Il commissariamento della Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC) in ottobre ha spinto il presidente ad interim, Giovanni Malagò, a indorare la sfida per il ruolo più alto del calcio nazionale. Dopo una delicata vicenda legata al tesseramento dei dirigenti, il CONI ha affidato a Malagò il compito di guidare la federazione fino a un nuovo scrutinio, fissato per il 14 dicembre.
Nel frattempo, la corsa elettorale si è polarizzata tra due figure di spicco: Malagò, sostenuto da una buona parte dei club di serie a, e Adriano Galliani, che ha raccolto il supporto di AIC (Associazione Italiana Calciatori) e AIAC (Associazione Italiana Allenatori Calcio). Il risultato dipenderà da un intreccio di voti distribuiti tra le varie leghe e le associazioni tecniche.
Le firme di Malagò: i club di Serie A che lo hanno già appoggiato
Per essere presentato come candidato, Malagò doveva raccogliere almeno 11 firme provenienti da club della Serie A. Al momento sono state confermate le adesioni di Roma, Napoli, Lecce, Monza, Bologna, Frosinone, Genoa, Udinese, Fiorentina, Torino e, più recentemente, del Como. La soglia è stata quindi raggiunta, ma è evidente l’assenza di tre giganti: Inter, Milan e Juventus, che finora non hanno espresso un loro voto.
Il requisito del tesseramento e la sua influenza sulla candidatura
L’ostacolo che aveva annullato la precedente elezione di Malagò era la mancata regolarità del tesseramento alle norme statutarie. Dopo un acceso dibattito tra giuristi federali e del CONI, la decisione è ricaduta sulla necessità di una nuova votazione, dando al commissario la possibilità di ricandidarsi. La questione ha sottolineato quanto il rispetto delle regole amministrative sia ora cruciale per chiunque ambisca alla presidenza.
Galliani ottiene il sostegno dell’AIC e dell’AIAC
Adriano Galliani, 82enne ex dirigente del Milan e precedente presidente della Lega Serie A, ha raccolto il quorum di firme dalle due associazioni tecniche. L’AIC e l’AIAC hanno presentato una dichiarazione congiunta in cui evidenziano la speranza di una “visione federale aperta e progressista” affidata a Galliani, legata alla sua esperienza di management e ai risultati ottenuti nei club di cui è stato responsabile.
Perché alcuni club hanno spinto Galliani e perché è considerato traditore
Il sostegno iniziale proveniva da Inter e Atalanta, club che avevano voluto un candidato capace di scuotere la struttura di potere esistente. Tuttavia, l’effetto contrapposto di questa alleanza è stato la perdita di consensi da parte di altre realtà, come l’Avversario di lunga data della Lega Nazionale Dilettanti, Giancarlo Abete, che rimane scettico sull’operato di Galliani a Milano. Alcuni osservatori descrivono la sua candidatura come un “tradimento” nei confronti di Malagò, soprattutto dopo il recente endorsement di quest’ultimo da parte della federazione.
Distribuzione dei voti: peso di leghe, Serie B, Pro e Dilettanti
Il voto dell’Assemblea federale eletiva è suddiviso in base a diversi coefficienti: la Serie A detiene il 18% dei voti, la Serie B il 6%, la Lega Pro il 12% e la Lega Nazionale Dilettanti il 34%. Le due associazioni tecniche (AIC + AIAC) insieme rappresentano il 30% dei voti. In pratica, il risultato finale dipenderà dalla capacità dei candidati di conquistare le delegazioni delle categorie più “pesanti”, in particolare la Dilettanti, che potrebbe fungere da vero fattore decisivo.
Al momento, la maggior parte delle delegazioni della Lega Nazionale Dilettanti non ha ancora espresso una preferenza, lasciando spazio a possibili alleanze dell’ultimo minuto. Nel frattempo, le squadre di Serie B e Lega Pro stanno valutando attentamente le proposte di riforma presentate da entrambe le parti, soprattutto per quanto riguarda la dirigenza giovanile e la sostenibilità dei vivai.
Il prossimo venerdì, i club di Serie A si incontreranno in un confronto informale per definire le loro posizioni definitive, mentre la Lega Nazionale Dilettanti prevede una riunione con il presidente della FIGC il 4 novembre per chiudere le candidature. Con i 52% dei voti ancora in gioco, l’esito rimane incerto, ma la battaglia tra Malagò e Galliani rappresenta già una svolta significativa nel panorama calcistico italiano.



