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4 Novembre 2026

Elezioni FIGC 14 dicembre: Lotito si ricandida, Malagò già in lizza

Lotito torna a lottare per un seggio in FIGC mentre la partita politica per il 14 dicembre si accende.

Elezioni FIGC 14 dicembre: Lotito si ricandida, Malagò già in lizza

Il presidente della Lazio Claudio Lotito si è recato personalmente alla sede della Federazione Italiana Giuoco Calcio in via Allegri il 4 novembre per consegnare la documentazione necessaria a candidarsi al Consiglio federale. Dopo un’interruzione forzata a febbraio 2025, il dirigente sportivo decide di tornare nella più alta struttura decisionale del calcio italiano, sottolineando l’importanza di un intervento diretto nei dibattiti su regole, riforme e finanze del movimento.

Lotito si ricandida al Consiglio della FIGC

La presentazione della candidatura di Lotito avviene in un momento delicato, poiché la FIGC si prepara a eleggere il nuovo presidente e a rinnovare i membri del Consiglio il 14 dicembre. Il club capitolino, assente dalla gestione federale da febbraio 2025, intende riprendere un ruolo di rilievo, facendo leva sulla propria esperienza nella Lega Serie A e sul consolidato seguito tra le società professionistiche. L’obiettivo dichiarato è quello di garantire una presenza costante nei processi decisionali, indipendentemente dal risultato della corsa alla presidenza.

Malagò avanza per la presidenza: firme e giochi di potere

Un giorno prima, il 3 novembre, il commissario straordinario Giovanni Malagò ha formalizzato la propria candidatura per la carica di presidente della FIGC. Attualmente conta 11 firme su 20 necessarie, provenienti da Bologna, Fiorentina, Frosinone, Genoa, Lecce, Monza, Napoli, Parma, Roma, Torino e Udinese. Sebbene le 11 firme siano sufficienti per superare la soglia minima, esse sono ben al di sotto delle 19 ottenute dallo stesso candidato in primavera e dell’obiettivo prefissato di 14–15 firme, che avrebbe conferito una maggioranza più solida in una Serie A finora frammentata.

Il panorama delle forze in campo: alleanze, neutralità e incognite

Il dibattito si è arricchito di nuove dichiarazioni da parte di club di Serie A. Cagliari, Sassuolo e Venezia hanno pubblicato un comunicato congiunto, mantenendo una posizione neutra e dichiarando che valuteranno le proposte prima di esprimere un sostegno definitivo. Questa mancata affermazione a poche ore dalla scadenza del 4 novembre riduce le possibilità di Malagò di accrescere il proprio blocco di firme.

Il peso delle leghe minori nella votazione

Le leghe al di sotto della Serie A rappresentano un blocco elettorale decisivo, poiché combinati detengono più del 50 % dei voti. La Lega Dilettanti, sotto la guida di Giancarlo Abete, controlla circa il 34 % dell’elettorato; la Lega Pro, guidata da Matteo Marani, vale il 12 %; infine la Lega B, diretta da Paolo Bedin, possiede il 6 %. Il voto di queste tre componenti, sommato, può determinare l’esito finale, rendendo pericoloso qualsiasi tentativo di consolidare alleanze senza il loro consenso.

Nel frattempo, la Juventus non ha ancora espresso una preferenza. Una eventuale firma aggiuntiva da parte del club torinese sarebbe cruciale per Malagò, poiché con una dodicesima firma si eviterebbe il rischio di appoggi doppi, come quello recentemente revocato dal Genoa a Adriano Galliani. Altre realtà, come Inter e Atalanta, sono state segnalate come vicine al sostegno di Galliani, mentre la Lazio di Lotito resta incerta, complicata da tensioni politiche interne.

La Serie A appare, dunque, una realtà divisa: alcune società si avvicinano a Malagò (Bologna, Fiorentina, Napoli, ecc.), altre pendono verso Galliani, e un terzo gruppo rimane indeciso. La partita è in pieno svolgimento, con i club che valutano le proposte programmatiche dei due candidati e attendono la pubblicazione dei programmi dettagliati prima di consolidare il proprio voto.

Le elezioni della FIGC del 14 dicembre si preannunciano come una sfida complessa, dove la candidatura di Lotito al Consiglio federale, la corsa di Malagò alla presidenza e le dinamiche di alleanze tra leghe e club determinano un mosaico di interessi. Il risultato finale dipenderà non solo dal numero di firme raccolte, ma anche dalla capacità dei protagonisti di costruire coalizioni stabili in un contesto politico sportivo ancora in evoluzione.

Autore

Ilaria Mauri

Ilaria Mauri, bolognese, decise di seguire il giornalismo sportivo dopo una notte al Dall'Ara durante una partita decisiva: oggi coordina le pagine di competizioni e commenti. In redazione predilige reportage sul campo e conserva il biglietto di quella partita come prova della svolta.