Nell’intervento radiofonico a Tmw Radio, durante la trasmissione Maracanà, il giornalista Franco Piantanida ha toccato diversi temi caldi del calcio italiano. Ha iniziato dal problema del calendario, spiegando come spesso dietro alle date ci siano scelte tecniche elaborate da algoritmi ma anche vincoli esterni, e ha poi spostato il discorso sul confronto tra due tecnici molto discussi: antonio conte e Massimiliano Allegri. In chiusura ha affrontato la questione della guida della nazionale e il futuro di Conte al Napoli, con osservazioni nette e qualche critica puntuale.
Le parole di Piantanida non hanno evitato i dettagli: dai calcoli del calendario fino al valore dei singoli calciatori, ogni aspetto è stato usato per sostenere una valutazione complessiva. L’intervento è un esempio di commento che mescola considerazioni tecniche, valutazioni sul rendimento stagionale e giudizi sulle prospettive dirigenziali, mantenendo però un filo comune: la preferenza per figure esperte in ruoli di alto profilo.
Il caso calendario: algoritmo, priorità e gli Internazionali
Sulla questione delle date Piantanida ha ricordato che dietro ai calendari c’è un insieme di vincoli inseriti in un computer che elabora le partite, ma che motiva alcune scelte con priorità particolari come la collocazione degli eventi internazionali. Ha citato gli Internazionali come esempio di una data che si sarebbe potuta considerare, sottolineando come spesso il risultato sia frutto di criteri preimpostati piuttosto che di una decisione semplicemente logica. Questa lettura evidenzia il ruolo crescente delle variabili tecniche nella gestione dell’agenda sportiva, e come la comunicazione sulle scelte possa generare contenziosi o ricorsi.
Problemi percepiti e responsabilità
Per Piantanida non è tanto una polemica sterile quanto una dimostrazione di come almeno mille parametri possano condizionare esiti pratici. La riflessione mette in luce la differenza tra errori evidenti e limiti strutturali del processo: spesso la questione non è una singola decisione, ma il modo in cui viene impostato il sistema di priorità. L’osservazione richiama l’attenzione sulla necessità di maggiore trasparenza nelle regole che guidano la definizione dei calendari.
Conte vs Allegri: chi ha fatto peggio?
Nella comparazione tra i due tecnici Piantanida usa un linguaggio diretto: definisce Conte di corto muso, intendendo con ciò uno stile più brusco e immediato nelle scelte, e afferma che, nella sua valutazione, ha ottenuto un rendimento complessivamente inferiore rispetto ad Allegri in questa stagione. Per argomentare cita il confronto tra singoli profili: giocatori come Fullkrug, Nkunku e Gimenez vengono messi a paragone con il più giovane Hojlund, valutato circa 70 mln. Secondo Piantanida, Allegri ha inizialmente beneficiato di risultati che hanno alimentato aspettative, ma poi sono emerse delle fragilità strutturali della squadra.
Risultati, attese e fragilità
Il punto dell’analisi è che il successo temporaneo può alzare il livello di attesa e rendere più evidenti i limiti quando il rendimento cala. Piantanida sottolinea come la valutazione di un allenatore non derivi solo dalle prime impressioni ma dall’insieme di gestione della rosa, capacità di adattamento e visione strategica. La definizione di corto muso diventa così una chiave per leggere atteggiamenti e scelte che, a suo avviso, non hanno pagato quanto quelli di Allegri sul lungo periodo.
La Nazionale: esperienza o rischio della nuova leva?
Quando la discussione si sposta sulla scelta del prossimo commissario tecnico, Piantanida esprime chiaramente la sua diffidenza verso un ritorno di Claudio Ranieri: secondo il giornalista, la sequenza di eventi che lo ha visto ritirarsi, accettare poi un incarico a Roma e rifiutare per poi rendersi nuovamente disponibile non è la soluzione ideale. Al contempo valuta che in certi momenti federali il bisogno sia di un uomo forte, una figura simile a un ministro che sappia riportare ordine e sicurezza, e per questo motivo tecnici esperti come Conte o Allegri rientrano nel novero dei candidati plausibili.
Piantanida mette in luce anche l’alternativa rappresentata dalle nuove leve, citando tecnici come Farioli, ma avverte che scegliere il talento giovane significherebbe correre un rischio maggiore, perché il sistema italiano non garantirebbe gli stessi tempi e supporti che, secondo lui, esistono in paesi come la Germania. La conclusione è pragmatica: in certe fasi serve esperienza consolidata, non solo entusiasmo giovanile.
Il futuro di Conte a Napoli
Infine, sulla relazione tra Conte e il Napoli, Piantanida propone una visione di continuità. Pur riconoscendo che Conte ha aperto alla prospettiva della Nazionale, il giornalista sostiene che il tecnico ha compreso la complessità della situazione partenopea e il rischio di trovarsi in una posizione scomoda se lasciasse il club ora. Per questo motivo, secondo Piantanida, si stanno progressivamente creando le condizioni per una sua permanenza, con l’idea che restare al Napoli possa essere, per il momento, la scelta più salda e garantita.
