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12 Settembre 2026

Dai pionieri agli esordienti: la storia delle squadre italiane in Champions League

Dai pionieri come Milan e Fiorentina agli esordienti come il Como, scopri come il calcio italiano ha scritto pagine memorabili in Champions League

Dai pionieri agli esordienti: la storia delle squadre italiane in Champions League

La Champions League è il palcoscenico più prestigioso del calcio europeo, e l’Italia ha sempre avuto un ruolo da protagonista. Dalle prime partecipazioni negli anni ’50 agli esordienti più recenti, le squadre italiane hanno scritto pagine indimenticabili in questa competizione.

Oggi, mentre il Como fa il suo debutto nella massima competizione europea, è interessante ripercorrere il cammino delle squadre italiane in Champions League, dalle prime partecipazioni ai trionfi più recenti.

Le prime partecipazioni italiane

Il Milan fu la prima squadra italiana a partecipare alla Coppa dei Campioni come si chiamava la Champions League fino al 1992. Nel 1955, il Milan, campione d’Italia in carica, fu ammesso alla prima edizione del torneo, ideato dal giornale francese L’Équipe.

L’anno successivo, la Fiorentina fece il suo esordio, arrivando fino in finale contro il fortissimo Real Madrid. La competizione era allora molto diversa da quella odierna: solo 16 squadre partecipavano, e la maggior parte entrava direttamente agli ottavi di finale.

Nel 1958, la Juventus fece il suo debutto in Coppa dei Campioni, con un esordio memorabile contro il Wiener Sportklub di Vienna. La Juventus vinse la prima partita per 3-1, ma perse la seconda per 7-0.

Gli anni ’60 e ’70: tra successi e delusioni

Negli anni ’60, l’Inter fece il suo esordio nella stagione 1963/1964, arrivando fino in finale e vincendo la sua prima Coppa dei Campioni. L’anno successivo, il Bologna fece il suo debutto, ma fu eliminato al primo turno preliminare dall’Anderlecht.

Nel 1970, il Cagliari con il leggendario Gigi Riva arrivò fino agli ottavi di finale. Sei anni dopo, il Torino fece il suo esordio, l’ultimo anno in cui riuscì a vincere lo Scudetto.

Negli anni ’80, la Roma fece il suo debutto nel 1983, arrivando subito in finale contro il Liverpool persa ai rigori. Nel 1985, l’Hellas Verona fece il suo esordio, mentre nel 1987 fu la volta del Napoli di Diego Armando Maradona.

Gli anni ’90 e 2000: nuove protagoniste

Negli anni ’90 e nei primi anni 2000, altre squadre italiane fecero il loro esordio in Champions League. Nel 1997/1998, il Parma con una squadra fortissima che includeva giocatori come Gianluigi BuffonLilian Thuram e Hernán Crespo non superò i gironi nonostante una stagione eccezionale.

L’anno successivo, la Lazio allenata da Sven-Göran Eriksson fece il suo debutto. Tra il 1997 e il 2001, la Lazio vinse sette trofei, tra cui lo Scudetto del 2000, con una squadra che includeva giocatori come Alessandro NestaPavel Nedved e Juan Sebastián Verón.

Nel 2005, l’Udinese fece il suo esordio, con un attacco formidabile che includeva Vincenzo Iaquinta e Antonio Di Natale. L’anno successivo, il ChievoVerona fece il suo debutto, grazie allo scandalo di Calciopoli.

Gli anni recenti: Atalanta e Como

Negli anni più recenti, l’Atalanta ha fatto il suo esordio nella stagione 2019/2020, arrivando a un passo dall’eliminare il Paris Saint-Germain e dal raggiungere le semifinali del torneo. Da allora, l’Atalanta ha partecipato alla Champions League altre quattro volte.

Oggi, il Como fa il suo debutto nella massima competizione europea. Nonostante sia una squadra relativamente piccola, il Como ha dimostrato di poter competere ai massimi livelli, vincendo la sua prima partita di Champions League per 4-1.

La storia delle squadre italiane in Champions League è una storia di successi, delusioni e grandi emozioni. Dalle prime partecipazioni degli anni ’50 agli esordienti più recenti, il calcio italiano ha sempre avuto un ruolo da protagonista in questa competizione.

Autore

Francesca Lombardi

Francesca Lombardi, fiorentina, prese appunti tecnici dal primo box di un circuito toscano e da allora firma approfondimenti sui motori. In redazione sostiene un approccio metodico alle prove su pista, cura il format 'tecnica e cronaca' e conserva i fogli di appunti del debutto tecnico in autodromo.