Il ritorno del Senegal dal Mondiale 2026 è stato segnato da un’ondata di polemiche che hanno coinvolto la Federcalcio locale e lo staff medico. Al centro delle critiche c’è il presidente Abdoulaye Fall, che ha sollevato dubbi pubblici sul ruolo del dottor Fedior, storico medico della nazionale, scatenando reazioni a catena tra i media e i colleghi del medico.
Questa situazione riflette problemi più profondi legati all’organizzazione interna della squadra, con disagi che vanno ben oltre le questioni mediche.
Problemi organizzativi e tensioni interne
Un’inchiesta ha rivelato che lo staff medico ha affrontato gravi difficoltà organizzative e amministrative. Il medico francese Renaud Guiu avrebbe lavorato senza un contratto regolare e senza ricevere i rimborsi per le spese sostenute. Fisioterapisti e collaboratori sono rimasti in attesa di compensi e premi non ancora versati, arrivando perfino a pagarsi il viaggio di rientro dal Mondiale.
La situazione è stata ulteriormente complicata da problemi logistici, apparecchiature malfunzionanti e un’organizzazione sanitaria priva di regole chiare. Le tensioni nello spogliatoio sono state aggravate dai trattamenti riservati ai fisioterapisti personali di Kalidou Koulibaly e Sadio Mané alimentando malumori e divisioni all’interno del gruppo.
La scoperta sorprendente sul medico della nazionale
Durante una conferenza stampa, il presidente della Federcalcio senegalese, Abdoulaye Fall, ha rivelato una scoperta sorprendente: il dottor Fedior, medico della nazionale da circa dieci anni, è in realtà un ginecologo. “I giocatori non erano convinti di lui e, in effetti, non ha il profilo necessario per seguire atleti di questo livello”, ha spiegato Fall, annunciando la fine del rapporto.
Questa rivelazione si inserisce in un contesto già teso, con il presidente che ha parlato apertamente di una rottura con l’allenatore Pape Thiaw, aggravata da problemi contrattuali e richieste economiche del tecnico. Thiaw aveva minacciato di non partire per il Mondiale, ma è stato convinto a seguire la squadra grazie all’intervento del presidente del Senegal, Bassirou Diomaye Faye.
Disagi organizzativi durante il ritiro americano
Il ritiro americano è stato segnato da disagi organizzativi, con strutture alberghiere giudicate inadeguate da leader come Sadio Mané e Kalidou Koulibaly. Inoltre, l’assenza di un cuoco nello staff ha costretto i giocatori a ricorrere spesso alle app di consegna per i pasti.
L’appello di Kalidou Koulibaly
Kalidou Koulibaly, capitano del Senegal durante due partite del Mondiale 2026, ha pubblicato un messaggio sui social media chiamando alla calma dopo il grande disordine pubblico causato dalla Federazione senegalese di calcio. “Sommes-nous réellement obligés de nous ridiculiser ainsi sur la scène mondiale?”, ha scritto l’ex napoletano. “Arrêtons ces guerres d’ego qui ne font que diviser.”
Koulibaly ha criticato la comunicazione del presidente della Federazione, sottolineando che le guerre di ego non fanno altro che dividere. “Ne gâchons pas des années de travail, de sacrifices et de progrès. Reprenons nos esprits et faisons les choix justes, dans l’intérêt du football sénégalais.”, ha aggiunto.
Il capitano ha anche affermato che i responsabili sono molti e che ciascuno deve prendere le proprie responsabilità con lucidità e umiltà. “Car aujourd’hui, ce n’est pas seulement notre football qui en pâtit, c’est aussi l’image du Sénégal.”, ha concluso.



