Il Perugia Calcio, comunemente chiamato il Grifo, vive un momento di forte tensione. I tifosi, attivi soprattutto sui social, hanno espresso un misto di preoccupazione e rabbia dopo che il comunicato atteso per la mattina di mercoledì non è stato pubblicato. L’assenza della nota ha alimentato il timore che l’operazione di cessione potesse essere a rischio di fallimento, con ripercussioni economiche e sportive difficili da immaginare.
Ritardi nella comunicazione e cause della sospensione
Secondo le ultime informazioni raccolte, il fondo inglese coinvolto nella trattativa ha effettuato una retrocessione nella notte tra martedì e mercoledì. Le motivazioni addotte sono due: da un lato, sono emerse ulteriori difficoltà burocratiche nelle ore finali del periodo di negoziazione; dall’altro, si è aggravata la situazione legata ai noti problemi di Javier Faroni in Argentina. Gli avvocati che seguono il caso stanno lavorando per superare gli ostacoli entro il 4 novembre, data fissata per il tanto atteso closing. Se la scadenza verrà rispettata, la cessione potrebbe concludersi; in caso contrario, il club rischia di rimanere nella situazione attuale.
Scadenze finanziarie e rischio di esclusione
Parallelamente alla questione societaria, il Perugia deve affrontare una scadenza pressante: entro il 16 dicembre la società è tenuta a versare circa 1,2 milioni di euro per emolumenti, ritenute, contributi e fondo di fine carriera riferiti ai mesi di settembre e ottobre. Il mancato pagamento di due scadenze consecutive comporterebbe l’esclusione del club dal campionato in corso, una prospettiva che l’amministrazione vuole assolutamente evitare. La pressione è aumentata dopo che la prima scadenza, relativa ad agosto-settembre, è stata coperta grazie a un intervento di Mauro Ricci.
Il ruolo di Arena Curi e l’intervento di Mauro Ricci
Il gruppo Arena Curi, che ha firmato il preliminare di acquisto il 3 agosto, ha mostrato ottimismo sul risultato finale, ma è costretto a gestire le scadenze immediate. Ricci, tramite un prestito aziendale, ha erogato 850 000 euro per regolare stipendi e contributi di agosto e settembre, dimostrando un impegno concreto. Alessandro Gaucci, responsabile tecnico, ha ribadito la volontà di far tornare il club in alto, ma la situazione finanziaria rimane delicata finché non verrà trovata una soluzione definitiva con il fondo internazionale.
Prospettive per il 4 novembre e scenari possibili
Il closing fissato per il 4 novembre rappresenta il termine ultimo per firmare il passaggio di proprietà. Gli esperti legali stanno lavorando per superare le barriere burocratiche e per risolvere le questioni legate al proprietario argentino, il quale ha già manifestato l’intenzione di cedere il club il prima possibile. Se l’accordo verrà concluso entro la prima decade di novembre, il Perugia potrà continuare la stagione senza ulteriori sanzioni. In caso di fallimento, la società resterà nelle mani di Faroni, con tutte le responsabilità economiche, inclusa la necessità di rispettare la scadenza da 1,2 milioni di euro prevista per dicembre.
Il futuro del Grifo è dunque appeso a un filo: la capacità dei legali di risolvere le problematiche burocratiche, la disponibilità del fondo inglese a procedere e la volontà di Arkiva Curi di onorare le scadenze finanziarie. I tifosi, in attesa di ulteriori chiarimenti, sperano che le prossime settimane portino una risposta concreta, altrimenti il club rischia di subire le conseguenze più drammatiche.



