Durante una puntata di Radio Tutto Napoli, l’ex calciatore e osservatore di mercato internazionale Angelo Paradiso ha dedicato una lunga analisi alla recente sconfitta dei partenopei contro il Villarreal. Il suo intervento, trasmesso in diretta su piattaforme digitali, ha sollevato questioni cruciali sul calcio italiano e sul ruolo di Massimiliano Allegri nella gestione della squadra. Paradiso ha evidenziato che, nonostante la presenza di giocatori di livello, il Napoli fatica a imporsi in Europa perché persiste un approccio tattico troppo lordo e poco dinamico.
Il metodo tradizionale italiano sotto accusa
Secondo Paradiso, la radice del problema non sta nei singoli infortuni o nella rosa, ma nella stessa filosofia di gioco adottata da molte squadre italiane. «Le altre squadre fanno un altro calcio, giocano sempre sulle ripartenze, palle in verticale, tutto il contrario di quello che si fa in Italia», ha affermato, sottolineando come la rigidità impedisca ai club di stare al passo con le schemi più verticali che dominano le competizioni continentali. Per Allegri, abituato a gestire stelle come Ronaldinho, Cristiano Ronaldo e Pirlo, è più difficile imporre un nuovo ritmo quando la cultura calcistica nazionale resta ancorata a una difensiva cauta.
Villarreal: cosa è mancato al Napoli?
Nel match contro il Villarreal, il Napoli è risultato incapace di tradurre la propria qualità tecnica in efficacia offensiva. Paradiso ha evidenziato la mancanza di verticalità nei passaggi e la lentezza delle ripartenze, elementi che hanno permesso al campione spagnolo di controllare il ritmo della partita. «Un passaggio laterale in più è sbagliato quando dovresti cercare la verticalizzazione», ha ribadito l’ex giocatore. Inoltre, ha criticato la scarsa capacità del centrocampo di sostenere il possesso e di creare occasioni, facendo notare come squadre come Barcellona allenino fin dalla giovane età i propri giocatori a gestire pressioni e scambi rapidissimi.
Paradiso ha proposto diverse varianti per il prossimo impegno europeo. La sua prima ipotesi prevede il ritorno al 4-2-3-1, con De Bruyne ad avanzare come trequartista e due esterni larghi che sfruttino l’area dei ultimi trenta metri. In questo scenario, Alisson Santos e David Neres verrebbero impiegati sulle fasce per creare superiorità numerica, mentre Hojlund avrebbe il compito di concludere le azioni. L’obiettivo è quello di imitare il calcio che portò lo scudetto al Napoli, basato su attività sui lati e su un attacco sempre propositivo.
Mercato e giovani talenti: sguardo verso l’estero
Il dibattito non è stato limitato alle scelte tattiche, ma ha toccato anche le prospettive di mercato. Paradiso ha citato il giovane terzino sinistro Emanuele, figlio di un ex compagno dell’Atalanta, il cui nome sta già circolando tra i club inglesi e tedeschi. Inoltre, ha suggerito di guardare al continente africano, dove ha individuato profili promettenti in Senegal e Ghana, noti per la loro “forza fisica e esplosività”. Ha anche menzionato la possibile presenza di McTominay e Billy Gilmour nella formazione contro il Villarreal, oltre a una posizione ancora incerta per Matteo Politano, che potrebbe chiudere la linea di trecento al centro o sostituire Neres sulla destra.
Verso una nuova identità di gioco
Solo con un cambiamento di mentalità, un riciclo di giovani talenti e una spinta verso schemi più offensivi, i partenopei potranno sperare di competere davvero in Europa. La sfida contro il Villarreal rimane un banco di prova decisivo: se il tecnico Allegri saprà tradurre le proposte di Paradiso in campo, il Napoli avrà una chance concreta di ribaltare il deficit tattico evidenziato nella prima partita.



