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La Nazionale italiana femminile ha ottenuto un risultato netto in trasferta, imponendosi per 6-0 contro la Serbia nelle qualificazioni ai Mondiali 2027. Dopo due gare che avevano lasciato solo un punto e nessuna rete, la squadra guidata da Andrea Soncin ha ritrovato concretezza in attacco e convinzione nel gioco.
Questo successo rimette in moto il morale delle azzurre, ma non risolve le questioni di classifica: la vittoria all’ultimo secondo della Danimarca sulla Svezia ha infatti ribaltato gli equilibri del girone, rendendo il cammino verso la qualificazione diretta più difficile.
La partita a Belgrado: cronaca e protagoniste
La partita ha visto l’Italia prendere il controllo sin dai primi minuti, con tre reti già nel primo tempo. A sbloccare il risultato è stata Girelli, seguita da Lenzini e Oliviero, che hanno chiuso la prima frazione sul 3-0. Nella ripresa la pressione non è diminuita: a firmare i gol del 4-0, 5-0 e 6-0 sono state rispettivamente Caruso, Cantore e Greggi, completando una prova corale convincente.
Analisi tecnica della prestazione
L’approccio tattico di Soncin è apparso chiaro: intensità alta, attacco rapido sulle fasce e precisione nelle finalizzazioni. Il risultato di 6-0 ha messo in luce sia la capacità offensiva sia la solidità difensiva nel non concedere occasioni significative alla Serbia. La partita ha rappresentato anche una risposta alle difficoltà incontrate nelle prime due giornate, mostrando che l’organico può essere incisivo quando le giocatrici trovano ritmo e fiducia.
La classifica del girone e le implicazioni
Nonostante la goleada, la situazione di classifica resta complessa per l’Italia: al momento la Danimarca guida con 7 punti, mentre Svezia e Italia sono a 4 punti. La Serbia è a 1 punto. La posizione delle azzurre è terza a causa dello scontro diretto sfavorevole con la Svezia, fattore che pesa in caso di parità di punteggio. Le differenze reti, seppur favorevoli all’Italia (+5), non ribaltano la priorità dello scontro diretto nella determinazione della classifica.
Il calendario che conta
Il calendario ora mette davanti una sfida decisiva: la Nazionale affronterà la Danimarca in trasferta sabato 18 aprile alle ore 15:00, incontro dal quale può dipendere gran parte delle ambizioni azzurre di accesso diretto. A giugno sono previste le due giornate conclusive: l’Italia ospiterà la Serbia e chiuderà in Svezia; la Danimarca, invece, affronterà prima la Svezia in casa e poi sarà di scena in Serbia. Va ricordato che i play-off rimangono un’opzione garantita per le altre tre squadre del raggruppamento.
Cosa significa questo risultato per il futuro
La vittoria in Serbia serve per ritrovare ritmo e fiducia: è una boccata d’ossigeno in vista dei match che decideranno il destino del girone. La prova collettiva offre indicazioni positive sulla profondità della rosa e sulla capacità di adattamento tattico, elementi che potrebbero fare la differenza nei prossimi impegni contro avversarie più quotate. Tuttavia, l’obiettivo della qualificazione diretta resta impegnativo e dipenderà da come l’Italia saprà affrontare la gara di Copenaghen e le successive due giornate.
Dichiarazioni e prospettive tattiche
Il Ct Andrea Soncin ha definito il successo come «il risultato che cercavamo», sottolineando l’importanza dell’energia messa in campo e la necessità di guardare subito alla partita in Danimarca. La frase evidenzia la volontà del gruppo di non accontentarsi e di continuare a lottare per il sogno della qualificazione: una mentalità che sarà cruciale nei prossimi impegni, quando ogni dettaglio di tattica e gestione fisica potrà pesare sulla classifica finale.
In sintesi, la 6-0 a Belgrado è un messaggio chiaro: l’Italia può segnare e dominare, ma la strada verso i Mondiali 2027 passa per scelte precise, continuità di performance e una prova decisiva contro la Danimarca il prossimo impegno.