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3 Novembre 2026

L’estranea, il thriller di Paolo Strippoli con Jasmine Trinca

Una famiglia perfetta, un sogno recitativo e una strana dipendenza di liquirizia si scontrano in un thriller di Bari

L'estranea, il thriller di Paolo Strippoli con Jasmine Trinca

Il film L’estranea si colloca nel genere thriller e prende vita nella Bari di fine secolo, precisamente nel 1999. Il regista Paolo Strippoli sceglie una cornice urbana dove il prestigio della classe media si intreccia con segreti personali, creando un’atmosfera densa di tensione. Il cast comprende Jasmine Trinca, Romana Maggiora Vergano, Adriano Giannini e Valeria Bruni Tedeschi, attori capaci di dare corpo a personaggi apparentemente ordinari ma dal fondo tormentato.

Al centro della narrazione troviamo la famiglia Colonna: Walter, titolare di una storica sartoria ereditata dal nonno, Anna, moglie e madre modello, e i due figli, Alice e Tobia. La visibilità della sartoria nel cuore di Bari è simbolo di uno status sociale che attira l’alta borghesia della città, la quale si affida alle loro uniformi di prestigio. Questo ambiente di apparente perfezione costituisce il terreno fertile per le loro contraddizioni interne.

La sartoria Colonna: simbolo di ricchezza e pressione sociale

Walter ha trasformato l’attività di famiglia in un punto di riferimento per la classe agiata di Bari. Le sue creazioni non sono solo abiti, ma segnali di potere che definiscono la posizione dei clienti nella gerarchia urbana. Le uniformi di status che passano per il suo negozio rappresentano una sorta di valuta sociale, facendo di Walter un custode di prestigio. Tuttavia, questa posizione lo costringe a mantenere un’immagine di successo ininterrotto, alimentando una tensione silenziosa dietro le quinte della bottega.

Il ruolo di Walter nella alta borghesia barese

La clientela della sartoria comprende avvocati, medici e imprenditori, tutti accomunati dal desiderio di apparire impeccabili. Walter, consapevole di questa dinamica, deve equilibrare la tradizione familiare con le richieste esigenti della modernità. Il suo ruolo di artigiano di prestigio si intreccia con quello di mediatori sociali, rendendolo un personaggio centrale nella trama, il cui benessere economico è però in bilico con le aspirazioni nascoste dei familiari.

Anna: un sogno recitativo intrappolato nella quotidianità

Anna appare come la madre ideale, ma il suo anelito più profondo è quello di diventare attrice. Il suo desiderio rimane inascoltato, tanto che tenta di realizzarlo attraverso la figlia Alice, spingendola verso il mondo della pubblicità. Questa scelta svela una dipendenza emotiva verso la proiezione di sé negli occhi altrui. Inoltre, Anna si consola con una singolare abitudine: mangiare rotelle di liquirizia a nastro, gesto che tenta di placare un’ansia senza nome. Questa dipendenza dolce-amara diventa un simbolo della sua lotta interiore tra il ruolo di madre e l’ambizione artistica non compiuta.

I figli: Tobia e Alice, simboli di speranza e pressione

Tobia è una giovane promessa del calcio, la cui carriera sportiva rappresenta un futuro brillante per la famiglia. Le sue prestazioni sul campo sono viste come un’ulteriore conferma del successo collettivo, ma al contempo generano un peso di aspettative. Alice, appena scelta per una campagna pubblicitaria della Barilla, incarna la realizzazione del sogno materno, ma rischia di diventare un’esibizione più che una scelta personale. Entrambi i fratelli vivono sotto una lente d’ingrandimento, dove i loro traguardi vengono trasformati in moniti per la famiglia, accentuando il conflitto tra desiderio individuale e obbligo familiare.

Autore

Ilaria Mauri

Ilaria Mauri, bolognese, decise di seguire il giornalismo sportivo dopo una notte al Dall'Ara durante una partita decisiva: oggi coordina le pagine di competizioni e commenti. In redazione predilige reportage sul campo e conserva il biglietto di quella partita come prova della svolta.