Il Gran Premio d’Austria si è svolto sul leggendario Red Bull Ring con una pioggia di sorprese per la scuderia Yamaha. Il pilota turco Toprak Razgatlioglu partito dalla 22ª posizione, ha dovuto affrontare un problema di aderenza che ha minato fin da subito le sue ambizioni.
Il nuovo pneumatico Michelin e la perdita di grip
La Michelin ha introdotto una carcassa posteriore più rigida, progettata per controllare meglio temperature e pressioni. Tuttavia, in Austria la soluzione ha risultato controproducente: Razgatlioglu ha dichiarato di aver sentito la moto “pattinare” nei primi cinque giri, senza il minimo grip necessario per accelerare. “Sono molto scioccato perché nei primi cinque giri non sentivo alcun grip, sentivo solo la moto pattinare”, ha spiegato il pilota, evidenziando la frustrazione di trovare una gomma nuova incapace di offrire aderenza.
Conseguenze in gara
La mancanza di trazione ha impedito a Razgatlioglu di sviluppare il ritmo competitivo. Nonostante qualche lampo di velocità, il distacco è cresciuto rapidamente, portandolo a chiudere al 20° posto, a più di 40 secondi dal vincitore Pedro Acosta. La Yamaha non è riuscita a mettere a terra la potenza del nuovo motore V4, facendo fatica a competere con le altre moto in pista.
Il dilemma del ritiro e la decisione di continuare
Nel corso della gara il turco ha valutato seriamente la possibilità di fermarsi ai box. “Ho pensato di tornare al box, ma ho continuato a guidare solo per rispetto verso Yamaha”, ha ammesso. La decisione di terminare la gara è nata dal desiderio di onorare il team, nonostante il passo fosse definito un disastro. “Non mi stavo divertendo”, ha aggiunto, definendo la gara come la seconda peggiore della sua vita, a cui si aggiungeva la precedente del Thailandia.
Reazioni del team e prospettive future
Il weekend austriaco ha sollevato interrogativi su come la nuova carcassa influisca sulle prestazioni della M1. Anche il compagno di squadra Jack Miller ha incontrato difficoltà simili, evidenziando un problema più ampio per Yamaha. Il team dovrà analizzare i dati di Spielberg per capire l’impatto della carcassa Michelin e prepararsi al prossimo appuntamento in Indonesia, seguito dalle gare in Giappone.
Nel frattempo, il capo squadra ha sottolineato l’importanza di trovare una soluzione prima, anno in cui entreranno in vigore nuovi regolamenti tecnici e le Pirelli sostituiranno le gomme Michelin. La speranza è che le prossime settimane consentano a Yamaha di ritrovare il grip perduto e di restituire ai propri piloti una macchina competitiva.



