Al Romeo Menti di Vicenza, davanti a quasi 6.000 spettatori, la finale di Coppa Italia women ha offerto tensione e spettacolo fino agli ultimi minuti. In un confronto equilibrato la Roma femminile ha avuto la meglio sulla Juventus per 1-0 grazie a un guizzo di Manuela Giugliano all’80’. Questo successo completa una stagione memorabile per le giallorosse, che dopo aver vinto lo scudetto portano a casa anche la coppa nazionale: un risultato che per la società rappresenta la terza Coppa Italia della sua storia, dopo i trionfi del 2026 contro il Milan e del 2026 contro la Fiorentina.
La cornice dell’evento è stata arricchita da iniziative collaterali, tra cui un Fan Village organizzato in collaborazione con Nike, e dalla consegna del trofeo affidata a Gianpiero Strisciuglio, amministratore delegato di Trenitalia. Le parole della presidente della Serie A Women, Federica Cappelletti, hanno sottolineato l’importanza dell’affluenza e il valore del progetto che collega manifestazioni giovanili ai grandi appuntamenti: un passo concreto per avvicinare le nuove generazioni al calcio femminile.
La dinamica della partita
Nel primo tempo la Juventus è risultata più incisiva creando i maggiori pericoli, ma la Roma ha saputo resistere grazie a interventi chiave. La squadra guidata da Rossettini ha cambiato marcia nella ripresa, soprattutto dopo l’inserimento di Pilgrim, che ha portato ritmo e dribbling sulle corsie. L’episodio che ha deciso l’incontro nasce da una giocata sulla destra: la svizzera propone un cross che, dopo una spizzata di Viens, diventa un assist per Giugliano, appostata sul secondo palo per insaccare. La rete è arrivata all’80’, e da quel momento la Juventus ha provato il forcing finale senza però trovare il pari, frenata anche dalle parate determinanti della portiera Baldi.
L’episodio chiave
Il gol è nato da un’azione corale che ha messo in luce la capacità di lettura delle giallorosse: l’inserimento di Pilgrim ha creato superiorità sulle fasce, la spizzata di Viens ha ingannato la marcatura e Giugliano ha sfruttato lo spazio sul secondo palo. Questo momento ha fatto la differenza in una partita altrimenti equilibrata. Il ruolo di assist e la capacità di finalizzazione si sono rivelati determinanti, dimostrando come una sola giocata possa ribaltare la tensione accumulata nel corso dei 90 minuti.
Protagoniste e valutazioni
Tra le protagoniste indiscusse c’è Manuela Giugliano, autrice della rete decisiva e nominata MVP del campionato: la sua esperienza si è vista nel momento più caldo. Fondamentale anche il contributo di Baldi, la cui parata nel primo tempo e la reattività nel finale hanno impedito il ritorno della Juventus. L’ingresso di Pilgrim ha portato imprevedibilità e dribbling, trasformando il volto offensivo della Roma. Nonostante qualche imprecisione in fase di spinta, giocatrici come Thogersen hanno saputo riscattare la partita con interventi difensivi decisivi, a dimostrazione di come il collettivo abbia fatto la differenza in una finale così spigolosa.
Scelte tecniche e panchina
Le mosse dei due allenatori sono state decisive nella gestione dei ritmi: Canzi ha cercato soluzioni offensive con cambi mirati, mentre Rossettini ha trovato la chiave con l’inserimento di giocatrici fresche a metà ripresa. Tra le sostituzioni più incisive va ricordato l’ingresso di Pilgrim al rientro dagli spogliatoi e le mosse effettuate per presidiare gli ultimi minuti. L’arbitro dell’incontro, Gasperotti, ha diretto una contesa tesa ma corretta, permettendo alle squadre di esprimere il proprio gioco senza eccessive interruzioni.
Impatto e significato della vittoria
Questa Coppa Italia assume un valore simbolico oltre che sportivo: per la Roma è la conferma di un percorso di crescita che culmina nel double, ossia la conquista del campionato e della coppa nazionale nella stessa stagione. L’evento di Vicenza è stato pensato anche per valorizzare il futuro del movimento, con iniziative rivolte ai più giovani e la presenza massiccia di pubblico che dimostra come il calcio femminile stia guadagnando terreno nel Paese. La vittoria in finale contro una squadra di alto profilo come la Juventus rende il risultato ancora più significativo e rappresenta un punto di riferimento per la stagione a venire.
Cosa resta
Rimane il ricordo di una serata in cui il singolo episodio ha fatto la differenza, ma soprattutto resta il segnale che investire in visibilità, giovani e infrastrutture produce risultati concreti. La Coppa Italia alzata al Romeo Menti è il coronamento di un progetto sportivo che vuole consolidarsi: una combinazione di talento, gestione tecnica e impegno collettivo che ha portato la Roma femminile a scrivere una nuova pagina della propria storia.
