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20 Luglio 2026

Spezia Calcio Femminile: il Diritto di Competere a Rischio

La squadra femminile dello Spezia Calcio rischia di non iscriversi al campionato di Eccellenza a causa della retrocessione della squadra maschile in Serie C.

Spezia Calcio Femminile: il Diritto di Competere a Rischio

La squadra femminile dello Spezia Calcio si trova di fronte a un futuro incerto, legato a dinamiche che mettono in discussione il ruolo dello sport nella promozione della parità di genere. La probabile mancata iscrizione al campionato di Eccellenza ligure è il risultato di un meccanismo tecnico legato al calcio professionistico maschile. Con la retrocessione della squadra maschile in Serie C infatti, decadono gli obblighi federali che impongono ai club professionistici di vertice di mantenere una squadra femminile.

Questa situazione solleva una questione fondamentale: garantire l’inclusione nello sport non significa solo offrire spazi ludici o di base, ma assicurare a tutte le persone il diritto di competere ad ogni livello, coltivando le proprie aspirazioni senza subire discriminazioni. Lo sport come diritto di cittadinanza si realizza pienamente quando le istituzioni sportive e i club superano la mercificazione della pratica, investendo nella crescita della persona e nel valore che lo sport femminile genera per l’intera comunità.

La Voce delle Atlete e delle Pioniere

Le atlete liguri hanno fatto sentire la propria voce attraverso una lettera aperta, rivendicando rispetto per le bambine, le ragazze, lo staff e tutte le figure coinvolte nel progetto. Eleonora Lapperier calciatrice dello Spezia, ha dichiarato: “Ci avete trattato come numeri e non come persone, dimostrando che la cosa più importante è sempre stata l’immagine.” Le giocatrici fanno riferimento alle tante interviste e alle partite giocate in palcoscenici importanti, per poi subire una chiusura improvvisa, evidenziando la profonda distanza tra una parvenza di facciata e la reale promozione della coesione sociale attraverso lo sport.

A sostegno delle atlete liguri è intervenuta Maura Fabbri pioniera del calcio femminile in Italia e più volte a fianco del comitato territoriale Uisp Genova. Fabbri ha espresso forte amarezza per una situazione che si ripete da decenni: “Il calcio femminile merita di più e spero che la società ci ripensi, perché in Italia ci sono troppe difficoltà e le donne restano ancora nell’ombra dell’universo maschile.” Le sue parole sottolineano l’urgenza di una reale transizione sportiva, capace di svincolare i diritti delle atlete dalle fortune economiche o dai risultati delle formazioni maschili, promuovendo modelli basati sulla sostenibilità e sul rispetto della persona.

Il Movimento in Crescita e le Sfide Future

Nonostante le difficoltà, il calcio femminile italiano è in crescita. La Nazionale femminile di calcio partecipa da anni alla Coppa del Mondo, con risultati che testimoniano un movimento in espansione. Tuttavia, le sfide rimangono numerose. Le giocatrici spezzine, pur nella delusione, hanno annunciato di voler andare avanti con orgoglio e perseveranza, lanciando un messaggio rivolto a tutte le bambine e le ragazze che sognano un calcio giocato dalle donne: “Per tutte le bambine e le ragazze: non smettete mai di credere nei vostri sogni!”

La questione non è ancora chiusa, come dichiarato dalla Società stessa. Sono al vaglio soluzioni che prevedono l’ingresso di nuovi sponsor o delle istituzioni locali per agevolare materialmente ed economicamente la squadra. Promuovere la parità di accesso allo sport significa allontanarsi dalle logiche di profitto, per abbracciare l’idea di una cittadinanza attiva che si sviluppa anche sui campi da gioco, favorendo il benessere psicofisico e persino l’invecchiamento attivo delle generazioni future, ma anche la loro possibilità di immaginare un mondo all’altezza delle loro aspettative.

Autore

Andrea Conforti

Andrea Conforti, 46enne torinese dal look casual e naturale, è un analista tattico che trasforma dati e clip in racconti social. Ricorda quando annotò la rimonta al box stampa dello Stadio Olimpico Grande Torino: da quell'appunto nacque la sua linea editoriale, che propugna spiegazioni visive per il tifoso critico. Dettaglio unico: una stagione allenatore under15 al Chieri e ciclista urbano.