Negli ultimi giorni la gestione del calendario della Serie A è finita nel mirino dell’opinione pubblica e dei media. Il giornalista Carlo Alvino ha espresso critiche durissime verso Andrea Butti, responsabile della Head of Competitions della Lega, accusandolo di una gestione priva di programmazione strategica e di visione a lungo termine. Parallelamente, la Prefettura di Roma ha dovuto correggere una previsione della Lega riguardo alla data e all’orario del derby Capitale, mettendo in evidenza la fragilità delle procedure decisionali in ambito organizzativo.
Le accuse rivolte a chi coordina i calendari
Secondo Alvino, la questione non è un episodio isolato ma un sintomo di una più ampia inadeguatezza manageriale. Tra i rilievi sollevati spiccano la mancanza di programmazione, la continua revisione di date e orari a ridosso delle gare e una comunicazione inefficace verso il pubblico e i club. Tali criticità producono effetti concreti: i tifosi non riescono a pianificare le trasferte, le società subiscono costi logistici aggiuntivi e le squadre impegnate nelle coppe continentali vengono esposte a rischi competitivi a causa di recuperi affollati o calendarizzati senza adeguati margini.
Il caso del derby Roma-Lazio e la smentita ufficiale
La vicenda che ha amplificato il dibattito riguarda il derby tra Roma e Lazio, per il quale la Lega aveva anticipato una collocazione in un fine settimana che coincideva con la finale degli Internazionali di tennis. La Prefettura di Roma, per ragioni legate all’ordine pubblico e alla mobilità, ha poi comunicato che la partita è prevista invece per lunedì 18 maggio alle 20.45. Questa correzione ha mostrato una divergenza netta tra le autorità locali e la Lega, con l’amministratore delegato Luigi De Siervo che ha annunciato l’intenzione di ricorrere al TAR.
Motivazioni della prefettura
La decisione del prefetto si è basata su valutazioni del Comitato provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, che ha tenuto conto non solo del rischio di disordini ma anche della sovrapposizione con un evento tennistico di portata internazionale. La scelta ha privilegiato la gestione della mobilità e la tutela dell’ordine pubblico, sottolineando come sia necessario considerare la dimensione urbana e la contemporanea presenza di manifestazioni di alto profilo. In questo contesto, la prefettura è intervenuta per evitare sovrapposizioni che avrebbero complicato gli spostamenti e le misure di sicurezza.
Ripercussioni sul calendario e sulle trasferte
Il rinvio in notturna e lo spostamento delle altre gare per esigenze di contemporaneità hanno imposto la riprogrammazione di più partite, coinvolgendo formazioni in lotta per i posti europei. La modifica colpisce in modo diretto i tifosi che avevano già acquistato biglietti per il weekend e genera difficoltà per chi lavora il lunedì. Inoltre, le società devono riequilibrare la logistica e rivedere i piani relativi a trasferimenti e alloggi, con costi aggiuntivi e programmazioni sportive che perdono certezza.
Conseguenze sportive, economiche e istituzionali
Oltre al disagio dei sostenitori e agli oneri finanziari per i club, il problema si estende al piano competitivo: calendari compatti possono determinare uno svantaggio per le formazioni italiane impegnate nelle coppe europee, riducendo il tempo di recupero degli atleti rispetto alle avversarie straniere. Alvino segnala anche una mancanza di tutela per queste società nelle fasi delicate della stagione. Sul piano istituzionale, la vicenda mette in luce tensioni tra Lega, prefettura e broadcaster, con accuse di scaricare responsabilità e di cedere a logiche televisive che frammentano il palinsesto sportivo.
Verso quali soluzioni?
La situazione descritta invita a riflettere sull’urgenza di una riforma nella modalità di compilazione dei calendari: servono regole più rigide per la programmazione, una comunicazione trasparente e una capacità di dialogo con le autorità locali e i club. Molti osservatori auspicano l’ingresso di figure manageriali con competenze tecniche e strategiche capaci di bilanciare esigenze economiche, sportive e di sicurezza pubblica. Nel frattempo, la controversia rimane aperta e la stagione prosegue sotto la pressione di decisioni che influenzano tifosi, squadre e istituzioni.
