Dal 24 al 30 ottobre 2026 la capitale azera, Baku, ospita la prima edizione della U-15 World Cup & Festival, un evento pensato per riunire quasi tutti i membri della famiglia FIFA. Con 189 federazioni partecipanti, quasi 1000 partite e un calendario compressissimo, il torneo rappresenta un esperimento di scala mai visto prima nel calcio giovanile.
Formato e obiettivi della U-15 World Cup & Festival
Il progetto nasce dall’idea di Arsène Wenger, oggi Chief of Global Football Development della FIFA, che ha voluto trasformare il tradizionale modello di qualificazione in un festival inclusivo. L’obiettivo è duplice: dare a tutti i giovani giocatori la possibilità di confrontarsi a livello internazionale e, al contempo, spingere le federazioni a investire maggiormente nei loro settori giovanili. Nel festival nessuna squadra è eliminata subito; ogni nazionale disputa diverse partite, garantendo un’esperienza formativa più ampia rispetto a un classico torneo ad eliminazione.
Partite 8 vs 8, durata e dimensioni del campo
Per gestire un numero così imponente di incontri, il format si discosta dal calcio a 11. Le partite si giocano 8 contro 8 (portiere incluso) e durano 40 minuti, suddivisi in due tempi da 20 minuti. Il terreno è più piccolo, 68 × 47 metri, mentre le porte conservano le dimensioni regolamentari (7,32 × 2,44 m). Questa configurazione favorisce il coinvolgimento di tutti i giocatori e permette di disputare fino a 20 partite simultaneamente presso l’Hovsan Competition Complex.
La partecipazione globale: 189 nazionali e senza qualificazioni
Quasi tutte le 211 federazioni affiliate alla FIFA hanno potuto iscriversi direttamente al torneo, senza alcun percorso di qualificazione. Il regolamento ammette giocatori nati nel 2011 o nel 2012, con rosa limitata a 14 calciatori più sei membri dello staff. La mancanza di fasi eliminatorie iniziali garantisce che anche le federazioni meno esperte possano vivere l’emozione di una competizione mondiale, favorendo l’inclusione e la scoperta di talenti in luoghi solitamente poco rappresentati.
Il percorso a due fasi: gironi e performance tiers
Il torneo è strutturato in due momenti distinti. Nella prima fase, le 189 nazionali sono suddivise in 32 gironi, per lo più composti da sei squadre ciascuno. Ogni squadra affronta una volta tutti gli avversari del proprio girone, disputando quattro o cinque partite. Il risultato di questi incontri non determina l’eliminazione, ma serve a collocare le nazionali in una delle sei performance tier (A, B, C, D, E, F) per la seconda fase.
Seconda fase – performance tiers
Una volta stabilite le tier, le squadre giocano altre quattro o cinque partite contro avversarie con risultati simili. Ogni tier ha il proprio percorso e il proprio vincitore; però solo la squadra emergente dal Tier A otterrà il titolo ufficiale di campione del mondo U-15. Le altre tier, pur non conquistando il trofeo supremo, celebreranno comunque il successo nella rispettiva fascia, garantendo così una competizione equilibrata fino all’ultimo turno.
Italia U-15: gruppo, calendario e convocati
Gli Azzurrini sono stati inseriti nel Gruppo L insieme a Benin, Isole Cook, Hong Kong (Cina), Qatar e Turkmenistan. Il loro debutto è stato trionfale, con una vittoria per 5-1 contro il Turkmenistan. Il calendario prevede cinque sfide in tre giornate: il 24 ottobre contro il Turkmenistan, il 25 ottobre due partite (Qatar alle 07:00 e Isole Cook alle 13:45), e il 26 ottobre contro Benin (10:45) e Hong Kong (17:30). Il tecnico Enrico Battisti ha scelto una rosa di 14 calciatori, tra cui i portieri Leonardo Brigante (Torino) e Gian Piero Maria Galliera (Inter), i difensori Alessio Carpi (Parma) e Paolo Chirico (Napoli), e gli attaccanti Manuel Ferraro (Parma) e Andrea Kostyuk (Milan).
Il futuro del torneo: edizioni femminili e calendario annuale
La prima edizione maschile è solo l’inizio. Già nel 2027 la FIFA organizzerà la versione femminile della U-15 World Cup & Festival, e a partire dal 2028 il format sarà presente due volte l’anno: una competizione maschile e una femminile. L’obiettivo a lungo termine è trasformare il torneo in un appuntamento fisso nel percorso di sviluppo delle nazionali giovanili, anticipando persino le competizioni Under-17 e consolidando Baku come modello di svolta per le future edizioni.



