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28 Ottobre 2026

Profilo completo di Lothar Matthäus, icona del calcio tedesco

Un viaggio attraverso la leggenda tedesca che ha scritto pagine indimenticabili di calcio, dalla maglia alla panchina.

Profilo completo di Lothar Matthäus, icona del calcio tedesco

Lothar Herbert Matthäus, nato il 21 marzo 1961 a Erlangen, è uno dei protagonisti più emblematici della storia del calcio. Dopo aver iniziato a giocare nella piccola realtà di Herzogenaurach, il suo talento lo ha portato a brillare nei più importanti palcoscenici internazionali, sia come calciatore sia come allenatore.

Con la maglia della nazionale tedesca ha conquistato l’Europeo del 1980 e il Campionato del Mondo del 1990, capitano della formazione vittoriosa. A livello di club ha vestito le divise di Borussia Mönchengladbach, Bayern Monaco, Inter e, al termine della carriera da giocatore, dei MetroStars negli Stati Uniti.

Gli albori e il salto in Bundesliga con il Borussia Mönchengladbach

Nel 1979, a soli 18 anni, Matthäus passa dal suo club giovanile di Herzogenaurach al Borussia Mönchengladbach, dove debutta in Bundesliga. In cinque stagioni al club di Vestfalia totalizza 162 presenze e 36 gol, contribuendo al titolo nazionale del 1979-80. La sua capacità di combinarsi sia in difesa sia a centrocampo lo rende subito un punto di riferimento per l’allenatore, mentre la sua versatilità lo porta a ricoprire più ruoli, dalla mediana al libero.

Il ruolo di regista e la crescita tattica

Durante il periodo in Germania occidentale, Matthäus si afferma come regista di centrocampo, capace di dirigere il gioco con visioni lunghe e passaggi precisi. La sua influenza è evidente nei numerosi assist e nella capacità di inserire scarichi di palla che liberano gli attaccanti, qualità che più tardi gli aprirà le porte dei club più prestigiosi d’Europa.

Bayern Monaco e il trasferimento all’Inter: l’apice in Italia

Nel 1984 arriva al Bayern Monaco, dove in quattro stagioni conquista tre scudetti consecutivi (84-85, 85-86, 86-87), una Coppa di Germania e una Supercoppa. Il 1988 vede il calciatore tedesco trasferirsi all’Inter per una cifra di 5,6 miliardi di lire, diventando una delle pedine più costose del panorama calcistico dell’epoca.

Le vittorie nerazzurre

Con la maglia nerazzurra Matthäus aggiunge allo spogliatoio il campionato italiano del 1988-89, un record di 58 punti in 34 partite, e la Supercoppa italiana. Nella stagione 1990-91 segna l’unico gol della storica vittoria della Coppa UEFA, realizzata contro la Roma nella gara di andata al San Siro. Tuttavia, un grave infortunio al ginocchio nel 1992 interrompe la sua avventura milanese, spingendolo a tornare in Germania.

Le imprese con la nazionale tedesca

Matthäus è stato convocato per la prima volta nella nazionale dell’allora Germania Ovest nel 1980, partecipando già al torneo europeo vinto in Italia. Da quel momento a 1990, quando la squadra si aggiudica il Campionato del Mondo in Italia, il centrocampista diventa capitano e segna quattro reti, inclusa una premiata nella classifica “Gol del secolo” della FIFA. Con 150 presenze, fino al 2022 detiene il record di apparizioni per la Germania, e rimane tra i giocatori più presenti nelle fasi finali dei Mondiali.

Riconoscimenti individuali

Nel 1990 riceve il Pallone d’Oro, primo calciatore dell’Inter a ottenerlo, e l’anno successivo è nominato Calciatore dell’Anno FIFA. Viene inoltre eletto “Calciatore tedesco dell’anno” sia nel 1990 sia nel 1999, consolidando la sua reputazione di leader carismatico e talentuoso.

Dal ritiro ai ruoli da allenatore e al futuro nel mondo del calcio

Dopo l’ultima stagione in Bundesliga, Matthäus chiude la carriera da giocatore con i MetroStars di New York nel 2000. La sua avventura da allenatore inizia nel 2001 con il Rapid Vienna e comprende esperienze in Serbia (Partizan), Ungheria, Brasile (Atlético Paranaense), Austria (Salisburgo), Israele (Maccabi Netanya) e Argentina (Racing Club). Il suo unico titolo da tecnico è il campionato serbo-montenegrino conquistato con il Partizan.

Oltre alle panchine, Matthäus si è dedicato al giornalismo sportivo, scrivendo per lo sportivo tedesco Sport Bild e commentando partite per reti televisive quali Sky Deutschland, ZDF, Eurosport e ITV. Nel 2019 è stato nominato ambasciatore UEFA per l’Europeo 2020, dimostrando come la sua influenza rimanga viva anche dopo il ritiro dal campo.

Autore

Francesca Lombardi

Francesca Lombardi, fiorentina, prese appunti tecnici dal primo box di un circuito toscano e da allora firma approfondimenti sui motori. In redazione sostiene un approccio metodico alle prove su pista, cura il format 'tecnica e cronaca' e conserva i fogli di appunti del debutto tecnico in autodromo.