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7 Agosto 2026

Protocollo U17 femminile: primo controllo, pressing e transizioni per alzare intensità e decision making

Settimana tipo per U17 femminile: progressioni su primo controllo, pressing e transizioni, con carichi mirati e monitoraggi per crescita fisica e cognitiva.

Protocollo U17 femminile: primo controllo, pressing e transizioni per alzare intensità e decision making

L’Under 17 femminile è l’età in cui la tecnica funzionale incontra la intensità del gioco reale. Un protocollo settimanale chiaro permette di consolidare il primo controllo coordinare il pressing e rendere efficaci le transizioni mantenendo carichi adeguati e misurabili. L’obiettivo è sviluppare qualità tecniche stabili, principi collettivi condivisi e velocità decisionale in scenari ad alta pressione.

La proposta che segue mette al centro progressioni didattiche, modulazione dei carichi e indicatori per monitorare sia la crescita fisica sia quella cognitiva. La struttura è pensata per gruppi U17 femminili con 4 sedute + gara, adattabile a 3 sedute con piccole modifiche. Durate, intensità e metriche sono indicazioni operative e possono essere calibrate in base a numero di atlete, calendario e stato di forma.

Struttura della settimana U17: carichi e obiettivi

La settimana tipo prevede 4 sessioni (lun-gio) e gara nel weekend: lunedì tecnico-neuromotorio (70–80’), martedì intensivo tattico (85–95’), giovedì rifinitura con richiami (60–70’) e uno slot opzionale di prevenzione. Carico interno target: lunedì RPE 4–5, martedì 6–7, giovedì 3–4. Carico esterno: volumi moderati con picchi di alta intensità solo il martedì. Inserire attivazione di core/anca (10’) a inizio seduta e defaticamento + mobilità (8–10’) a fine. La distribuzione consente di enfatizzare apprendimento tecnico all’inizio, principi di pressing e transizioni al centro, automatismi leggeri prima della gara.

Primo controllo: progressioni dal tecnico al situazionale

Lunedì si lavora sul primo controllo con progressione in tre blocchi. 1) Tecnica analitica (12’): coppie, conduzione-passaggio-controllo orientato con vincoli (interno/dorso, piede debole, controllo nello spazio aperto). 2) Tecnica semiconnessa (15’): triangoli 3v0 con passaggio su sagoma e controllo con uscita sul lato cieco, tempo di esecuzione 3–4”. 3) Situazionale (20’): rondos 4v2 e 5v3 con compito: il controllo vale solo se orienta oltre la linea di pressione. Focus su scansione pre-ricezione (check spalla ogni 2–3”) e primo tocco direzionale. Carico: 3–4 serie per blocco, recuperi brevi, RPE 4–5.

Martedì, inserire il primo controllo in spazi ridotti: 3v3+2 jolly in corridoi 20×15 m, massimo due tocchi dopo preorientamento obbligatorio. Punteggio bonus per controlli in avanti che superano una sagoma immaginaria. Questo sposta l’abilità dal gesto al comportamento sotto pressione. Indicatori tecnici: % controlli orientati corretti, errori forzati/non forzati, tempo tra ricezione e passaggio (time to action). Tenere densità alta (serie da 3’), lavoro intermittente 3:1.

Pressing coordinato: trigger, distanze e lavori a blocchi

Il martedì si struttura il pressing su trigger semplici: retropassaggio al centrale, palla sul piede debole, controllo verso linea laterale. Blocco 1 (15’): posizionamento senza avversari, movimenti sincronizzati su manichini e palloni guidati dal tecnico. Blocco 2 (20’): 6v4 verso una meta, pressing del 4 in zona palla con coperture interne; obiettivo rubare entro 6”. Blocco 3 (15’): 7v7 a metà campo, pressing alto a ondate di 90”, recupero 60”. Curare distanze tra reparti (8–12 m), angoli di uscita e palla coperta/scoperta. RPE 6–7, con 6–8 sprint > 20 km/h distribuiti.

Giovedì, richiami leggeri: 5v5+2 jolly in 30×25 m, pressing medio con obiettivo indirizzare il gioco; durate brevi per mantenere freschezza. Inserire cue verbali standardizzati e segnali non verbali (mano alzata, passo di attivazione) per consolidare la sincronizzazione. Metriche: numero di recuperi entro 6”, PPDA ridotto nel gioco a tema, coerenza del primo passo rispetto al trigger.

Transizioni positive e negative: esercitazioni integrate

Per le transizioni positive proporre 4v3+portiere su 35×25 m: alla riconquista, vincolo di due passaggi massimi e attacco dello spazio centrale o esterno a scelta; bonus se si conclude entro 8”. Per le transizioni negative 5v5 in 36×28 m con regola dei 5”: alla perdita palla, contropressing immediato e ri-aggancio della marcatura. Lavorare a blocchi alternati (3’ on, 90” off) per 5–6 ripetizioni. Stimolare cambio ruolo rapido: la giocatrice che perde palla guida lo switch con un primo passo aggressivo e angolo d’uscita corretto.

Integrare transizioni nel gioco posizionale: 6v6+2 jolly con due porte piccole per lato. Se la squadra riconquista, ha 10” per finalizzare; se perde, scatta vincolo di recupero entro 6”. Questo allena il passaggio fulmineo da attacco a difesa e viceversa, con decisioni prese in regime di fatica. Carico target: RPE 6, 2–3 minuti di gioco per ripetizione, densità elevata ma controllo tecnico salvaguardato.

Dosaggi, recupero e prevenzione: la cornice che regge il carico

Prima di ogni seduta: attivazione neuromuscolare (skip, affondi multi-piano, mini-band 8–10’). Dopo: defaticamento, respirazione nasale, mobilità anca/caviglia (8’). Prevenzione infrasettimanale: circuito di forza tecnica 20’ (hip-hinge, split squat, nordic assistito, calf raise, core anti-rotazione), 2–3 serie, RIR 3. Idratazione e snack entro 30’ post-allenamento. Utilizzare test submassimali semplici (CMJ con app, 3 salti) il martedì: variazioni > 10% suggeriscono micro-adattamenti al carico del giorno. Mantenere il giovedì come seduta taper con volumi ridotti e qualità elevata per arrivare alla gara fresche ma attivate.

Indicatori di crescita fisica e cognitiva: cosa misurare

Fisico: monitorare carico interno con RPE di fine seduta e wellness mattutino (sonno, DOMS, energia). Carico esterno: distanza totale, metri ad alta intensità, numero di accelerazioni/sprint (GPS o stime con beacon/cronometri). Stabilire range settimanali: U17 tipico 15–20% del volume in Z4–Z5 del martedì, giovedì sotto 10%. Tecnico-tattico: % di controlli orientati corretti, precisione primo passaggio post-ricezione, recuperi entro 6” nei giochi a tema, xShots creati in transizione positiva.

Cognitivo: tempo medio decisionale tra ricezione e scelta (decision time), numero di scelte coerenti con il principio attivato (pressing lato ombra, giocata terzo uomo), qualità della scansione (conteggio scansioni pre-ricezione), e errori non forzati in condizioni di affaticamento. Utili micro-feedback a bordo campo (parole chiave, 5” post-azione) e brevi pause riflessive tra blocchi per consolidare apprendimenti. Se i tempi decisionali si allungano > 15% rispetto alla media del gruppo, ridurre complessità o aumentare vincoli percettivi chiari.

Adattare il protocollo: varianti per contesto e numeri

Con roster ridotto, usare 3v3+1 jolly e 4v4 per mantenere intensità. In settimane senza gara, inserire un richiamo di velocità il giovedì (6–8 sprint 15–20 m, recupero completo) e allungare i blocchi situazionali di 1’. Per gruppi eterogenei, differenziare i vincoli: per atlete avanzate, controllo a uscita obbligata su piede debole; per chi consolida, tocco jolly extra. Gli obiettivi restano gli stessi: primo controllo orientato, pressing sincronizzato e transizioni rapide sostenute da carichi misurati e indicatori leggibili, affinché la crescita tecnica si traduca in comportamenti efficaci sotto pressione.

Autore

Ilaria Mauri

Ilaria Mauri, bolognese, decise di seguire il giornalismo sportivo dopo una notte al Dall'Ara durante una partita decisiva: oggi coordina le pagine di competizioni e commenti. In redazione predilige reportage sul campo e conserva il biglietto di quella partita come prova della svolta.