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La consegna del Premio letterario internazionale Tiziano Terzani si terrà il 09 maggio 2026 al Teatro Nuovo Giovanni da Udine, dove sarà presente lo scrittore e detenuto Alaa Faraj. La notizia della sua partecipazione era stata confermata anche da un articolo del 07 maggio 2026: la presenza dell’autore conferisce alla serata un carattere pubblico e simbolico, mescolando elementi di letteratura, diritto e attenzione civile.
La vicenda che ha portato Faraj sotto i riflettori nazionali è narrata nel libro Perché ero ragazzo (Sellerio 2026), opera prima premiata con il Premio Terzani 2026. Il volume, scritto in gran parte durante la detenzione, viene letto come un romanzo di formazione e al contempo come una testimonianza diretta del percorso giudiziario che lo ha segnato.
Origini, passione e accadimenti giudiziari
Alaa Faraj è nato a Bengasi nel 1995. Da giovane era studente di ingegneria e promessa del calcio nazionale: due passioni interrotte dalla guerra civile in Libia e dalla successiva migrazione verso l’Europa. La traversata drammatica della notte di Ferragosto del 2015, su un’imbarcazione in cui furono trovati 49 corpi, è al centro dell’accusa che nel 2017 gli è costata una condanna a 30 anni per concorso in omicidio plurimo e violazioni delle norme sull’immigrazione. Faraj si è sempre dichiarato innocente e, attraverso le pagine del suo libro, ricostruisce l’infanzia, gli affetti e il contesto che lo portarono a partire.
Procedimenti e sviluppi recenti
Nel giugno 2026 la Corte di Cassazione ha confermato la non ammissibilità della richiesta di revisione già respinta dalla Corte d’Appello di Messina, che tuttavia aveva evidenziato uno scarto tra la pena inflitta e la condotta contestata, suggerendo la richiesta di grazia al Presidente della Repubblica. La grazia parziale è stata concessa dal Presidente Sergio Mattarella lo scorso dicembre, tenendo conto del parere favorevole del Ministro della Giustizia, della giovane età dell’interessato al momento dei fatti e del percorso di recupero avviato in carcere. Nonostante la misura, a Faraj restano ancora anni di pena da scontare e risulta in corso una nuova procedura di revisione del processo.
Il libro come strumento di testimonianza
Perché ero ragazzo è presentato dalla giuria come un testo che nasce dall’esperienza diretta e che conserva la forza di un racconto autentico. La lingua italiana contenuta nel volume è, secondo la motivazione, quella appresa e affinata in carcere: una lingua che mescola errori di concordanza a costruzioni emotivamente efficaci, offrendo al lettore la voce sincera di chi non chiede pietà ma rivendica giustizia. L’opera è stata riconosciuta per la sua capacità di combinare memoria personale e riflessione civile, assumendo la forma di un resoconto epistolare che evolve in stile letterario.
Motivazione della giuria
La giuria del Premio Terzani ha sottolineato come la vicenda di Faraj contenga elementi simbolici: la sospensione di sogni giovanili, l’interruzione degli studi, l’inserimento nella macchina giudiziaria e infine la trasformazione personale attraverso lo studio e la scrittura. Per questi motivi la giuria ha assegnato il premio all’opera che racconta una «storia esemplare di dignità e coraggio», riconoscendo al libro anche un valore sociale nel mettere in dialogo letteratura e vicende di diritti umani.
La serata di Udine: programma e ospiti
La cerimonia del 09 maggio 2026 prevede interventi di figure pubbliche e della cultura: tra loro spiccano Luciana Castellina, Alessandra Sciurba, Marino Sinibaldi, Gustavo Zagrebelsky e don Franco Saccavini. Le letture saranno affidate a Massimo Somaglino, mentre la parte musicale vedrà l’esecuzione di Fratres di Arvo Pärt a cura dell’orchestra d’archi e percussioni del Conservatorio J. Tomadini di Udine, con Lucio Degani come violino solista e Fabio Serafini alla direzione. L’evento intende unire la dimensione celebrativa del premio al confronto sul senso della giustizia e della memoria.
La presenza di Faraj al ritiro del premio assume così una doppia valenza: personale, come riconoscimento del lavoro letterario, e civile, come occasione per riflettere sui nodi irrisolti del sistema giudiziario e sul ruolo della scrittura come strumento di ricostruzione e resistenza. La serata promette di essere un momento di forte impatto emotivo, capace di coniugare musica, parole e istanze pubbliche in un dialogo aperto e partecipato.