibilità a cambiare ruolo a seconda delle esigenze del mister e del sistema di gioco. Pur confermando che l’esterno offensivo resta la posizione che sente più sua, ha ricordato di aver interpretato diversi moduli, dal 4-3-3 al 3-4-2-1. I numeri personali — 2 gol e 6 assist in 43 presenze — sono stati commentati con soddisfazione, ma senza compiacimenti: l’obiettivo resta il miglioramento costante.

La stagione nel complesso: infortuni, prove memorabili e delusioni

Politano ha descritto la stagione come «lunga e complicata», caratterizzata da una lunga lista di infortuni che hanno spesso limitato le scelte dell’allenatore. Nonostante questo, il gruppo è stato definito molto unito: lo si è visto, ha detto, anche nei momenti informali come la grigliata citata durante l’intervista. Tra i momenti dolorosi c’è la sconfitta contro il PSV Eindhoven in Champions League, partita che ha avuto un impatto psicologico importante e che ha ricordato a tutti quanto in Europa sia necessario essere perfetti sotto ogni aspetto.

Gioie domestiche e nuove prospettive

A livello nazionale, invece, ci sono stati risultati che sono rimasti nel collettivo: Politano ha citato con piacere le vittorie negli scontri diretti, come quella col Milan e con la Roma, che restano tra le pagine più felici della stagione. Ha inoltre speso parole di grande stima per il giovane Antonio Vergara, definendolo serio, con tanta voglia di lavorare e con ampi margini di crescita. Il consiglio per i più giovani è di restare concreti e non lasciarsi travolgere né dagli elogi né dalle critiche.

Riflessioni sulla nazionale e aspetti personali

La mancata qualificazione dell’Italia ai Mondiali è stata per Politano una ferita ancora aperta: ha ammesso la difficoltà a parlarne, soprattutto per chi come lui può aver visto nell’ultima opportunità un’occasione importante. Sul futuro del calcio italiano la ricetta è chiara: ripartire dai settori giovanili e lavorare sulle basi per tornare a far crescere talenti pronti per la Serie A. Ha espresso anche affetto per l’allenatore Gattuso e rammarico per la delusione vissuta dalla squadra.

Vita a Napoli e ricordi personali

Chiudendo, Politano ha raccontato aspetti più personali: il legame con la città, le passeggiate sul lungomare, la passione per la pizza margherita e la convivenza quotidiana con compagni come Spinazzola. Sul piano emotivo ha scelto di ricordare con intensità i due scudetti vissuti con il club, definendo quello con Conte più sofferto e dunque particolarmente emozionante, pur riconoscendo il valore del titolo conquistato con Spalletti. Infine ha confermato la volontà di restare a Napoli e la presenza di un contratto ancora valido per altri due anni.

Autore

Luca Bellini

Luca Bellini proviene dalle cucine torinesi: dopo una decisione professionale presa davanti al mercato di Porta Palazzo ha lasciato il lavoro in brigata per il giornalismo gastronomico. In redazione difende ricette tradotte in chiave contemporanea, porta la firma su inchieste su mercati rionali e conserva la collezione di ricettari della nonna.