L’Under 17 femminile è l’età in cui la tecnica funzionale incontra la intensità del gioco reale. Un protocollo settimanale chiaro permette di consolidare il primo controllo coordinare il pressing e rendere efficaci le transizioni mantenendo carichi adeguati e misurabili. L’obiettivo è sviluppare qualità tecniche stabili, principi collettivi condivisi e velocità decisionale in scenari ad alta pressione.
La proposta che segue mette al centro progressioni didattiche, modulazione dei carichi e indicatori per monitorare sia la crescita fisica sia quella cognitiva. La struttura è pensata per gruppi U17 femminili con 4 sedute + gara, adattabile a 3 sedute con piccole modifiche. Durate, intensità e metriche sono indicazioni operative e possono essere calibrate in base a numero di atlete, calendario e stato di forma.
Struttura della settimana U17: carichi e obiettivi
La settimana tipo prevede 4 sessioni (lun-gio) e gara nel weekend: lunedì tecnico-neuromotorio (70–80’), martedì intensivo tattico (85–95’), giovedì rifinitura con richiami (60–70’) e uno slot opzionale di prevenzione. Carico interno target: lunedì RPE 4–5, martedì 6–7, giovedì 3–4. Carico esterno: volumi moderati con picchi di alta intensità solo il martedì. Inserire attivazione di core/anca (10’) a inizio seduta e defaticamento + mobilità (8–10’) a fine. La distribuzione consente di enfatizzare apprendimento tecnico all’inizio, principi di pressing e transizioni al centro, automatismi leggeri prima della gara.
Primo controllo: progressioni dal tecnico al situazionale
Lunedì si lavora sul primo controllo con progressione in tre blocchi. 1) Tecnica analitica (12’): coppie, conduzione-passaggio-controllo orientato con vincoli (interno/dorso, piede debole, controllo nello spazio aperto). 2) Tecnica semiconnessa (15’): triangoli 3v0 con passaggio su sagoma e controllo con uscita sul lato cieco, tempo di esecuzione 3–4”. 3) Situazionale (20’): rondos 4v2 e 5v3 con compito: il controllo vale solo se orienta oltre la linea di pressione. Focus su scansione pre-ricezione (check spalla ogni 2–3”) e primo tocco direzionale. Carico: 3–4 serie per blocco, recuperi brevi, RPE 4–5.
Martedì, inserire il primo controllo in spazi ridotti: 3v3+2 jolly in corridoi 20×15 m, massimo due tocchi dopo preorientamento obbligatorio. Punteggio bonus per controlli in avanti che superano una sagoma immaginaria. Questo sposta l’abilità dal gesto al comportamento sotto pressione. Indicatori tecnici: % controlli orientati corretti, errori forzati/non forzati, tempo tra ricezione e passaggio (time to action). Tenere densità alta (serie da 3’), lavoro intermittente 3:1.
Pressing coordinato: trigger, distanze e lavori a blocchi
Il martedì si struttura il pressing su trigger semplici: retropassaggio al centrale, palla sul piede debole, controllo verso linea laterale. Blocco 1 (15’): posizionamento senza avversari, movimenti sincronizzati su manichini e palloni guidati dal tecnico. Blocco 2 (20’): 6v4 verso una meta, pressing del 4 in zona palla con coperture interne; obiettivo rubare entro 6”. Blocco 3 (15’): 7v7 a metà campo, pressing alto a ondate di 90”, recupero 60”. Curare distanze tra reparti (8–12 m), angoli di uscita e palla coperta/scoperta. RPE 6–7, con 6–8 sprint > 20 km/h distribuiti.
Giovedì, richiami leggeri: 5v5+2 jolly in 30×25 m, pressing medio con obiettivo indirizzare il gioco; durate brevi per mantenere freschezza. Inserire cue verbali standardizzati e segnali non verbali (mano alzata, passo di attivazione) per consolidare la sincronizzazione. Metriche: numero di recuperi entro 6”, PPDA ridotto nel gioco a tema, coerenza del primo passo rispetto al trigger.
Transizioni positive e negative: esercitazioni integrate
Per le transizioni positive proporre 4v3+portiere su 35×25 m: alla riconquista, vincolo di due passaggi massimi e attacco dello spazio centrale o esterno a scelta; bonus se si conclude entro 8”. Per le transizioni negative 5v5 in 36×28 m con regola dei 5”: alla perdita palla, contropressing immediato e ri-aggancio della marcatura. Lavorare a blocchi alternati (3’ on, 90” off) per 5–6 ripetizioni. Stimolare cambio ruolo rapido: la giocatrice che perde palla guida lo switch con un primo passo aggressivo e angolo d’uscita corretto.
Integrare transizioni nel gioco posizionale: 6v6+2 jolly con due porte piccole per lato. Se la squadra riconquista, ha 10” per finalizzare; se perde, scatta vincolo di recupero entro 6”. Questo allena il passaggio fulmineo da attacco a difesa e viceversa, con decisioni prese in regime di fatica. Carico target: RPE 6, 2–3 minuti di gioco per ripetizione, densità elevata ma controllo tecnico salvaguardato.
Dosaggi, recupero e prevenzione: la cornice che regge il carico
Prima di ogni seduta: attivazione neuromuscolare (skip, affondi multi-piano, mini-band 8–10’). Dopo: defaticamento, respirazione nasale, mobilità anca/caviglia (8’). Prevenzione infrasettimanale: circuito di forza tecnica 20’ (hip-hinge, split squat, nordic assistito, calf raise, core anti-rotazione), 2–3 serie, RIR 3. Idratazione e snack entro 30’ post-allenamento. Utilizzare test submassimali semplici (CMJ con app, 3 salti) il martedì: variazioni > 10% suggeriscono micro-adattamenti al carico del giorno. Mantenere il giovedì come seduta taper con volumi ridotti e qualità elevata per arrivare alla gara fresche ma attivate.
Indicatori di crescita fisica e cognitiva: cosa misurare
Fisico: monitorare carico interno con RPE di fine seduta e wellness mattutino (sonno, DOMS, energia). Carico esterno: distanza totale, metri ad alta intensità, numero di accelerazioni/sprint (GPS o stime con beacon/cronometri). Stabilire range settimanali: U17 tipico 15–20% del volume in Z4–Z5 del martedì, giovedì sotto 10%. Tecnico-tattico: % di controlli orientati corretti, precisione primo passaggio post-ricezione, recuperi entro 6” nei giochi a tema, xShots creati in transizione positiva.
Cognitivo: tempo medio decisionale tra ricezione e scelta (decision time), numero di scelte coerenti con il principio attivato (pressing lato ombra, giocata terzo uomo), qualità della scansione (conteggio scansioni pre-ricezione), e errori non forzati in condizioni di affaticamento. Utili micro-feedback a bordo campo (parole chiave, 5” post-azione) e brevi pause riflessive tra blocchi per consolidare apprendimenti. Se i tempi decisionali si allungano > 15% rispetto alla media del gruppo, ridurre complessità o aumentare vincoli percettivi chiari.
Adattare il protocollo: varianti per contesto e numeri
Con roster ridotto, usare 3v3+1 jolly e 4v4 per mantenere intensità. In settimane senza gara, inserire un richiamo di velocità il giovedì (6–8 sprint 15–20 m, recupero completo) e allungare i blocchi situazionali di 1’. Per gruppi eterogenei, differenziare i vincoli: per atlete avanzate, controllo a uscita obbligata su piede debole; per chi consolida, tocco jolly extra. Gli obiettivi restano gli stessi: primo controllo orientato, pressing sincronizzato e transizioni rapide sostenute da carichi misurati e indicatori leggibili, affinché la crescita tecnica si traduca in comportamenti efficaci sotto pressione.



