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17 Settembre 2026

Sindaci di Verona e Vicenza invitano tifosi a vivere il derby in serenità

I sindaci di Verona e Vicenza esortano tifosi e istituzioni a trasformare il derby in una festa di sport, condannando ogni forma di violenza.

Sindaci di Verona e Vicenza invitano tifosi a vivere il derby in serenità

Il ritorno del derby tra Hellas Verona e L.R. Vicenza in Serie B accende nuovamente le passioni più profonde del calcio veneto. Dopo anni di assenza, la sfida tra le due città non è soltanto un incontro sportivo: è un momento di aggregazione che richiama migliaia di sostenitori, vecchi e nuovi, desiderosi di rivedere i propri colori sventolare sugli spalti. In questa cornice, la parte sociale della partita supera di gran lunga il semplice risultato finale, diventando un vero e proprio evento di identità territoriale.

Le due società hanno radici che si intrecciano con la storia urbana di Verona e Vicenza, ed è proprio questo legame che rende il confronto così carico di significato. Per i tifosi, partecipare allo stadio è sinonimo di appartenenza, di condivisione di emozioni intense e di celebrazione del patrimonio culturale di ciascuna città. È quindi naturale che le autorità locali si siano fatte portavoce di un messaggio di responsabilità, volto a preservare la spontaneità del tifo senza che ne scaturiscano episodi di violenza.

L’appello dei sindaci di Verona e Vicenza

Damiano Tommasi, sindaco di Verona, e Giacomo Possamai, sindaco di Vicenza, hanno rivolto un invito congiunto sia alle istituzioni competenti sia alle tifoserie di entrambe le realtà. Il loro obiettivo è chiaro: garantire che la partita possa essere vissuta in totale sicurezza, rispettando le norme di ordine pubblico e la dignità dell’avversario. I due amministratori hanno sottolineato che la rivalità è parte integrante del calcio, ma la violenza non ha alcun posto negli stadi.

Messaggio chiave: rivalità, rispetto e nulla di violento

Nel loro comunicato, i sindaci hanno ribadito che la competizione sportiva deve rimanere un gioco pulito dove la passione si esprime attraverso il canto, i cori e i colori, non tramite scontri fisici o provocazioni. Hanno invitato i tifosi a dimostrare che è possibile sostenere la propria squadra con fervore, mantenendo al contempo un comportamento civico. Tale approccio, secondo i responsabili comunali, rappresenterebbe un “segnale forte” per l’intera comunità veneta e per il panorama calcistico nazionale.

Implicazioni per tifosi e autorità

Le autorità di pubblica sicurezza sono chiamate a coordinare picchi di presenza nei luoghi di ingresso e a potenziare la presenza di steward e forze dell’ordine nelle curve, onde evitare qualsiasi forma di alterco. Parallelamente, le organizzazioni dei tifosi sono incoraggiate a collaborare con le forze dell’ordine, promuovendo iniziative di auto-controllo e di convivenza. Il rispetto reciproco tra le due tifoserie può trasformare lo scontro in un momento di convivenza sportiva dove la rivalità si traduce in energia positiva per il campo di gioco.

Il derby come occasione di festa sportiva

Se i sindaci vedono nel derby una “festa” di sport, quindi gli organizzatori del club e le istituzioni devono lavorare per creare le condizioni ottimali. L’obiettivo è quello di vedere gli spalti riempiti di gialloblù e biancorossi, con i cori che si intrecciano in una sinfonia di passione, piuttosto che con barriere erette contro la violenza. Un capolavoro di cooperazione civica non solo valorizzerebbe le due città, ma fornirebbe anche un modello di comportamento per le future partite di Serie B e per le rivalità più sentite del calcio italiano.

Autore

Ilaria Mauri

Ilaria Mauri, bolognese, decise di seguire il giornalismo sportivo dopo una notte al Dall'Ara durante una partita decisiva: oggi coordina le pagine di competizioni e commenti. In redazione predilige reportage sul campo e conserva il biglietto di quella partita come prova della svolta.