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11 Agosto 2026

Crisi a Ceuta: l’Italia sospende Schengen e l’Ue si divide

La sospensione di Schengen da parte dell'Italia ha innescato una crisi diplomatica con la Spagna, dividendo l'Europa sulla gestione dell'immigrazione.

Crisi a Ceuta: l'Italia sospende Schengen e l'Ue si divide

La crisi di Ceuta ha messo in luce le profonde divisioni all’interno dell’Unione Europea riguardo alla gestione dell’immigrazione. L’Italia, guidata da Giorgia Meloni ha sospeso il trattato di Schengen per i cittadini di Paesi terzi in arrivo dalla Spagna, scatenando una reazione a catena che ha coinvolto gran parte dei Paesi membri.

La tensione tra Roma e Madrid è solo la punta dell’iceberg di un dibattito più ampio che vede contrapposti diversi approcci alla gestione dei flussi migratori. Mentre l’Italia e la Danimarca guidano una coalizione di 22 Paesi che chiedono misure più rigide, la Spagna difende la propria gestione della crisi, accusando gli avversari di agire per interessi politici.

La lettera dei 22 Paesi contro la Spagna

Il 1° agosto, 22 Paesi europei, guidati da Italia e Danimarca, hanno firmato una lettera indirizzata a Bruxelles esprimendo grave preoccupazione per la gestione della frontiera esterna dell’Ue a Ceuta. Il documento critica le politiche del governo spagnolo, accusate di creare fattori di attrazione per i migranti irregolari.

La premier danese Mette Frederiksen pur appartenendo a un partito socialdemocratico, ha adottato una linea dura sulla migrazione, proponendo persino la sospensione della cooperazione Schengen. Questo ha dimostrato come la nuova geografia europea dell’immigrazione non segua più le tradizionali divisioni politiche tra destra e sinistra.

Le posizioni dei principali Paesi europei

La Finlandia, attraverso la ministra dell’Interno Mari Rantanen dei Veri Finlandesi, ha criticato la Spagna per il fallimento nel proteggere il confine esterno di Schengen. Anche la Svezia, tradizionalmente aperta all’immigrazione, ha adottato una posizione più restrittiva, temendo un ripetersi della crisi del 2015.

La Germania, guidata da Friedrich Merz ha annunciato il ritorno all’applicazione del principio di Dublino, chiedendo all’Italia di riprendere i trasferimenti dei richiedenti asilo. Questa mossa ha creato un cortocircuito diplomatico, poiché entrambi i governi invocano le stesse regole ma con approcci diversi.

Persino la Polonia, guidata dall’europeista Donald Tusk ha attivato controlli straordinari lungo i confini con la Germania e la Lituania, dimostrando come la sicurezza delle frontiere sia diventata una priorità per tutti i Paesi membri.

Le conseguenze per i viaggiatori e il turismo

I controlli alle frontiere hanno sollevato preoccupazioni tra i viaggiatori e le compagnie di crociera. Tuttavia, fonti di Msc Crociere hanno rassicurato che non ci saranno ripercussioni per i passeggeri, poiché le regole non sono cambiate per le crociere. La Spagna ha avviato controlli a campione su circa il 5-10% dei passeggeri in arrivo dall’Italia, coinvolgendo aeroporti principali come Madrid-Barajas e Barcellona-El Prat.

Il ministero del Turismo italiano ha precisato che i controlli riguardano solo i cittadini di Paesi extra Ue per verificare la loro posizione regolare, assicurando che la filiera del turismo non sarà interessata.

La crisi di Ceuta ha evidenziato le difficoltà dell’Unione Europea nel trovare una posizione comune sulla gestione dell’immigrazione. Mentre alcuni Paesi spingono per misure più rigide, altri cercano di bilanciare sicurezza e diritti umani. La tensione tra Italia e Spagna, inoltre, ha aperto una crepa che potrebbe avere ripercussioni durature sulle relazioni interne all’Ue.

Autore

Francesca Lombardi

Francesca Lombardi, fiorentina, prese appunti tecnici dal primo box di un circuito toscano e da allora firma approfondimenti sui motori. In redazione sostiene un approccio metodico alle prove su pista, cura il format 'tecnica e cronaca' e conserva i fogli di appunti del debutto tecnico in autodromo.