Il calendario ha messo davanti alla Roma un appuntamento dal sapore decisivo: la trasferta al Bentegodi contro l’Hellas Verona è presentata come l’ultima occasione per evitare calcoli e assicurarsi un posto in Champions League. Per la squadra di Gasperini non è solo una partita: è un probante banco di prova sportivo e finanziario che influenzerà scelte tecniche, rinnovi contrattuali e una finestra di mercato estiva già sotto osservazione.
Nella capitale si lavora con l’obiettivo di vincere, evitando di dipendere dai risultati altrui. Se la squadra dovesse pareggiare o perdere, la strada per l’Europa a quattro squadre si allargherebbe a scenari combinati con i risultati di Juventus e Como, ma a Trigoria la parola d’ordine resta non fare calcoli: battere il Verona, guidato da Sammarco e già retrocesso, ma capace di sorprendere, è la priorità.
La posta in gioco sportiva
Oltre al prestigio, la qualificazione alla Champions League significa un diverso equilibrio di impegni, ricavi e attrattiva per la rosa. Per l’allenatore e per la società l’accesso alle coppe maggiori semplifica i discorsi sui rinnovi: la partecipazione europea rende più agevole trattenere i protagonisti e progettare la squadra per la stagione successiva. In termini pratici, più partite internazionali comportano anche la necessità di rinforzi mirati e una gestione diversa delle rotazioni, elementi che influenzano il mercato estivo.
Scenari possibili
Il percorso netto per non dipendere dagli altri è la vittoria al Bentegodi: un successo consegnerebbe immediatamente il piazzamento desiderato. In alternativa, la Roma potrebbe sperare di ottenere lo stesso risultato della Juventus nel derby piemontese e del Como impegnato contro la Cremonese, ma questa strada è più incerta. La società insiste sul fatto di voler affrontare la partita con la giusta concentrazione, senza reinventare tabelle e speranze affidate ad altri campi.
Rinnovi sul tavolo: Dybala, Pellegrini e Celik
Nel mezzo della contesa sportiva emergono i dossier contrattuali più caldi. Il futuro di Paulo Dybala torna al centro delle discussioni: il contratto dell’attaccante scadrà il prossimo giugno e la società ha formulato una proposta basata su un accordo annuale con opzione per il proseguimento. L’offerta prevede una parte fissa intorno ai 2-2,5 milioni più bonus raggiungibili, una cifra nettamente inferiore all’ingaggio attuale ma motivata dalla prospettiva di un bilancio sostenibile e dall’eventuale ritorno in Europa.
La strategia su Dybala
La squadra conta su Dybala per la partita decisiva: l’argentino giocherà titolare e, solo dopo i novanta minuti, siederà con i dirigenti per valutare il futuro. La partecipazione alla Champions League agirebbe come leva negoziale: rientrare nelle prime quattro renderebbe più semplice arrivare a un’intesa che riconosca il valore tecnico della Joya pur con una struttura di stipendio diversa rispetto al passato.
Situazione di Pellegrini, Celik e il destino di Koné
Per Lorenzo Pellegrini la trattativa è in corso ma complessa. Il capitano, in scadenza nel 2026 e attualmente fermo in infermeria (salterà la trasferta), ha manifestato la volontà di restare; la controparte però chiede sacrifici economici, con un possibile abbassamento dell’ingaggio come condizione per il rinnovo. Su di lui si segnala anche l’interesse dell’Al Hilal guidato da Simone Inzaghi, elemento che aggiunge pressione alla trattativa.
Celik e la richiesta economica
Il discorso relativo a Zeki Celik è diverso: la società giallorossa ha già proposto un rinnovo, ma il terzino chiede circa 4 milioni annui, cifra che il club giudica elevata. Le negoziazioni proseguiranno in base alla volontà di stabilità della rosa e alle esigenze finanziarie dettate anche dalla supervisione della UEFA sui conti societari.
Infine il caso di Manu Koné sembra ormai segnato: il centrocampista francese è il profilo con maggiore mercato nella rosa e la società non intende aprire trattative sotto la soglia di 40 milioni. Su di lui sono forti l’Inter — che lo aveva cercato in passato — l’Atlético Madrid e altri club europei. Anche con l’eventuale ingresso in Champions, Koné resta considerato la principale pedina di cessione per riequilibrare i conti: un ottimo finale di stagione o un Mondiale convincente potrebbero però innalzare ulteriormente il valore del cartellino.
In sintesi, la sfida al Bentegodi non sarà solo sportiva ma avrà effetti immediati sul mercato e sui contratti più delicati. Dopo i novanta minuti la dirigenza, insieme a Gasperini, avrà una visione più chiara per decidere se puntare su conferme come Dybala e Pellegrini o procedere a cessioni importanti come quella di Koné. Il verdetto del campo sarà dunque la bussola definitiva per la Roma.
