L’evento più sorprendente della terza giornata di Champions League è stato il risultato di Como contro Manchester United, terminato 4-1. In pochi minuti la squadra di Cesc Fabregas è riuscita a mettere in luce un gioco aggressivo, una mentalità da sfida continentale e l’esplosività di Nico Paz, giovane talento che ha segnato due volte. Il risultato ha suscitato reazioni contrastanti: gli esperti americani hanno definito l’impresa «pazzesca», mentre in Inghilterra si è parlato di un possibile crollo della dirigenza.
Il match: cronaca dei quattro gol del Como
Il primo tempo è iniziato con un vantaggio precoce: a due minuti, Nico Paz ha ricevuto il pallone al limite dell’area, subito a destra e poi con un preciso tiro al giro che ha ingannato Harry Maguire a distanza. Il 35′ ha visto una rapida ripartenza, ma il Manchester United è rimasto bloccato nella difesa, consentendo a Douvikas di tentare un tiro alto dal fianco destro. La prima frazione è terminata 1-0 per i lariani.
Il secondo tempo: la dominazione totale
All’inizio della ripresa, Baturina ha servito nuovamente Nico Paz, che ha scambiato la palla a Douvikas. Il greco, spiazzato da Matthijs de Ligt, ha battuto Lammens per il 2-0. Dopo breve interludio, Paz ha intercettato una palla di Baleba, ha superato la linea difensiva e ha realizzato il suo secondo gol, questa volta con un preciso sinistro al primo palo. Il 31′ ha chiuso la rete di Ramon, volato in area dal calcio d’angolo di Kaiki e di testa a segno. L’ultimo gol, ceduto al Manchester United, è stato realizzato da Zirkzee subito dopo l’intervallo, ma non è bastato a invertire la tendenza.
Il percorso del Como: da Serie D a protagonista europeo
Il risultato non è un caso isolato, ma il culmine di una crescita vertiginosa. Fino al 2008, il club lombardo militava nei campionati dilettantistici; oggi, a pochi anni dall’aver rientrato in Serie A, è protagonista della massima competizione continentale. Il ritorno in prima divisione è stato seguito da piazzamenti costanti tra le prime quattro posizioni di classifica, da una partecipazione memorabile alla Coppa Italia e da una rapida qualificazione in Champions. L’approccio tattico di Fabregas, basato su pressing alto, transizioni rapide e rotazioni fluide dei ruoli, ha conferito all’intera squadra una coesione tipica dei club più esperti d’Europa.
Identità di gioco e continuità
Un elemento distintivo è la capacità di mantenere lo stesso schema anche quando cambiano i volti in campo. Ogni sostituto conosce i compiti specifici e le linee di pressione: il risultato è una squadra che poco cambia il proprio ritmo di gioco, indipendentemente dalla formazione. Questa solidità ha permesso al Como di superare barriere storiche, dimostrando che non basta investire, ma è necessario costruire un progetto a lungo termine.
Prospettive future: le prossime sfide in Champions
Il prossimo impegno per il Como è contro il Lens, una prova che metterà alla prova la capacità della squadra di gestire una rosa più ampia e una pressione più alta. Seguono poi incontri con AEK, Betis e Paris Saint-Germain, tutti avversari con budget e esperienza superiori. Rimanere nei primi 24 del girone garantirebbe non solo la continuità europea, ma anche introiti fondamentali per consolidare la rosa, trattenere i talenti emergenti come Nico Paz e puntare a ulteriori traguardi.



