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26 Ottobre 2026

Il percorso di Simone Pepe tra Serie A, Nazionale e indagine del 2026

Il viaggio di Simone Pepe dal campo al tribunale, tra successi sportivi e controversie legali.

Il percorso di Simone Pepe tra Serie A, Nazionale e indagine del 2026

Simone Pepe, nato ad Albano Laziale il 30 agosto 1983, è stato uno dei volti più riconoscibili del calcio italiano degli ultimi due decenni. Dopo aver iniziato nelle giovanili della Roma, ha attraversato diverse realtà calcistiche, prima in Serie B e poi in Serie A, distinguendosi per la sua versatilità tra centrocampista e attaccante. La sua storia è costellata di promozioni, scudetti e, più recentemente, di una questione legale che ha riacceso l’attenzione mediatica su di lui.

Gli esordi e i primi passi nel professionismo

Il trampolino di lancio di Pepe avvenne al Lecco nel 2001, dove, a soli 18 anni, disputò cinque partite. Il successivo trasferimento al Teramo nella stagione 2002-2003 si rivelò decisivo: 31 presenze e 11 reti gli valsero la promozione in Serie C1. Dopo una breve parentesi al Palermo (Serie B, 19 presenze, 1 goal) la stagione 2004-2005 lo vide vestire la maglia del Piacenza, dove segnò 12 gol in 30 partite, dimostrando di saper gestire anche il ruolo di ala destra.

Il periodo in Juventus: titoli e momenti decisivi

Nel giugno 2010, la Juventus acquistò Pepe dall’Udinese, inizialmente con un prestito oneroso da 2,6 milioni di euro e successivamente con l’opzione di riscatto. Il suo debutto avvenne in Europa League contro lo Shamrock Rovers (0-2). Il primo gol in Serie A per la Vecchia Signora fu contro la Sampdoria (12 settembre 2010), in una partita finita 3-3. Nei successivi cinque anni, Pepe contribuì con 76 presenze in campionato e 12 reti, raccogliendo tre scudetti consecutivi (2011-2014) e due Supercoppe (2012, 2013). La sua capacità di ricoprire ruoli diversi – dalla seconda punta al tornante – lo rese un elemento di valore per l’allenatore.

La Nazionale, i trofei e le squalifiche

Pepe fece il suo debutto con la maglia azzurra l’11 ottobre 2008 contro la Bulgaria, entrando nei minuti finali di una partita di qualificazione mondiale finita 0-0. Fu convocato da Marcello Lippi per la Confederations Cup 2009 e, successivamente, da Cesare Prandelli per il Mondiale 2010 in Sudafrica, dove partecipò a tutte e tre le partite del girone. Nonostante la mancanza di reti con la nazionale (23 presenze), il giocatore rimase una costante nelle fasi di qualificazione e nelle competizioni internazionali fino al 2011.

Dopo il ritiro: dal management al ruolo di procuratore

Il ritiro di Pepe avvenne il 1° luglio 2017, dopo l’ultima stagione con il Pescara. Successivamente ricoprì brevemente la carica di team manager nello stesso club, prima di avviare la carriera di procuratore sportivo nella SP Group di Pescara. Tra i suoi assistiti spiccavano Gianluca Caprari e Cristian Bucchi, con cui Pepe condivideva un legame di esperienza professionale. Il suo passaggio da giocatore a agente ha continuato a tenere viva la sua presenza nel panorama calcistico nazionale.

Indagine del 2026: accuse di esercizio abusivo e tentata estorsione

Nel luglio 2026, la Procura di Roma aprì un’inchiesta su Pepe per presunti reati di esercizio abusivo della professione, falso e tentata estorsione nei confronti dei calciatori Costantino Favasuli e Davide Bettella. Secondo gli atti, sarebbero stati stipulati contratti falsi con richieste di pagamento pari a 230.000 euro. Accusati insieme all’ex calciatore Giuseppe Sculli, all’agente sportivo Luigi Iachini Bellisarii e all’avvocato Alessandro Buccieri, Pepe ha dovuto affrontare un procedimento giudiziario che ha gettato un’ombra sulla sua recente attività di agente.

La vicenda ha riaperto il dibattito sul ruolo degli agenti sportivi in Italia, evidenziando la necessità di una maggiore trasparenza e controlli più stringenti. Nonostante l’attenzione mediatica, le indagini sono ancora in corso e non è ancora stato emesso alcun verdetto definitivo.

Autore

Francesca Lombardi

Francesca Lombardi, fiorentina, prese appunti tecnici dal primo box di un circuito toscano e da allora firma approfondimenti sui motori. In redazione sostiene un approccio metodico alle prove su pista, cura il format 'tecnica e cronaca' e conserva i fogli di appunti del debutto tecnico in autodromo.