Il ritorno di Roberto Mancini alla guida della nazionale azzurra è avvenuto con un gesto inusuale: dopo aver comunicato la lista dei 23 convocati per il match di Nations League contro il Belgio, ben 11 volti sono stati destinati alla tribuna. La decisione, presa all’ultimo minuto, ha subito acceso le discussioni sui criteri di scelta e sulle implicazioni tattiche per la prima partita di questo nuovo ciclo.
Chi resta in panchina: le novità più sorprendenti
Tra le esclusioni più clamorose troviamo Alessandro Bastoni squalificato per l’ultimo incontro, e il giovane portiere Guglielmo Pessina che non avrà neanche la palla in panchina. Anche Romain Faivre non è stato chiamato, così come il centrocampista Gabriele Fagioli del Como e Lorenzo Ricci della Fiorentina, entrambi considerati buone riserve per Tonali e Barella. In attacco, la scelta di non inserire Niccolò Zaniolo ha lasciato perplessi gli esperti, mentre Andrea Vergara è stato anch’egli relegato fuori dalla formazione titolare.
La lista dei giocatori portati in tribuna include comunque nomi di rilievo: Francesco PessinaTommy KouadioMarco RuggeriLeonardo SessaGabriele FornasieroAlessio RiccardiLucca InácioNicolò ZanioloAndrea Vergara e Sebastiano Esposito. La presenza di questi giovani suggerisce che Mancini abbia l’intenzione di valutare la loro capacità di reagire a un contesto di massima pressione, anche se al momento non sono previsti minuti in campo.
La formazione probabile: dal 4-3-3 al 4-2-3-1
Le prime ipotesi tattiche indicano un modulo 4-3-3 con Gianluigi Donnarumma in porta, una difesa composta da Leonardo Di LorenzoGianluca ManciniGiovanni Coppola e Alessandro Calafiori. A centrocampo il mix di esperienza e freschezza potrebbe vedere in campo Niccolò BarellaAlessandro Romano (ex Roma, ora Cagliari) e Marco Tonali. L’attacco, invece, è più incerto: le voci più forti puntano su un tridente formato da Gabriele CambiaghiMoise Kean e il giovane Pio Esposito con la possibilità di inserire Andrea Zanza o Alessandro Vivo in caso di variazione tattica. Alcuni analisti ipotizzano un passaggio al 4-2-3-1, dove Kean e Esposito potrebbero condividere il ruolo di seconda punta.
Il tecnico, nella conferenza stampa sospesa a venti minuti, ha sottolineato che “nove scelte sono già state chiuse, ma due ruoli sono ancora in discussione”. Questo spazio di manovra dimostra che Mancini preferisce mantenere una certa flessibilità, soprattutto per gestire la pressione emotiva legata al ritorno nella Nations League dopo il periodo di inattività.
Il contesto politico: Malagò, Abodi e Urso in tribuna
Non è solo lo sport a dominare la serata allo Stadio Olimpico. In tribuna, oltre ai calciatori, hanno preso posto Il ministro dello Sport Andrea Abodi e Il ministro del Made in Italy Giancarlo Urso. La loro presenza indica il legame stretto tra l’organizzazione sportiva italiana e le istituzioni governative, soprattutto in un periodo delicato per la FIGC appena rinnovata sotto la guida di Giovanni Malagò. La scelta di escludere la maggior parte dei politici, con una “diserzione di massa” di molti rappresentanti, è stata interpretata come un segnale di distacco da parte di chi ha chiesto una maggiore autonomia sportiva.
Il risultato di questo primo incontro avrà ripercussioni non solo sulla classifica della Nations League, ma anche sulla percezione della leadership di Malagò. Un eventuale insuccesso potrebbe alimentare le voci di un possibile commissariamento della federazione, mentre una vittoria darebbe slancio alle discussioni sulla solidità della dirigenza. In questo scenario, la partita di Italia-Belgio si trasforma in una sorta di “campo di prova” sia per il nuovo Ct sia per la gestione politica del calcio italiano.
Un risultato positivo potrebbe mitigare le tensioni politiche e dare slancio a una squadra che, pur con molte incognite, sembra pronta a scrivere una nuova pagina nella Nations League.



