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28 Giugno 2026

Calcio femminile: la sentenza storica del TAS contro la Lazio per violazione dei diritti di maternità

La Lazio Women è stata condannata dal TAS a risarcire Maja Göthberg per non averle rinnovato il contratto a causa della gravidanza. Una sentenza storica che stabilisce un precedente importante nel calcio femminile.

Calcio femminile: la sentenza storica del TAS contro la Lazio per violazione dei diritti di maternità

Nel mondo del calcio femminile, la lotta per i diritti delle atlete continua a fare passi avanti, spesso con grande fatica. Un caso recente ha visto protagonista la Lazio Women condannata dal Tribunale Arbitrale dello Sport (TAS) di Losanna a risarcire la calciatrice svedese Maja Göthberg per non averle rinnovato il contratto a causa della sua gravidanza.

Questa sentenza rappresenta un passo significativo verso la tutela dei diritti delle atlete e potrebbe aprire la strada a maggiori attenzioni sul tema della maternità nello sport. Tuttavia, come sottolinea Manuela Claysset responsabile Politiche di genere e diritti Uisp, questo caso dimostra quanto ancora ci sia da fare, soprattutto nei settori non professionistici.

Le circostanze del caso Göthberg

Maja Göthberg, arrivata alla Lazio Women nella stagione 2026/2026, era diventata un pilastro fondamentale della squadra, contribuendo in modo decisivo alla promozione in Serie A. Le trattative per il rinnovo del contratto erano già in fase avanzata quando la calciatrice comunicò alla società di essere incinta. Fu proprio questa notizia a far interrompere le trattative da parte del club.

Le chat di WhatsApp tra la giocatrice e la società hanno rivelato che la Lazio era a conoscenza della gravidanza e ha deciso di non procedere con il rinnovo del contratto. Questo comportamento è stato considerato una violazione delle norme sulla maternità della FIFA che garantiscono tutele specifiche alle calciatrici in gravidanza.

La sentenza del TAS

Il TAS ha riconosciuto che la Lazio Women ha violato i diritti di Göthberg, condannando il club a pagare un risarcimento di circa 69mila euro. Di questi, 64mila euro sono destinati a coprire il mancato stipendio, mentre i restanti 5mila euro sono un risarcimento per la violazione dei diritti della personalità, inclusa la diffusione di informazioni mediche private.

Questa sentenza è storica perché è la prima volta che il TAS riconosce formalmente una violazione delle norme sulla maternità della FIFA da parte di una squadra di calcio. La decisione del TAS rappresenta un importante precedente per il calcio femminile e potrebbe influenzare futuri casi simili.

Le reazioni e le implicazioni

Maja Göthberg ha espresso soddisfazione per la sentenza, sottolineando che questo caso non riguarda solo il calcio, ma l’essere trattata con equità e rispetto in un momento importante della sua vita. La calciatrice spera che questa sentenza contribuisca a creare un ambiente più sicuro per le giocatrici che desiderano conciliare carriera e famiglia.

Alexandra Gomez Bruinewoud direttrice legale di FIFPro il sindacato globale per i calciatori professionisti, ha commentato che questo caso dimostra che le norme FIFA sulla maternità non sono solo parole sulla carta, ma offrono tutele concrete alle calciatrici. La sentenza conferma che i club non possono semplicemente tirarsi indietro da un rapporto di lavoro nel momento in cui vengono a conoscenza della gravidanza di una giocatrice.

La Lazio Women ha pubblicato un comunicato in cui ribadisce il proprio impegno a favore della tutela delle atlete e dei principi di inclusione, rispetto e pari opportunità. Tuttavia, la società ha anche sottolineato che il rapporto con Göthberg è stato gestito esclusivamente attraverso l’intermediazione dell’agente della calciatrice e che non ha mai ricevuto una comunicazione diretta dalla giocatrice.

Il contesto più ampio

Questo caso si inserisce in un contesto più ampio di lotta per i diritti delle atlete nel calcio femminile. Nonostante i progressi degli ultimi anni, molte giocatrici continuano a affrontare discriminazioni e difficoltà nel conciliare carriera e maternità. La sentenza del TAS rappresenta un passo avanti significativo, ma c’è ancora molto da fare per garantire tutele adeguate a tutte le atlete.

Manuela Claysset ha sottolineato l’importanza di studiare strumenti che verifichino la situazione e mettano in campo le tutele necessarie, soprattutto nei settori non professionistici, dove la situazione è ancora più difficile. La speranza è che questo caso apra gli occhi a molte società e contribuisca a creare un ambiente più equo e rispettoso per tutte le atlete.

Autore

Ilaria Mauri

Ilaria Mauri, bolognese, decise di seguire il giornalismo sportivo dopo una notte al Dall'Ara durante una partita decisiva: oggi coordina le pagine di competizioni e commenti. In redazione predilige reportage sul campo e conserva il biglietto di quella partita come prova della svolta.