La cucina italiana è in continua evoluzione, e i giovani chef sono i protagonisti di questa trasformazione. Durante l’evento Una promessa è una promessa a Vico Equense, dodici professionisti emergenti hanno avuto l’opportunità di raccontare le loro storie, le loro ambizioni e i loro piatti. Un’occasione unica per scoprire le nuove tendenze della gastronomia italiana e i volti che la stanno plasmando.
Ogni chef ha un percorso unico, segnato da esperienze formative, viaggi e incontri che hanno plasmato la loro visione culinaria. Questo evento non è solo una vetrina per i loro talenti, ma anche un osservatorio privilegiato sul futuro della cucina italiana, dove tradizione e innovazione si incontrano.
Silvia Rozas e Marco Zambon: il dialogo tra America Latina e Venezia
Silvia Rozas e Marco Zambon, chef del ristorante Bacán a Venezia, portano avanti un progetto che unisce le tradizioni culinarie dell’America Latina con la ricchezza della laguna veneziana. Il loro ristorante è un luogo di incontro tra culture diverse, dove ingredienti e tecniche si fondono per creare una cucina contemporanea e personale.
La loro crescita professionale è stata segnata dall’esperienza al Basque Culinary Center un istituto accademico che unisce alta cucina, scienze e management aziendale. Questo percorso ha permesso loro di viaggiare, confrontarsi con culture diverse e fare esperienze in alcuni dei migliori ristoranti internazionali. Il loro obiettivo è continuare a imparare, viaggiare e far crescere il loro team, raccontando sempre il lavoro che c’è dietro ogni piatto.
Per l’evento, hanno presentato la Seppia in nero alla messicana un piatto che rappresenta perfettamente la filosofia del Bacán. Una fusione tra la tradizione veneziana e le tecniche culinarie messicane, che racconta il loro modo di intendere la cucina.
Josefina Zojza: la sfida della cucina in Alto Adige
Josefina Zojza, sous chef del ristorante Berghoferin a Redagno, in Alto Adige, è una giovane chef che cerca sempre nuove sfide. Il suo ristorante è un progetto nuovo e ambizioso, che rappresenta una continua fonte di stimoli e crescita professionale.
La sua esperienza è segnata da cambi di realtà, che le hanno permesso di rendersi conto di tutto ciò che ha imparato fino a quel momento. Oggi, i suoi obiettivi sono cambiati: cerca serenità e un equilibrio tra la fame professionale e la vita personale. Vuole trovare una realtà in cui poter esprimere pienamente il suo talento.
Per l’evento, ha presentato un piatto creato appositamente: Risoni Gentile un incontro tra mare e montagna che unisce prodotti locali e richiami al suo mondo.
Andrea Pietro Arcieri: la valorizzazione del pesce
Andrea Pietro Arcieri, direttore artistico del ristorante Azabu 10 a Milano, si definisce un appassionato di cucina giapponese contemporanea. Il suo percorso è stato segnato da esperienze significative, tra cui il periodo al Notting Hill Fish Shop durante il Covid, dove ha approfondito il tema della frollatura e lo studio anatomico del pesce.
Il suo obiettivo è valorizzare il lavoro e l’etica che stanno alla base del suo progetto. Vuole diffondere una cultura del rispetto dell’animale e dimostrare che la frollatura non deve essere percepita come qualcosa di esclusivo o elitario. Il suo sogno è educare il pubblico e permettere a tutti di mangiare meglio.
Per l’evento, ha presentato Nigiri di tonno frollato tre settimane e temaki di toro e takuan un piatto che riflette la sua passione per la cucina giapponese e la valorizzazione del pesce.
Enrico Fusi e Angelo Barletta: il luna park in continua evoluzione
Enrico Fusi e Angelo Barletta, chef e titolari del ristorante Fuba a Rimini, immaginano il loro ristorante come un luna park ancora in costruzione. Un luogo vivo, in continua evoluzione, dove lavorano persone con fame di vita e voglia di esprimersi.
Le loro prime esperienze lontano da casa, subito dopo il diploma, sono state fondamentali per la loro crescita. Il confronto con nuove realtà ha permesso loro di crescere rapidamente, sia come professionisti sia come persone. Il loro obiettivo è continuare a divertirsi cucinando e creare un ambiente di lavoro in cui si stia bene, senza rinunciare all’eccellenza.
Per l’evento, hanno presentato Chawanmushi di piselli, piselli alla brace, kizami wasabi, mela verde e foglie di fico un piatto che riflette la loro filosofia di cucina in continua evoluzione.
Eros Castrogiovanni: la cucina di confine
Eros Castrogiovanni, chef patron de Il Nido – Locanda Pascoliana a San Mauro Pascoli, definisce il suo ristorante una casa aperta agli ospiti. Un luogo immerso nel verde e nella storia, all’interno del Parco di Villa Torlonia, dove nacque Giovanni Pascoli. La sua cucina è una cucina di confine, in cui terra e mare si incontrano per raccontare il territorio.
La sua crescita professionale è stata segnata da esperienze significative, tra cui il concorso San Pellegrino Young Chef dove ha legato con altri concorrenti. Il suo obiettivo è avvicinare sempre più persone al ristorante, rendendo l’alta gastronomia accessibile a tutti.
Per l’evento, ha presentato Seppia, il suo fegato, piselli, ponzu e salicornia un piatto che riflette la sua cucina di confine.
Filippo Chignola: la tradizione con una forte personalità
Filippo Chignola, chef del ristorante La Casa degli Spiriti a Costermano sul Garda, porta avanti la tradizione di un ristorante con oltre trent’anni di storia. Un luogo che vive di accoglienza, convivialità e condivisione, capace di raccontare identità e tradizione con una forte personalità.
La sua crescita professionale è stata segnata da esperienze importanti, tra cui Villa Crespi e Hiša Franko by Ana Ros. Il suo obiettivo è continuare a divertirsi facendo il lavoro più bello del mondo e trovare ogni giorno nuovi modi per esprimere la sua identità.
Per l’evento, ha presentato Il Tortello in brodo non in brodo un piatto emotivo che rappresenta il ricordo delle giornate trascorse in cucina con sua nonna.



