Il Ritiro di Roberto Mancini dal ruolo di commissario tecnico dell’Italia nel 2023 aveva lasciato un vuoto profondo, segnato da una serie di cambi di mano fra Spalletti, Gattuso, Baldini e altri tecnici di alto profilo. Dopo un periodo trascorso in Arabia Saudita, il tecnico tornerà a dirigere la nazionale italiana con un progetto totalmente rinnovato, pronto a scapolare l’anno della Nations League contro il Belgio.
La nuova rosa: 34 convocati, tra esordi e veterani
Il primo giro di convocazioni presenta un gruppo di 34 calciatori provenienti da contesti molto diversi: dalla Premier League al campionato belga, dal Brasile alla Serie A. Tra i nomi più giovani spiccano Issa Doumbia, centrocampista dell’Sporting Lisbona e Samuele Inácio, attaccante del Borussia Dortmund, entrambi con il primo debutto nella maglia azzurra. Al loro fianco troviamo volti più noti come Federico Chiesa e Marco Verratti, scegliendo un mix di esperienza e freschezza. Dieci di loro sono impegnati all’estero, un dato senza precedenti per la selezione.
Giovani promettenti dalle radici italo-straniere
Alcuni convocati, come Mohamed Alì Zoma (Parigi FC) e Kayode (Brentford), non hanno ancora calcato un campo di Serie A, ma la federazione ha deciso di valutare il loro potenziale all’interno dei campi di Coverciano. Questa scelta riflette la volontà di cercare talenti ovunque – anche in squadre di seconda divisione o fuori dall’Italia – per costruire una nazionale più multietnica e competitiva.
Ranieri e la nuova dirigenza: un organigramma in evoluzione
Accanto a Mancini, Claudio Ranieri ha assunto il ruolo di direttore tecnico e presidente del Club Italia. La sua prima apparizione a Coverciano, in qualità di dirigente, è stata accompagnata da un lungo confronto con Mancini, finalizzato a definire i criteri di valutazione dei giovani. Alla delegazione si aggiunge Diana Bianchedi, nuova capo delegazione azzurra, la cui doppia funzione – anche come vicepresidente vicario del CONI – è attualmente oggetto di verifica da parte dell’ANAC, organo incaricato di vigilare sulla trasparenza dei contratti pubblici.
Il ruolo di Malagò e le tensioni istituzionali
Il presidente della FIGC, Gabriele Malagò è al centro di una delicata vicenda politica: le autorità sportive e il governo stanno esaminando la regolarità della sua candidatura, soprattutto per un presunto mancato tesseramento. Queste questioni, sebbene di natura amministrativa, hanno un impatto diretto sulla stabilità della nascente costruzione azzurra poiché condizionano la capacità del tecnico di operare senza pressioni esterne.
Strategia di gioco e obiettivi a medio termine
Mancini ha dichiarato che la prossima sfida contro il Belgio non è solo un test tattico, ma un primo passo verso un progetto triennale che punta a un possibile trionfo entro il 2030. Il suo approccio punta su un 4-3-3 equilibrato, basato sul possesso palla, con Jorginho e Verratti a dirigere il centrocampo. La difesa, pur ridotta in termini di nomi famosi, vede la presenza di Guglielmo Vicario (Juventus) tra i convocati, mentre la metà difensiva tradizionale è stata riadattata per integrare giovani come Kayode.
Il tecnico ha evidenziato la necessità di pazienza e creatività nella sperimentazione dei giovani, sottolineando che i risultati devono comunque giungere per conferire legittimità al rinnovato progetto. La Nations League, pur non essendo il torneo più prestigioso, offre una piattaforma per testare le diverse soluzioni tattiche prima dei futuri Europeani.



