Il confronto tra le istituzioni calcistiche internazionali è esploso dopo l’annuncio pubblico del 28 luglio 2026 relativo al progetto noto come Fifa Forward Enterprise. Quel piano prevedeva la collocazione dei diritti commerciali dei principali tornei in una nuova controllata e la vendita di una quota permanente a investitori privati; la proposta è stata ritirata il 1 August a seguito di forti proteste. In risposta, la UEFA ha avviato passi formali per ottenere documenti e materiale probatorio dagli Stati Uniti con l’obiettivo di sostenere eventuali azioni giudiziarie in Svizzera.
Richiesta di documenti negli Stati Uniti e parti coinvolte
UEFA ha presentato istanze per ottenere informazioni sia da FIFA sia dal fondo di investimento Thrive Capital (anche indicato come Thrive Capital Management), guidato da Joshua Kushner. Secondo i documenti giudiziari citati, Thrive e Kushner erano considerati potenziali anchor investors e avrebbero dovuto versare 4.2 billion di dollari in cambio di una quota del 20 per cent della nuova società che avrebbe gestito il business dei principali eventi FIFA, inclusi i tornei maschili e femminili e il Club World Cup.
Obiettivo della scoperta documentale
L’obiettivo dichiarato di UEFA nel richiedere la produzione di documenti negli Stati Uniti è acquisire prove riguardo alla genesi, alla valutazione e alle negoziazioni che hanno portato alla proposta. UEFA sostiene che la struttura dell’operazione, le valutazioni fornite e le comunicazioni interne possano essere decisive per dimostrare la sussistenza di irregolarità nella gestione dell’affare e per sostenere le future azioni penali in Svizzera.
Accuse principali e valutazioni economiche contestate
I documenti presentati da UEFA affermano che il piano annunciato il 28 luglio 2026 è stato sviluppato in segretezza da un ristretto gruppo di dirigenti e che l’annuncio pubblico è arrivato senza consultare il consiglio FIFA la UEFA né le altre confederazioni e le 211 associazioni membri. UEFA contesta in particolare la valutazione implicita dell’affare: la vendita del 20 per cent per 4.2 billion avrebbe comportato, secondo le argomentazioni, un valore d’impresa di circa 20bn cifra definita dagli atti come insolitamente bassa rispetto a quanto sarebbe lecito attendersi per i diritti commerciali dei principali eventi.
UEFA sostiene che quella valutazione non fosse il risultato di un processo competitivo e trasparente né fosse stata verificata da valutatori indipendenti, elementi che – secondo l’accusa – rendono sospetta l’operazione e suggeriscono che il piano potesse favorire interessi privati a discapito della governance e della reputazione di FIFA e delle sue 211 membri, comprese le 55 associazioni affiliate alla UEFA.
Rilievo sulle procedure interne
Nel testo della richiesta, UEFA mette in rilievo che l’approvazione interna sarebbe stata ottenuta in fretta e con informazioni limitate: alcuni funzionari e dipendenti avrebbero avuto solo poche ore per esaminare e ratificare la proposta, e in alcuni casi non si sarebbe trattato di soggetti informati in precedenza sul contenuto del progetto. Questa modalità di approvazione è citata come elemento fattuale che può avvalorare le accuse di cattiva gestione.
UEFA ha inoltre avvertito pubblicamente, il 3 August contro la distruzione o la rimozione di materiale rilevante, richiedendo l’identificazione e la conservazione di documenti e dati elettronici nelle mani dei responsabili nominati.
Prospettive giudiziarie e implicazioni
La strategia di UEFA contempla la preparazione di una denuncia penale in Svizzera per presunta criminal mismanagement nei confronti del presidente Gianni Infantino e potenzialmente di altri funzionari e consiglieri. Per sostenere una simile azione, UEFA ritiene necessario ottenere evidenze dall’estero che possano provare la natura segreta del progetto, le valutazioni economiche utilizzate e le comunicazioni tra le parti interessate.
Al momento, l’iniziativa di UEFA ha portato a richieste formali negli Stati Uniti e a un aumento della tensione istituzionale tra le componenti del calcio mondiale. Le parti coinvolte, inclusi FIFA e Thrive Capital, sono state contattate per chiarimenti; il progetto iniziale era stato però abbandonato l’1 August a causa dell’opposizione diffusa.
La vicenda rimane in evoluzione: le istanze presentate e i documenti che emergeranno nelle prossime fasi saranno determinanti per stabilire se le contestazioni sollevate da UEFA possano tradursi in procedimenti penali effettivi in Svizzera e in quale misura questo episodio inciderà sulle dinamiche di governance del calcio internazionale.



