Nel giorno di giovedì 5 novembre la New Balance Arena di Bergamo ospita il duello tra Atalanta e Kairat Almaty valido per la terza giornata della Conference League. Dopo una vittoria contro il Pafos in casa e un percorso contraddistinto da spazi non sfruttati, la squadra bergamasca arriva a partita con l’obiettivo di ritrovare la continuità offensiva. Dall’altra parte, i kazaki, già segnalati per la loro capacità di difendere l’avvio di partita, cercano di confermare la solidità mostrata nelle precedenti tappe, soprattutto contro squadre di maggior esperienza.
Il contesto che ha condotto al confronto a Bergamo
Il confronto è il primo scontro diretto fra le due realtà: la Dea affronta un avversario mai incontrato in Europa, mentre il Kairat Almaty ritorna in Italia dopo aver disputato una fase a gironi di champions league contro l’Inter l’anno scorso. Le statistiche degli ultimi mesi mostrano una difesa atlantina non più impermeabile rispetto al campionato, con Kossounou e Thomas Kristensen indisponibili per infortunio. Sul fronte offensivo, Gual e Krstovic rappresentano i pericoli più temuti per i difensori avversari. L’allenatore Maurizio Sarri ha optato per un 4-3-3 con Scamacca al centro, supportato da Rowe e De Ketelaere in ingresso dal banco.
Il primo tempo: equilibrio e poche occasioni
Fin dal fischio, le due compagini si sono alternate nel possesso, ma le occasioni concrete si sono fatte attendere. Il Rowe ha tentato l’attacco al 4’, con un tiro dal limite che ha finito sopra la traversa, segno della voglia di rompere gli schemi difensivi kazaki. Al 29’, Mendonça ha sfiorato il risultato con un tiro dal limite dell’area, ma il portiere Antonio Carnesecchi ha respinto. I cori di palla di Scamacca e Pasalic hanno accresciuto la pressione, ma le conclusioni si sono concluse contro il palo o nella rete avversaria. Il cronometro ha segnato il recupero di tre minuti al primo tempo, senza alcun segno sul tabellino.
Il secondo tempo: i due gol che hanno cambiato le sorti
Entrato il secondo tempo, l’Atalanta ha intensificato la ricerca del risultato, ma è stato il Kairat Almaty a sbloccare la partita al 53’. Gual, sfruttando una filtrante di Edmilson, ha penetrato in area, ha superato due difensori e, con un tiro preciso, ha trovato il fondo della rete, segnando il primo gol della partita. La reazione bergamasca è avvenuta subito: De Ketelaere e Zalewski sono entrati, cercando di allargare il gioco, ma il Kairat ha mantenuto la compattezza difensiva. Idele ha sprecato un colpo alto dal dischetto, mentre Ederson ha tentato il pareggio al 81’, respinto da Anarbekov.
Il pareggio di Krstovic all’82’
Il punto di svolta è arrivato al 82’ su un calcio d’angolo servito da Zalewski. Krstovic ha saltato in area, ha raccolto il pallone e, con un tiro veloce, ha trafitto il centro della porta, battendo Carnesecchi. Il risultato ha riportato l’incontro sul pareggio, scatenando una fase finale di grande intensità. Atalanta ha tentato di conquistare il terzo punto con un ulteriore corner, ma il portiere kazako ha mantenuto la posizione fino al triplice fischio.
Statistiche, cambi e considerazioni tattiche
Nel corso della partita sono stati mostrati quattro cambi da parte dell’Atalanta – l’entrata di De Ketelaere, Zalewski, Ederson e la sostituzione di Scamacca con Krstovic. Il Kairat Almaty ha risposto con due variazioni di centrocampo, introducendo Sadybekov e Baibek. Le ammonizioni sono arrivate a Scamacca, Obrić e due giocatori kazaki, tra cui Jukkola per perdita di tempo. Le quote dei bookmakers hanno stabilito l’Atalanta favorita con un valore di 1,18, segno della percezione di superiorità, ma il risultato finale dimostra come la Conference League sia ancora imprevedibile.
Il pareggio 1-1 porta la Dea a segnare due punti, ma la necessità di trovare continuità offensiva rimane cruciale per le prossime tappe. La difesa, indebolita da infortuni, dovrà rispondere con maggiore solidità, mentre a centrocampo la capacità di creare occasioni rapide sarà determinante per evitare ulteriori punti persi.



