La vita di un ex promessa del calcio torinese ha preso una piega drammatica. Un ventottenne, ex giocatore delle giovanili della Pro-Vercelli è finito dietro le sbarre dopo aver violato ripetutamente gli arresti domiciliari a cui era sottoposto per una rapina. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata una notte di divertimento in discoteca, dove è stato riconosciuto da un carabiniere.
Il giovane, che aveva iniziato la sua carriera calcistica con grandi speranze, si è trovato coinvolto in una rapina nella zona di Mirafiori nel marzo dello scorso anno. Insieme a complici, aveva aggredito un uomo che stava rincasando, portandogli via circa 8 mila euro in contanti. Un colpo frutto di una soffiata di un amico, che ha segnato l’inizio della fine della sua carriera sportiva.
La notte in discoteca che ha cambiato tutto
La notte tra sabato 18 e domenica 19 luglio, il giovane ha deciso di trascorrere la serata alla discoteca One un locale popolare di corso Massimo D’Azeglio a Torino. Non sapeva, però, che anche un carabiniere, libero dal servizio, aveva scelto lo stesso posto per divertirsi. Il militare, che conosceva bene il giovane, lo ha riconosciuto immediatamente e ha allertato i colleghi.
Una pattuglia si è recata subito a casa del calciatore, ma non ha ottenuto risposta. I carabinieri hanno verificato che il campanello funzionasse correttamente, ma il giovane era irraggiungibile. Questo episodio ha portato alla decisione del giudice per le indagini preliminari, Cristina Barillari, di aggravare la misura cautelare, trasferendo il giovane in carcere.
Violazioni ripetute dei domiciliari
Il provvedimento del giudice permetteva al giovane di conciliare la misura cautelare con la vita quotidiana. Era autorizzato a lasciare il domicilio per lavorare dal martedì al sabato, dalle 9:30 alle 19, per allenarsi con la squadra martedì, giovedì e venerdì, dalle 20 alle 23, e per giocare le partite la domenica, dalle 12:30 alle 17:30. Un regime che, sebbene restrittivo, gli permetteva di mantenere una certa normalità.
Tuttavia, il giovane aveva già violato altre tre volte i domiciliari prima della notte in discoteca. Una domenica, giorno di gara, era rientrato a casa alle 20:45 invece delle previste 17:30, giustificando il ritardo con un infortunio alla caviglia, senza però produrre alcuna documentazione medica. In altre occasioni, non era stato trovato dai carabinieri durante i controlli, e il campanello di casa suonava a vuoto con il telefono cellulare spento.
Dai campi di calcio alle sbarre
L’ex promessa del calcio, difeso dall’avvocato Saverio Ventura aveva iniziato la sua carriera nelle giovanili della Pro-Vercelli, per poi giocare in vari campionati di Eccellenza tra Torino e il vercellese, fino ad approdare nelle serie minori. La sua carriera sportiva era stata promettente, ma le scelte sbagliate lo hanno portato lontano dai campi di calcio.
La rapina a Mirafiori ha segnato un punto di svolta nella sua vita. Ora, dopo la violazione dei domiciliari, si trova a dover affrontare le conseguenze delle sue azioni. La sua storia è un monito per chi, come lui, ha talento ma sceglie la strada sbagliata.



