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7 Novembre 2026

Pavoletti al 90% pronto a ritirarsi, ma resta una porta aperta

Leonardo Pavoletti confessa un addio al 90%, ma non chiude del tutto la porta a un'esperienza all’estero, ricordando momenti chiave come il gol contro il Bari.

Pavoletti al 90% pronto a ritirarsi, ma resta una porta aperta

Leonardo Pavoletti, ex capitano del Cagliari, ha parlato apertamente del suo futuro nel calcio. L’attaccante, protagonista della storica promozione in Serie A del 2023, dichiara che al 90% è pronto a mettere fine alla carriera, ma vuole mantenere una possibilità aperta fino a gennaio per valutare un’ultima avventura fuori dall’Italia.

Motivazioni del possibile ritiro e apertura verso un’esperienza all’estero

Il calciatore ha spiegato che la decisione è dettata da un desiderio di qualità della vita più che da considerazioni economiche. «Cerco un’esperienza di vita a prescindere dai soldi: Dubai o magari l’Australia per permettere ai miei figli di vedere il mondo», ha affermato. Questa scelta riflette la voglia di garantire ai bambini un contesto diverso, lontano dalla pressione dei campi.

Il ricordo del gol contro il Bari e la promozione del Cagliari

Uno dei momenti più emozionanti della sua carriera è stato il gol segnato al Bari nella finale playoff di ritorno, che ha sancito la promozione del Cagliari in Serie A. Pavoletti ha raccontato di essere entrato al 89’ su indicazione di Claudio Ranieri, nonostante l’allenatore volesse mantenere lo 0-0 fino al 75’. L’attaccante, ancora scaldato da quell’emozione, sottolinea che il gol lo ha accompagnato per tre anni, diventando un simbolo per i tifosi rossoblù.

Passaggi di carriera: dal Sassolo al Genoa, dall’Italia al possibile futuro

Prima di approdare a Cagliari, Pavoletti ha vissuto tappe importanti a Sassolo, dove nel 2016 è stato coinvolto in una squalifica di 40 giorni per una violazione antidoping legata a un semplice spray nasale. Il giocatore ha sottolineato che non era un caso di doping volontario, ma una negligenza sportiva dovuta alla mancata conoscenza del contenuto del farmaco. Dopo quella vicenda, il suo salto al Genoa è stato determinante: grazie a Gasperini, ha conquistato un ruolo da titolare e ha partecipato alla qualificazione in Europa League.

L’esperienza a Napoli e le difficoltà incontrate

Il trasferimento alla Napoli è stato percepito da Pavoletti come un errore. Ha raccontato di essere arrivato “un po’ impaurito dalla piazza”, con il peso di molte dicerie che hanno influito sulla sua capacità di inserirsi. Il giocatore ammette di aver commesso errori nel modo in cui ha gestito l’ambiente, fattori che hanno limitato il suo impatto nella squadra campana.

Radici familiari e primi passi nel calcio

Le origini di Pavoletti affondano a Livorno, dove ha iniziato a giocare in un campo sportivo accanto alla parrocchia. La madre, inizialmente scettica, ha chiesto all’allenatore di escluderlo dalle partite per “evitare confusione”, ma l’allenatore ha insistito: “Suo figlio farà tutte le partite”. Il giovane, nato in difesa, ha presto mostrato un istinto naturale per il gol, sorprendendo tutti. Il padre, ex tennista e allenatore di Filippo Volandri, ha sempre sostenuto la crescita sportiva del figlio, portandolo a tornei sin da piccolo.

Nel corso della sua vita, Pavoletti ha inoltre condiviso una breve esperienza con la nazionale italiana. Dopo una pre-convocazione di Conte, l’attaccante ha debuttato con Mancini in una vittoria per 5-0 contro il Liechtenstein, segnando il suo unico gol con la maglia azzurra.

Leonardo Pavoletti rimane una figura complessa: un attaccante che ha attraversato alti e bassi, da una squalifica per una semplice medicina a un gol che ha portato il Cagliari in Serie A, da una possibile fine carriera a un sogno di avventura internazionale. Resta da vedere se la finestra di gennaio porterà una nuova destinazione, ma la sua storia è già un esempio di resilienza e di legami indissolubili con la città di Cagliari.

Autore

Ilaria Mauri

Ilaria Mauri, bolognese, decise di seguire il giornalismo sportivo dopo una notte al Dall'Ara durante una partita decisiva: oggi coordina le pagine di competizioni e commenti. In redazione predilige reportage sul campo e conserva il biglietto di quella partita come prova della svolta.