Il fine settimana dedicato al calcio storico fiorentino ha registrato episodi di violenza all’ingresso della curva di Santa Maria Novella e una partita chiusa in anticipo per motivi di ordine pubblico. Allo stesso tempo, in paesi limitrofi si sono verificati problemi di ricezione televisiva che hanno creato ulteriori malumori, specie tra gli appassionati di calcio in vista dei mondiali.
Cariche e scontri all’ingresso della curva di Santa Maria Novella
Firenze, 14 giugno 2026 – Durante la prima giornata del torneo, i tifosi delle contrade dei Rossi hanno forzato l’accesso alla curva di Santa Maria Novellascatenando le procedure di contenimento da parte delle forze dell’ordine. La situazione è degenerata con l’intervento della polizia e l’uso di cariche per ristabilire l’ordine: molti dei partecipanti, a quanto sembra, non erano in possesso del biglietto per entrare a Santa Croce e hanno cercato di superare i varchi.
La gara tra Rossi e Verdi si è conclusa con una netto predominio dei Rossi. Il match è stato interrotto in anticipo per evitare ulteriori escalation: il tabellino finale segnava un risultato di 22-2 a favore dei campioni in carica, con la partita ridotta per il concreto rischio di degenerazione degli eventi sugli spalti.
Feriti, espulsioni e reazioni sul campo
Il confronto sul sabbione è stato caratterizzato da una serie di episodi violenti: numerose espulsioni (tra cui una per il caposquadra che è poi salito in tribuna ad apostrofare il pubblico), contusioni, e l’allontanamento in barella di un calciante. Sui tabellini sono state annotate espulsioni multiple per San Giovanni e Santa Maria Novella, mentre più giocatori dei Verdi hanno mostrato segnali di fatica e infortuni. La scelta di usare una sabbia differente, proveniente dalle golene del Po, è stata criticata dai calcianti per la sua grana fine che favoriva l’affondamento e aumentava la difficoltà di corsa e contrasto.
Tra i protagonisti in campo si sono distinti alcuni nomi dei Rossi: Manuel LopezGianassiFerraraGianluca D’Errico e l’esordiente Timperanza hanno effettuato ripetute azioni decisive fino al punteggio-record. I Verdi, invece, hanno subito l’espulsione di Giovanni Preziosoelemento chiave della squadra, e la prestazione di altri giocatori come Mike De Lucia è stata al di sotto delle attese.
Segnale televisivo assente in alcune comunità e lettera al Ministero
Parallelamente ai disordini sportivi, amministrazioni locali hanno segnalato problemi di ricezione dei canali televisivi, in particolare della Raidurante le ore serali. Il sindaco di una località interessata ha comunicato di aver già inviato una prima segnalazione al Ministero e di averne predisposta un’altra per sollecitare un intervento. Secondo le segnalazioni, dopo le 21:00-21:30 alcuni canali diventano invisibili e questa situazione perdura da circa un mese, rendendo difficoltosa la visione degli eventi sportivi serali.
I cittadini hanno provato soluzioni tecniche elementari, come orientare l’antenna verso ripetitori diversi (Visentin e Padova), senza però risolvere il problema. La situazione è diventata più sentita per la concomitanza con i mondiali di calcio, quando molte famiglie desiderano seguire le partite in diretta su Rai 1. Il sindaco ha richiamato il valore del canone televisivo come impegno a garantire il servizio pubblico e ha annunciato che insisterà con ulteriori comunicazioni alle autorità competenti.
Impatti e attese
La doppia emergenza—ordine pubblico allo stadio e disservizio televisivo sul territorio—ha acuito la frustrazione degli spettatori e dei residenti. Sul versante sportivo, la priorità delle autorità è stata quella di evitare ulteriori incidenti e riportare la calma; sul fronte della ricezione, le istituzioni locali chiedono verifiche tecniche immediate per capire se la causa sia legata alla propagazione del segnale, a guasti agli impianti o a problemi di copertura conseguenti alla transizione digitale.
Entrambi i fenomeni hanno lasciato interrogativi aperti: come migliorare il controllo della folla in eventi storici così partecipati e quali strumenti attivare per garantire il diritto all’informazione e all’intrattenimento televisivo nelle aree periferiche.



