In un torneo dove le grandi favorite dominano spesso la scena, Capo Verde sta scrivendo una pagina di storia ai Mondiali 2026. Con due pareggi contro la Spagna e l’Uruguay la nazionale degli Squali Blu ha dimostrato di non essere arrivata per caso.
Questo risultato è il frutto di un progetto lungimirante che ha unito giocatori nati a Capo Verde e quelli della diaspora, creando una squadra coesa e competitiva.
Un progetto lungimirante
Capo Verde, un arcipelago di dieci isole vulcaniche con poco più di 500.000 abitanti, ha ottenuto l’indipendenza dal Portogallo nel 1975. La nazionale di calcio è stata creata solo sette anni dopo, ma fino alla fine degli anni ’90 non esistevano campi in erba. La svolta è arrivata nel 2013, quando Capo Verde ha partecipato per la prima volta alla Coppa d’Africa, raggiungendo i quarti di finale.
La nazionale capoverdiana è composta da giocatori nati sia a Capo Verde che all’estero, principalmente in Portogallo e nei Paesi Bassi. Questo mix di talenti ha permesso alla squadra di competere ai massimi livelli, come dimostrato dalla qualificazione ai Mondiali 2026.
La tattica e i protagonisti
Il commissario tecnico Pedro Brito noto come Bubista, ha unito i giocatori in una squadra coesa e organizzata. La difesa, guidata da Logan Costa e Roberto Lopes è stata fondamentale nel pareggio contro la Spagna. In attacco, giocatori come Kevin Pina e Jovane Cabral hanno mostrato grande talento e determinazione.
La tattica di Bubista combina un’organizzazione difensiva solida con un calcio offensivo dinamico, come dimostrato nella partita contro l’Uruguay, dove Capo Verde ha segnato due gol.
Il percorso ai Mondiali 2026
Capo Verde ha iniziato il torneo con un pareggio contro la Spagna, una delle favorite. Nella seconda partita, ha pareggiato 2-2 contro l’Uruguay, dimostrando di poter competere con le grandi squadre. La terza partita contro l’Arabia Saudita sarà decisiva per la qualificazione ai sedicesimi di finale.
Questa avventura ai Mondiali 2026 è solo l’inizio per Capo Verde, che sta dimostrando di poter competere con le migliori nazionali del mondo.



