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13 Settembre 2026

Crioconservazione ovociti per le calciatrici spagnole: un passo avanti o un nuovo vincolo?

La Real Federazione Spagnola di Calcio ha annunciato un accordo rivoluzionario per le atlete della nazionale femminile, offrendo accesso a trattamenti di fertilità come la crioconservazione degli ovociti.

Crioconservazione ovociti per le calciatrici spagnole: un passo avanti o un nuovo vincolo?

La Real Federazione Spagnola di Calcio (RFEF) ha compiuto un passo significativo nel mondo del calcio femminile, annunciando un accordo che offre alle atlete della nazionale l’accesso a trattamenti di fertilità avanzati. Tra queste opzioni, la crioconservazione degli ovociti ha suscitato un dibattito acceso: si tratta di un’opportunità per ampliare le scelte delle atlete o di una nuova forma di pressione per adattare i loro corpi alle esigenze sportive?

L’iniziativa, valida fino alla primavera del 2029, include anche la fecondazione in vitro la donazione di ovociti e i test genetici. La collaborazione con Tambre, un gruppo di cliniche specializzate in fertilità, mira a fornire informazioni mediche rigorose e supporto specializzato, affinché le atlete possano prendere decisioni libere e informate riguardo alla maternità.

Un accordo innovativo a livello mondiale

Il presidente della RFEF, Rafael Louzán, ha definito l’accordo “innovativo a livello mondiale“. L’obiettivo è offrire alle atlete una maggiore libertà nella scelta di diventare madri, senza dover interrompere la loro carriera. Questo accordo si inserisce in un contesto più ampio di misure per migliorare la conciliazione tra vita professionale e privata, come le disposizioni specifiche per le calciatrici con figli durante le competizioni della nazionale maggiore.

La nazionale spagnola ha vinto la Coppa del Mondo femminile FIFA nel 2023 dimostrando il proprio valore in campo. Ora, la RFEF punta a essere altrettanto eccellente nelle questioni di conciliazione tra lavoro e vita privata. “Se la Spagna e le sue nazionali sono le migliori al mondo in campo, devono esserlo anche su questioni come la conciliazione tra lavoro e vita privata”, ha dichiarato Louzán.

Critiche e dibattiti

Nonostante le buone intenzioni, l’accordo ha suscitato critiche. Alcuni sostengono che questa iniziativa possa rappresentare una nuova forma di pressione sulle atlete, spingendole a rimandare la maternità per non compromettere la loro carriera. La medaglia olimpica Ana Peleitero, terza nel triple salto a Tokyo 2021, ha espresso preoccupazione: “Invece di adattare la competizione alla maternità, si adattano i tempi riproduttivi delle donne alla struttura”.

Anche il sindacato Comisiones Obreras ha criticato l’accordo, sostenendo che le uniche soluzioni per le atlete di élite siano lasciare la carriera o congelare gli ovociti. Tuttavia, la presidente del sindacato di futboliste femminili Futpro, Marta Perarnau, ha difeso l’iniziativa, sottolineando che il calcio femminile spagnolo è un referente in quanto a garanzie laborali per le madri.

Perarnau ha ricordato che la legislazione spagnola prevede già misure come la rinnovazione automatica del contratto per un anno per le atlete madri e aiuti specifici per la conciliazione familiare e professionale. “Questo accordo facilita e offre più servizi alle giocatrici per prendere decisioni informate”, ha affermato.

Un passo avanti per il calcio femminile

L’accordo della RFEF si aggiunge ad altre iniziative simili in altri sport e paesi. Negli Stati Uniti, le leghe di calcio e basket femminile offrono già programmi simili. In Europa, il Chelsea ha annunciato che coprirà i costi per l’attenzione ginecologica e i trattamenti di fertilità per le sue giocatrici.

La giocatrice della nazionale spagnola Patri Guijarro ha definito l’accordo “un avanzamento enorme”, sottolineando che la federazione comprende le sfide che le atlete affrontano nel servire il loro paese contro il loro tempo biologico. La doppia vincitrice del Balón de Oro, Alexia Putellas, ha aggiunto: “La federazione capisce che dobbiamo usare il nostro corpo per lavorare, e questo ci dà la possibilità di decidere quando diventare madri”.

In un momento in cui l’Europa affronta i tassi di fertilità più bassi degli ultimi sei decenni, l’iniziativa della RFEF potrebbe rappresentare un modello per altri sport e paesi. Tuttavia, il dibattito rimane aperto: si tratta di un’opportunità per le atlete o di una nuova forma di pressione?

Autore

Ilaria Mauri

Ilaria Mauri, bolognese, decise di seguire il giornalismo sportivo dopo una notte al Dall'Ara durante una partita decisiva: oggi coordina le pagine di competizioni e commenti. In redazione predilige reportage sul campo e conserva il biglietto di quella partita come prova della svolta.