Negli ultimi decenni il panorama del calcio professionistico italiano è stato caratterizzato da una serie infinita di dissesti economici. Quattro nove club si sono trovati in situazioni di fallimento più volte, a volte fino a sei ricorrenze, facendo emergere una vulnerabilità sistemica che ha attirato l’interesse delle autorità giudiziarie.
Il fenomeno non è soltanto una questione di bilanci in rosso; esso si intreccia con rischi di infiltrazioni criminali e con lacune nella trasparenza delle proprietà. La risposta istituzionale è arrivata con la creazione della Commissione indipendente per la verifica dell’equilibrio economico e finanziario che ha avviato un’indagine approfondita su tutta la filiera sportiva.
Il panorama dei fallimenti: 49 società in 40 anni
La prima relazione della Commissione, presentata a Montecitorio il 23 settembre, ha documentato 218 casi di esclusioni o mancata iscrizione tra il 1986-87 e il 2025-26. Di questi, il 91,7 % (200 episodi) riguarda la Serie C evidenziando una crisi cronica nella terza serie nazionale.
Serie C, la rottura più frequente
Gli esempi più emblematici includono Rimini, Ternana, Triestina, Trapani 1905 e Siracusa, tutti penalizzati per inadempienze agli obblighi federali e successivamente retrocessi. Alcune realtà, come Varese, Campobasso e Potenza, hanno subito cinque fallimenti, mentre Sambenedettese e Taranto hanno toccato il record di sei dissoluzioni.
Le attività della Commissione indipendente
Nel primo anno di vita, la Commissione ha effettuato 2.688 verifiche tra il 1° ottobre 2025 e il 31 agosto 2026, comprensive di 1.558 controlli periodici e 1.130 verifiche sugli adempimenti ammissivi per la stagione 2026/27. Di queste, 1.451 riguardavano il calcio e 107 il basket.
Controlli e verifiche effettuati
Le indagini hanno generato 20 pareri del Collegio, di cui 15 in ambito FIGC e 5 in ambito FIP, discussi in 26 adunanze (media superiore a due al mese). Tra le violazioni più ricorrenti si segnalano omessi versamenti, irregolarità patrimoniali e la mancata presentazione di documentazione richiesta.
Infiltrazioni criminali: casi emblematici
La vulnerabilità economica dei club ha favorito l’intervento di soggetti esterni. Tra i casi più discussi figurano Crotone, Foggia e Juve Stabia, tutti finiti sotto la custodia dell’Amministrazione giudiziaria per sospette infiltrazioni. Le indagini hanno mostrato cambi di proprietà poco trasparenti operazioni finanziarie opache e pressioni esterne finalizzate a condizionare le decisioni sportive.
Le conseguenze per la legalità sportiva
Il presidente della Commissione, Massimiliano Atelli, ha chiesto potenziamenti normativi analoghi a quanto avviene in Francia e Gran Bretagna, affinché l’Autorità possa intervenire con tempestività. Inoltre, ha sottolineato l’assenza di meccanismi di verifica sulla destinazione delle risorse pubbliche per la valorizzazione dei calciatori e la limitatezza degli attuali indicatori patrimoniali.



