La Roma ha preso il via della stagione con il più brillante inizio dal 2014/15, raccogliendo ben quattro vittorie nelle prime cinque giornate e mantenendo l’imbattibilità nelle due partite successive. Il risultato è stato possibile grazie alla rinascita di Paulo Dybala che ha assunto un ruolo da vero fulcro nella manovra offensiva del club giallorosso.
Il contributo dell’argentiniano si legge nei numeri: è l’autore del maggior numero di occasioni create (22), di grandi occasioni (8) e di assist, oltre a detenere il primato nei passaggi completati nella zona finale (125). Questi dati mostrano una presenza costante nella fase d’attacco, dove la capacità di trovare spazi e servire compagni è diventata la carta vincente di Gasperini.
Il ruolo di Dybala nella costruzione offensiva
Oltre alle statistiche di passaggi e creazione di occasioni, Dybala ha fornito quattro assist cruciali, dimostrando una visione di gioco quasi cinematografica. La sua intesa con il giovane attaccante Rasmus Malen è particolarmente evidente: molti dei gol della squadra nascono da triangolazioni veloci e da un rapido scambio di palloni, nei quali Dybala funge da perno.
Questa sinergia ha permesso alla Roma di segnare con facilità, ma il talento individuale dell’argentino va oltre il semplice assist. La sua capacità di penetrare le difese avversarie, di distogliere gli avversari e di creare spazi per i compagni ha reso la squadra più imprevedibile e pericolosa in zona d’attacco.
Roma-Inter all’Olimpico: formazioni e protagonisti
Il 19 settembre 2026 il clash più atteso della prima parte di campionato si è svolto all’Olimpico. Entrambe le squadre erano imbattute, e il match ha rappresentato una prova di forza per la capitale. La formazione giallorossa, confermata senza sorprese, è stata la seguente:
Roma: Svilar; Mancini, Ndicka, Hermoso; Molina, Cristante, Koné, Wesley; Dybala, Soulé, Malen.
La novità è stata la titolarità di Soulé che ha preso il posto di un attaccante titolare precedente. Dall’altra parte, l’Inter ha schierato:
Inter: Martinez; Bisseck, Akanji, Bastoni; Diouf, Barella, Zielinski, Jones, Dimarco; Thuram, Lautaro.
Dimarco e Thuram sono stati i protagonisti della difesa nerazzurra, mentre la squadra di casa ha puntato sulla continuità di Dybala per orchestrare l’attacco.
Il punto critico: nessun gol nonostante le occasioni
Nonostante la prolifica capacità di creare scenari di pericolo, Dybala non ha ancora trovato la rete: zero gol in 18 tiri che hanno prodotto 1,86 xG. Questo dato evidenzia una discrepanza tra la creazione di potenziale offensivo e la finalizzazione. La maggior parte dei tiri (14 su 18) è stata catturata dal portiere avversario, mentre solo quattro hanno testato il bersaglio.
La mancanza di conclusioni non è dovuta a difese impenetrabili, ma a una precisione di tiro leggermente al di sotto delle attese per un giocatore del suo calibro. Tuttavia, la capacità di Dybala di alimentare l’attacco resta indiscussa, e una leggera correzione nella mira potrebbe trasformare questi 1,86 xG in gol concreti nelle prossime partite.
Le statistiche dimostrano la sua centralità, la formazione contro l’Inter evidenzia la fiducia dell’allenatore, e l’unica area da affinare rimane la capacità di trasformare le occasioni in reti. Se il fuoriclasse argentino riuscirà a superare questo piccolo ostacolo, la squadra giallorossa potrà puntare a una stagione veramente memorabile.



