Il calcio italiano è a un bivio. Gian Piero Gasperini, tecnico della Roma, ha recentemente espresso le sue preoccupazioni e speranze per il futuro della Nazionale. In un’intervista a Rai Radio 1, Gasperini ha sottolineato che la rinascita del calcio italiano non dipenderà da una o due figure chiave, ma da una riforma strutturale che coinvolga l’intero sistema.
Nel frattempo, il settore dilettantistico del calcio italiano sta vivendo una fase di transizione, con una riforma che cerca di portare ordine e trasparenza. Tuttavia, nonostante i progressi, il settore rimane immaturo e necessita di ulteriori investimenti e attenzione.
Le parole di Gasperini sulla Nazionale
Gasperini ha affermato che il sistema attuale non funziona e non riesce a trasmettere giocatori di livello. Secondo lui, servono persone valide per una riforma importante che possa rivedere il sistema e, soprattutto, i settori giovanili. Il tecnico della Roma è convinto che, nonostante le difficoltà, una Nazionale competitiva possa essere messa in campo.
“Abbiamo le risorse e le basi”, ha dichiarato Gasperini, “il nostro calcio rispecchia una qualità superiore rispetto a quello che abbiamo ottenuto come Nazionale.” Queste parole sottolineano la necessità di un cambiamento radicale per sfruttare appieno il potenziale del calcio italiano.
Lo stato del calcio dilettantistico
Il calcio dilettantistico italiano è un mondo vasto e complesso. Secondo i dati del Registro nazionale delle attività sportive dilettantistiche (Rasd) ci sono 113.043 enti attivi, di cui il 91% sono Associazioni sportive dilettantistiche (Asd) e il 9% Società sportive dilettantistiche (Ssd). Tuttavia, quando si guarda all’occupazione, la prospettiva cambia: le Ssd impiegano quasi la metà dei lavoratori sportivi italiani, segno di una struttura più organizzata e professionalizzata.
Il Rapporto annuale Inps evidenzia che solo 21.010 enti hanno almeno un lavoratore con contributi versati nell’anno, per un totale di 115 mila occupati. Di questi, 71 mila sono classificati come sportivi del settore dilettantistico, mentre il resto rientra nella categoria “Altro”, che comprende incarichi elettivi e ruoli amministrativo-gestionali.
La distribuzione geografica e demografica
La distribuzione geografica degli sportivi dilettanti è molto sbilanciata: il Nord rappresenta il 55% degli sportivi, il Centro il 27% e il Mezzogiorno solo il 17,9%. Inoltre, il settore è dominato da una prevalenza maschile (62,2%) e una componente giovane significativa, con gli under 35 che rappresentano il 45,6% degli occupati.
Nonostante la crescita del 4,3% rispetto al 2026, il settore resta dominato da forme di impiego flessibili e non pienamente strutturate. Gli sportivi dilettantistici aumentano dell’11,6%, mentre le altre tipologie di rapporto calano del 5,6%. Questo quadro mostra chiaramente che il percorso verso una piena professionalizzazione è ancora lungo e richiede continuità normativa e investimenti mirati.
La protesta per la riforma della giustizia sportiva
A Roma, atleti e dirigenti di diverse federazioni hanno organizzato un sit-in e una conferenza stampa per chiedere una riforma della giustizia sportiva. La manifestazione, tenutasi a pochi passi dall’ingresso della Camera dei Deputati, ha visto la partecipazione di decine di tesserati che hanno richiesto trasparenza all’interno delle federazioni sportive e la tutela dei diritti dei tesserati.
Il deputato del Partito Democratico Mauro Berruto ha denunciato che la giustizia sportiva è diventata “una clava che serve per abbattere oppositori”, sottolineando la mancanza di terzietà nelle federazioni sportive. “La giustizia, per definizione, deve fondarsi su un principio di terzietà”, ha affermato Berruto, invitando a una riforma immediata.
Clara Campese, promotrice dell’evento, ha sottolineato la necessità di una legge uguale per tutti, indirizzando la richiesta specificamente al presidente del Coni Luciano Buonfiglio e al ministro per lo Sport Andrea Abodi. “La richiesta è che la legge è uguale per tutti e che
Il movimento giovanile ‘Generazione Futuro’, fondato da Andrea Culaon, ha cercato di portare la voce della base del mondo sportivo italiano, chiedendo tavoli di confronto con le istituzioni. “Noi cerchiamo di ascoltare la voce della base del mondo sportivo italiano, cercando di portare la nostra proposta per un mondo sportivo più giusto”, ha spiegato Culaon.
L’Associazione nazionale pallavolisti, guidata da Giorgio De Togni, ha aderito all’iniziativa, sottolineando l’importanza della giustizia sportiva e delle elezioni federali per la vita di tutti gli sportivi tesserati.



