Sara Gama, nome simbolo del calcio femminile italiano, è pronta a condividere la sua esperienza e visione per il futuro dello sport. Ex capitana della Juventus e della Nazionale, Gama ha contribuito in modo decisivo all’istituzione del professionismo nella Serie A Women a partire dal primo luglio 2022.
La sua storia è un esempio di resilienza e determinazione qualità che ha portato con sé in ogni fase della sua carriera, dalla crescita nelle giovanili fino alla guida della Nazionale. Oggi, Gama è una figura chiave nel movimento calcistico femminile, impegnata a promuovere il gioco e a combattere i pregiudizi che ancora persistono.
Il professionismo e i suoi benefici
Il passaggio al professionismo ha rappresentato un punto di svolta per il calcio femminile italiano. Sara Gama ha dichiarato: «È un grande orgoglio vedere gli effetti di questa svolta. Mi riferisco in particolare ai risultati delle Under azzurre, alla partecipazione di tre club italiani alla Champions, e alle sempre più numerose atlete che vanno a fare esperienze di alto livello all’estero».
Gama sottolinea anche come il professionismo abbia portato benefici non solo alle giocatrici, ma anche ai club. «La valorizzazione dei cartellini è un aspetto di cui spesso non si parla – osserva Gama –, come se i benefici della svolta ricadessero esclusivamente sulle giocatrici». Questo cambiamento ha permesso alle società di investire maggiormente nelle atlete, migliorando le condizioni di lavoro e le opportunità di crescita.
Il coraggio di fare la differenza
Il tema del coraggio è centrale nella carriera di Sara Gama. Durante l’evento «Il coraggio di fare lavori da uomo», Gama ha parlato delle sfide che ha affrontato e del suo impegno per cambiare la percezione del calcio femminile. «Il tempo del coraggio è stato quello della mia generazione e delle precedenti. Ora invece è il tempo della programmazione».
Gama è convinta che il prossimo passo per il calcio femminile sia l’incremento del numero delle praticanti, oggi circa 50 mila. «Bisogna intervenire sui territori, concentrarsi soprattutto su settori giovanili e realtà dilettantistiche». Questo approccio mira a creare una base solida per sostenere il movimento a livello nazionale.
Un altro aspetto cruciale è la narrazione mediatica. Gama sottolinea l’importanza di parlare delle performance sportive delle atlete, oltre ai valori umani e alle storie personali. «D’accordo la narrazione legata per esempio alla maternità, ai lavori part-time, ai valori umani e alle storie personali – puntualizza Gama –, ma bisogna sempre ricordare che si tratta di atlete che vanno in campo per competere, quindi poi si deve parlare anche delle loro performance, della parte prettamente sportiva».
Il debutto del Levante Caprarica in Serie A
Mentre Sara Gama continua a lavorare per il futuro del calcio femminile, altre squadre stanno vivendo momenti storici. Il Levante Caprarica farà il suo debutto in Serie A di calcio a 5 femminile domenica 13 settembre alle 18,30, affrontando il Falconara Marittima presso il Palasport Badiali.
La squadra salentina, guidata dal mister Lucy Campanile, ha mantenuto gran parte dei giocatori della scorsa stagione, integrando nuovi talenti per affrontare la competizione di alto livello. La capitana Martina Pampo sarà la protagonista della nuova divisa che le salentine indosseranno durante questa prima stagione nel torneo nazionale.
Il salto di categoria rappresenta una trasformazione fondamentale per il territorio salentino. Affrontare una realtà blasonata come il Falconara sin dal primo turno mette le atlete davanti a una prova di carattere immediata. La sfida non riguarda solo il risultato sportivo, ma la capacità di gestire la pressione di un pubblico esperto e di inserirsi in un contesto competitivo molto più rapido.
Le undici battaglie che attendono la compagine salentina richiederanno una gestione equilibrata tra l’entusiasmo della promozione e la consapevolezza del livello tecnico richiesto. Essendo una squadra che entra per la prima volta nel massimo torneo, ogni partita contro le grandi del campionato sarà un’opportunità per costruire una propria identità sportiva.



