Il mondo del calcio piange la scomparsa di Pippo Marchioro l’allenatore che nel 1987 guidò il Barletta alla storica promozione in Serie B. Marchioro, nato a Cesena, si è spento all’età di 90 anni nella sua città natale, lasciando un vuoto incolmabile nel cuore dei tifosi biancorossi.
La sua carriera, ricca di successi e di momenti indimenticabili, ha lasciato un segno profondo nel calcio italiano. Da giocatore a tecnico, Marchioro ha saputo unire eleganza e concretezza, diventando una figura di riferimento per generazioni di appassionati.
La promozione in Serie B con il Barletta
L’avventura di Marchioro con il Barletta iniziò nel novembre del 1986, quando subentrò a Romano Fogli dopo la sesta giornata di campionato. La squadra, che all’epoca faceva parte della provincia di Bari, era in cerca di una svolta. Marchioro, con la sua esperienza e la sua capacità di motivare i giocatori, riuscì a trasformare il Barletta in una macchina da guerra.
La stagione 1986-87 fu un trionfo. Il Barletta chiuse il campionato al secondo posto, a un punto dalla capolista Catanzaro conquistando la promozione in Serie B. La città esplose di gioia, con festeggiamenti che durarono giorni. Marchioro, con il suo stile cinico e ordinato, aveva realizzato un sogno che sembrava impossibile.
I protagonisti di quell’anno magico
Tra i protagonisti di quella stagione indimenticabile ci furono Roberto Scarnecchia centrocampista goleador, e Roberto Rovani autore del gol-promozione a Sorrento. Scarnecchia ricordò Marchioro come “un po’ ansioso… ma grande uomo e allenatore!” Rovani, invece, espresse la sua gratitudine per tutto ciò che il tecnico gli aveva dato in quel memorabile anno.
Un altro testimone di quell’epoca è Bastiano Lavecchia massaggiatore della squadra. Lavecchia raccontò un episodio commovente: dopo la promozione, Marchioro, noto per il suo carattere burbero, si lasciò andare a un pianto liberatorio. “Era Pippo che singhiozzando e abbandonato si era, finalmente, lasciato andare”, ricordò Lavecchia.
Una carriera ricca di successi
La promozione con il Barletta non fu l’unico successo di Marchioro. La sua carriera, lunga e ricca di tappe prestigiose, include esperienze con MilanCesenaAvellinoGenoaReggiana e Venezia. Con il Cesena, nel 1975-76, conquistò la qualificazione alla Coppa UEFA, mentre con la Reggiana, negli anni ’90, riuscì a portare la squadra dalla Serie C alla Serie A.
Marchioro era noto per il suo calcio cinico, ordinato e preciso, capace di pungere quando meno te lo aspetti. La sua eleganza e professionalità lo resero una figura rispettata e amata in tutto il mondo del calcio.
Il legame con la Puglia
Dopo il successo con il Barletta, Marchioro si trasferì al Foggia lasciando un’impronta di professionalità e rispetto umano. Il suo legame con la Puglia rimase forte, e la regione lo ricordò sempre con affetto. Marchioro, con la sua capacità di unire passione e idee, riuscì a compiere vere e proprie imprese sportive, lasciando un’eredità indelebile nel cuore dei tifosi.
Pippo Marchioro ci ha lasciati, ma il suo ricordo vivrà per sempre nel cuore di chi ha avuto la fortuna di conoscerlo e di ammirarlo. Barletta non ti dimenticherà mai, mister Marchioro.



